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Silvia Tosi

La supervisione gestaltica in età evolutiva

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

L’obiettivo di questo articolo è di dare attenzione alla supervisione della psicoterapia con bambini e adolescenti. Infatti, nonostante la supervisione sia una parte di vitale importanza della formazione clinica in psicoterapia infantile, non sembra esistere molta letteratura in proposito. In particolare, si vuole qui sottolineare la specificità del lavoro clinico con i minori, che ci chiama ad una maggiore responsabilità sia per la giovane età dei pazienti, sia per la molteplicità degli elementi del campo in cui ci muoviamo, come terapeuti e come supervisori. Viene di seguito presentato un caso di supervisione che mostra la complessità del lavoro con i minori, il bisogno di confrontarsi con diversi attori, la delicatezza dell’incontro con il piccolo paziente, la necessità di lavorare dentro e fuori il setting. Attraverso la descrizione del caso clinico, verrà illustrato come lavorare in supervisione attraverso i livelli di riconoscimento del modello di Spagnuolo Lobb (2024). Tale modello ci consente sia di includere la complessità della situazione in cui minore e terapeuta sono inseriti, sia di sostenere, attraverso il riconoscimento, le risorse e l’intuito del terapeuta.

Lorenza Da Re, Chiara Meneghetti, Roberta Bonelli, Tommaso Feraco

“Destinazione Università”: un percorso innovativo online di orientamento per lo sviluppo di competenze trasversali

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo approfondisce una proposta formativa dell’Università degli Studi di Padova legata all’orientamento attivo nella transizione scuola-università, sulla base di quanto previsto dal Decreto Ministeriale MUR 934/2022. In particolare, è stato progettato un percorso online, dedicato agli studenti1 dell’ultimo triennio di scuola secondaria di secondo grado del territorio, che mira allo sviluppo di alcune competenze trasversali utili in vista della transizione post-diploma. Il modulo di tre ore è fruibile in modo asincrono sulla piattaforma Moodle di Ateneo, e si compone di quattro attività principali, relative a: introduzione sulle soft skills, abilità e motivazione allo studio, abilità sociali e interpersonali, orientamento alla scelta. Le attività rappresentano una proposta inedita e innovativa per l’Ateneo, e si svolgono tramite brevi video creati ad hoc, questionari e attività di riflessione guidata iniziali e finali, sia di tipo quantitativo che qualitativo. La prima edizione si è svolta da aprile ad agosto 2023, ed è attualmente in corso la seconda edizione 2023/24. La presentazione della proposta, qui dettagliata nei suoi obiettivi e caratteristiche operative, può configurarsi come esempio di pratica e accrescere il dibattito scientifico rispetto all’importante tema dell’orientamento attivo nella transizione scuola-università, fungendo anche da confronto e riflessione per altri contesti che stanno affrontando questa importante sfida. 1 Per rendere più fluida l’esposizione, nel testo utilizzeremo il maschile ma intendiamo includere tutti i generi.

Isabella Pescarmona, Valerio Ferrero

Costruire comunità di ricerca dialogiche: quando l’aula accademica diventa uno spazio di formazione e possibilità interculturali

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

Questo saggio intende discutere le prospettive di innovazione relative alla didattica accademica nell’ambito delle scienze umane, approfondendo le modalità di formazione interculturale dei futuri insegnanti. Concentrandosi sull’aula universitaria come territorio plurale e proponendo la pratica filosofica di comunità di matrice lipmaniana come metodo attraverso cui gli studenti possono acquisire un habitus interculturale e co-costruire conoscenze disciplinari, si enfatizza la necessità di una trasformazione dei processi formativi tramite approcci che favoriscano la partecipazione attiva degli studenti e, al contempo, sollecitino un riposizionamento dei docenti per promuovere un contesto dialogico e plurale.

