Nel suo articolo, l’autrice riprende il concetto di alleanze inconsce, così come elaborato da René Kaës, al fine di analizzare i legami di coppia da una prospettiva psicoanalitica. Queste alleanze costituiscono la base psicologica che unisce gli individui, plasmando sia la sfera intersoggettiva che quella transgenerazionale. Esse sono sostenute da meccanismi di difesa condivisi e da un “patto denegativo” che mantiene il legame coniugale. Nel caso clinico presentato, la relazione di coppia si articola attorno a difese condivise, al senso di colpa e alla difficoltà di differenziarsi dalle famiglie d’origine. Il corpo, in particolare quello femminile, esprime una negatività radicale attraverso sintomi quali il cancro, che richiamano la rimozione del seno delle donne durante il genocidio subito dalle famiglie d’origine di entrambi i coniugi. La trasmissione psichica tra generazioni riveste un ruolo centrale nella situazione clinica, con eventi traumatici non elaborati che si depositano e si trasmettono all’interno del legame di questa coppia. Il lavoro terapeutico cerca di trasformare l’insimbolizzabile in rappresentabile – sebbene con dei limiti – per aprire possibilità di elaborazione e cambiamento.