Concetta Tino, Monica Fedeli

Faculty come Change Agent tra cambiamenti e sfide: il caso dell’Università Patavina

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

L’innovazione didattica rientra tra le azioni che i sistemi di Higher Education sono chiamati ad implementare per continuare a svolgere il ruolo di agenzie che guidano il cambiamento. È un’iniziativa che all’Università di Padova ormai da circa otto anni è declinata in percorsi diversi, uno dei quali è il percorso per change agent (CA), i quali hanno la funzione di generare cambiamento all’interno dei loro contesti. La finalità di questa ricerca, a carattere qualitativo, è di conoscere quali cambiamenti hanno sperimentato i docenti coinvolti sia nei processi di insegnamento/apprendimento sia come CA nei loro dipartimenti di afferenza. I risultati mostrano che ci sia stato un cambiamento significativo in termini di prospettive e pratica didattica, ma ulteriori sforzi sono da compiere per svolgere una funzione efficace come CA.

Marnie Campagnaro, Lea Ferrari

Children’s Literature, Ecocritical Dialogues and Social-Emotional Learning: Developing Integrated Teaching Practices

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

An innovative primary teacher education course at the University of Padova combines children’s literature, ecocritical dialogues, and social-emotional learning (SEL). It aims to enhance educational quality and prepare teachers for global environmental and social challenges. Developed through the Green Dialogues project, it fosters internationalization and interdisciplinarity. This article examines the course’s interdisciplinary teamwork, focusing on its design and teaching methods. A case study highlights the benefits of incorporating ecocritical and SEL approaches in climate action teacher education. The course illustrates how children’s stories can foster environmental and social consciousness and empathy among students. This approach not only enhances pedagogical practices but also prepares teachers to contribute meaningfully to climate literacy and social equity in European higher education.

Flavia Capodanno, Alessio Di Paolo, Maurizio Sibilio

Piste Trasformative per la Formazione dei Docenti: Una Potenziale Contaminatio tra Appreciative Inquiry e Linguaggio Musicale

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

In una visione della scuola come sistema complesso adattivo, inteso come insieme di elementi interagenti (Murray Gell-Mann, 1995; Sibilio, 2014), è possibile riconoscere il ruolo dei docenti come veri agenti di cambiamento (Avrimidis & Norwich, 2002; Hattie, 2012) nell’adattarsi ad accogliere le sfide poste dalla poliedricità della società odierna. In particolare, assume rilevante centralità una formazione orientata, come suggerito da numerosi documenti internazionali, alla piena affermazione un’inclusive education (EADSNE, 2009, 2012, 2014). Alla luce di quanto detto, dunque, il presente contributo intende proporre una prima riflessione rispetto alla potenzialità di una contaminatio nella formazione dei docenti tra l’approccio di ricerca dell’appreciative inquiry, e il linguaggio musicale per una progettazione didattica inclusiva. Tale intenzione muove dalla possibilità di rilevare tratti comuni tra il framework teorico dell’appreciative inquiry, fondato sulla narrazione e sulla condivisione delle storie personali in chiave positiva (Cooperider & Srivastva, 1987; Cooperrider et al., 2008) e la musica, linguaggio universale capace di favorire dialogo e comunicazione per un fine comune. In tal senso, inserita nei percorsi formativi, la narrazione in positivo attraverso il dispositivo musicale potrebbe potenzialmente promuovere nel docente l’acquisizione di competenze riflessive e trasformative tali da essere in grado di gestire le varie situazioni, perché flessibile e avvezzo a tracciare percorsi didattici e organizzativi innovativi sia nel gestire il presente sia per orientare il futuro (Mezirow, 2003).

Martina Capaccioli, Loretta Fabbri

Coltivare Sguardi Pluriversali. Esperienze Didattiche in Corso

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

A partire da ancoraggi metodologici e concettuali afferenti agli studi sull’apprendimento trasformativo e alla prospettiva decoloniale, l’articolo intende descrive alcune modalità di applicazione di dispositivi didattici di tipo conversazionale e dialettico, finalizzati a supportare studentesse e studenti universitari nel riflettere criticamente sulle pluralità e differenze che caratterizzano i contesti lavorativi educativi contemporanei. Si ripercorreranno alcune azioni didattiche implementate all’interno di due insegnamenti erogati nell’anno accademico 2023-2024, e afferenti a Corsi di Laurea L-19 e LM-85, volte a facilitare la costruzione di una cultura professionale senza distorsioni epistemologiche, sociolinguistiche e psicologiche ancorate a visioni etnocentriche.

Arianna Taddei, Elena Rosciani

Il diritto di dimenticare: sfide pedagogiche e reti territoriali per le persone con Alzheimer

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo si propone di mettere in luce gli aspetti della cura, sia da un punto di vista pedagogico, sia sociale, evidenziando le ricadute sulla persona, sulla famiglia e sulla comunità. La malattia di Alzheimer è una delle più grandi patologie cronico-degenerative delle società contemporanee che compromette alcune importanti capacità cognitive, tra cui la memoria, e oscura inesorabilmente le relazioni sociali del soggetto. Attraverso uno studio di caso realizzato nella provincia di Macerata in collaborazione tra diversi attori locali, tra cui l’Università stessa, si intende tracciare le pratiche orientate allo sviluppo di comunità inclusive presenti nel territorio, per ripensare non solo le azioni ma anche le prospettive e le sfide pedagogiche che interrogano le politiche sociali, le reti territoriali e la Pedagogia Speciale nel sostenere la Qualità di vita degli adulti e delle loro famiglia in situazione di disagio.

Maria Giulia Ballatore, Alicia García-Holgado, Anita Tabacco, Juanjo Mena, Francisco José García-Peñalvo, Lucía Amores

Profiles of students in STEM across Latin America and Europe

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

The gender gap in Science, Technology, Engineering and Mathematics is a problem that affects higher education institutions across the globe. Although some exceptions exist, such as Algeria, Benin, Oman or Myanmar (according to the Global Gender Gap Report 2022), women represent around 15% of STEM programs. The low number of women in these areas impacts the development of societies. STEM areas are crucial to solve society's problems and improving people's lives. However, half of the population (the females) is not represented in the teams that work to approach those problems. This work aims to analyse the profiles of current and past students from STEM programs in Latin American and European higher education institutions. We collected information about their motivations and concerns when they chose to enter university. We statistically analysed the differences finding that there are some significant ones. They mostly confirm the literature, showing that males and females have different views and approaches in the STEM field. Females look more for social aspects, while males tend to prioritise career perspectives. The findings suggest that there can be a mutual exchange of good practices between Latin American and European attraction campaigns thanks to the similarity found.

Mariachiara Feresin, Elena Bortolotti

La complessa questione della transizione alla vita adulta per i giovani con disabilità intellettiva: le prospettive dei genitori

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Le transizioni, ovvero i passaggi obbligati tra le fasi evolutive della vita, aprono un punto di domanda importante per i giovani con disabilità intellettiva (DI) che si preparano a concludere la scuola secondaria. Si apre il dilemma che riguarda il Progetto di Vita, a tal fine i diritti affermati in ambito internazionale e nazionale devono essere garantiti attraverso servizi coordinati che devono essere presenti e organizzati con un’ottica progettuale. Obiettivi della presente ricerca sono rilevare i bisogni dei genitori e dei giovani con DI durante e dopo la transizione alla vita adulta, analizzando le loro esperienze e i fattori che impattano su questo periodo. I risultati mostrano come il periodo di transizione si caratterizzato da disorientamento, scarsa conoscenza e informazioni, carenza di personale formato e l’inserimento lavorativo sia ancora per i più un miraggio. L’agency genitoriale rappresenta un punto di svolta ma talvolta non basta. Purtroppo spesso è “la fortuna” a determinare le sorti dei giovani con DI. Dall’analisi dei bisogni delle famiglie emergono riflessioni per la costruzione di strumenti orientativi a supporto dei giovani con DI e le loro famiglie.

Guendalina Peconio, Valentina Berardinetti, Martina Rossi, Giusi Antonia Toto

Valorizzazione e promozione dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità: analisi e prospettive del progetto “Mis-sion Inclusion” dell’Università di Foggia

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Il presente studio si propone di esaminare il ruolo e le prospettive dell'istituzione accademica nel facilitare l'integrazione lavorativa e lo sviluppo professionale autonomo delle persone con disabilità. Mediante un'analisi approfondita, ci si concentrerà sull'importanza di una stretta connessione tra scuola e terzo settore, istruzione superiore e mondo del lavoro al fine di promuovere un senso di fiducia nelle proprie capacità e di autonomia, pilastri fondamentali per garantire una vita indipendente e soddisfacente, esplorando nuovi modelli educativi e professionali, capaci di favorire relazioni umane inclusive. Attraverso un approccio interdisciplinare e inclusivo, infatti, verranno delineate strategie e pratiche che le istituzioni scolastiche e accademiche possono adottare per contribuire in modo significativo al miglioramento delle opportunità lavorative e al benessere professionale delle persone con disabilità, promuovendo così la creazione di una società più equa e inclusiva.

L’inclusione lavorativa e sociale delle persone di più difficile occupabilità nel mondo delle imprese profit trova nel superamento della dicotomia tra lavoro e non lavoro, offerta dal concetto e dalla prassi della operosità produttiva, una possibilità da esperire, posta in essere soprattutto dalle organizzazioni del terzo settore (associazioni, cooperative sociali, fondazioni). Gli autori riportano i dati principali di una ricerca partecipata svolta con cinque organizzazioni agenti nel territorio della Città Metropolitana di Bologna, relativi alle percezioni di soddisfazione soggettiva da parte delle persone con disabilità, di qualità relazionale dei contesti e di efficacia coevolutiva utili per impostare e migliorare i progetti inclusivi. Alla luce di tali dati, si evidenzia come gli ambiti di operosità produttiva, organizzati dalle cooperative sociali di inclusione lavorativa e caratterizzati da un’attenta cura relazionale, possano risultare in grado di valorizzare ogni apporto individuale verso significativi riconoscimenti di ruolo sociale, quando, in collaborazione con altri attori (sia pubblici che privati), promuovono molteplici produzioni di filiera, a valore d’uso e/o di scambio.

L’articolo mostra l’importanza della cooperazione internazionale per il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, approfondendo il progetto EATHEN, svolto in Nepal nel triennio 2019-2022. Il progetto, finanziato dall’Unione europea nel programma Erasmus+ Capacity Building in the field of higher education, mirava a sviluppare politiche per l’accesso equo agli studi universitari di studenti nepalesi con disabilità o provenienti da gruppi emarginati e zone remote del Nepal. Nell’articolo sono riportati alcuni nodi tematici riguardanti l’attuale situazione del Nepal rispetto all’educazione e all’inclusione e vengono ripresi i punti principali di sviluppo del progetto EATHEN, analizzandone le tappe, gli elementi di cambiamento e gli ostacoli riscontrati durante il periodo della pandemia. La presentazione del progetto è l’occasione per esporre alcune riflessioni più generali riguardanti il senso della cooperazione internazionale per le università, all’interno della cornice di una Terza missione volta a contribuire al bene pubblico.

Silvia Maggiolini, Elena Zanfroni

Inclusive action in an international setting: A universal value and individual commitment. The 'Bridges in Amman' Project

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

The dissemination of inclusive educational principles, practices, and methods on an international scale constitutes a vital academic and pedagogical discourse, highlighting a universal commitment to cultivating educational environments that are equitable, accessible, and responsive to all learners’ diverse needs. The “Bridges in Amman” project exemplifies the global movement towards inclusive education, focusing on the integration of Iraqi Christian asylum seekers in Jordan, notably in its capital, Amman. Spearheaded by Università Cattolica del Sacro Cuore in collaboration with HAbibi VAltiberina Association and the Gemelli Medical Center, the initiative underscores the commitment to developing inclusive education, with particular attention to people in vulnerable situations. Inclusivity in education transcends the mere acknowledgment of diversity; it necessitates the adoption of practices, principles, and methods that ensure all individuals, irrespective of their backgrounds or circumstances, have access to quality education. This is crucial for groups like Iraqi Christians in Jordan, who face unique challenges due to displacement and the need for cultural and social integration.

Tra i diversi fattori che, da un punto vista pedagogico e educativo, co-determinano la realizzazione di una comunità inclusiva, assumono grande valore la sinergia e la concertazione tra le istituzioni scolastiche e le famiglie degli educandi/discenti. Tuttavia, oggi, il patto educativo è diventato anche un patto interculturale, che ha il dovere e la responsabilità di cogliere nelle differenze di etnia e di provenienza geografica delle bambine e dei bambini le risorse e il potenziale di sviluppo in nuce in tutte/i e in ciascuna/o. Il presente contributo propone una riflessione di matrice interculturale e pedagogico-critica sul ruolo determinante che la Scuola italiana deve assumere nel processo di superamento delle immagini, delle ideologie e degli atteggiamenti di superiorità dell’uomo bianco/occidentale nei confronti del nero, del diverso, dello straniero, divulgati anche attraverso i libri scolastici di testo nel corso del Novecento. Nella seconda parte dell’articolo, inoltre, viene illustrata l’esperienza pratica di progettazione di un’unità didattica/laboratoriale funzionale all’accoglienza dei tanti alunni stranieri che, ogni anno, arrivano in Italia e vengono inseriti in percorsi di istruzione, per promuoverne l’inclusione attraverso l’apprendimento e il miglioramento dell’italiano come seconda lingua.

Arianna Taddei, Simone Aparecida Capellini, Elena Girotti, Catia Giaconi

The Inclusive University: Practices and reflections for student community well-being

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Following the 2030 Agenda (UN, 2015), the growth of an inclusive culture in higher education contexts contemplates the strategic value of promoting the university community well-being, starting from each person’s contribution (Priestley et al., 2022). According to Article 30 of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities (2006), providing opportunities to support study and university life means moving from a logic of needs to a logic of rights. In that sense, the University of Macerata promotes the psycho-physical and social well-being of its students, developing empowerment processes (Barbuto, 2018; Taddei, 2020) that guarantee a more equal participation in university life. In this paper, we will present the format Inclusion 3.0 which, starting from the “Voice” (Grion, 2017; D’Angelo et al., 2020) of university students with disabilities and SLDs (Giaconi, Del Bianco, 2018; Giaconi et al., 2018), embodies an innovative perspective for University as a place of well-being.

Catia Giaconi, Ilaria D'Angelo, Noemi Del Bianco, Salvatore Patera, Simona Rotondi, Simone Aparecida Capellini

Costruire culture e pratiche inclusive tra Università e territori. Uno studio di caso multi-regione per il contrasto della povertà educativa

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Culture e pratiche inclusive che emergono dalla cooperazione tra territori comunità e istituti accademici, rappresentano un elemento cruciale sia dal punto di vista concettuale che progettuale per stimolare la nascita di comunità orientate alla promozione dell’educazione. In ragione di ciò, negli ultimi anni, le università italiane hanno assunto questo orizzonte di senso e di intervento nell’ambito delle iniziative ascrivibili alla Terza Missione e all’Impatto Sociale al fine di promuove il valore sociale delle iniziative e, allo stesso tempo, di rendere valutabile l’impatto prodotto da queste ultime in termini di efficacia e di successo per tutti gli attori coinvolti. Da questo punto di vista, l’articolo presenta uno studio di caso di un progetto multi-regione finanziato dal bando “Un passo avanti” promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini avente come obiettivo il sostegno di interventi capaci di innescare processi innovativi, generare nuove relazioni e fornire progetti di impatto sociale per il contrasto alla povertà educativa minorile. I risultati presentati permettono di tracciare alcune utili piste di riflessione e alcuni criteri di intervento per le Università allo scopo di migliorare i processi orientati a promuovere culture e pratiche inclusive in raccordo con le Università, i territori e gli stakeholders locali nella prospettiva di promuovere comunità educanti.

Erika Marie Pace, Alessio Di Paolo, Iolanda Zollo, Paola Aiello, Maurizio Sibilio

Formarsi e formare l’altro da sé: la terza missione come veicoloper arginare la povertà educativa

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo mira a sollecitare una riflessione pedagogica che esplori il ruolo del mentoring e il suo potenziale educativo nel contrasto alle povertà educative. Nello specifico, esso propone un focus sugli obiettivi della terza missione e su come il mentoring possa configurarsi quale medium per raggiungere tali obiettivi, attraverso il doppio canale della formazione dei docenti e dei discenti e mediante, altresì, le diverse attività proposte dall’Università, secondo una traiettoria di ricerca che punti a consolidare la comunità educante attraverso una prospettiva sistemica e reticolare.