RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105744 titoli

Monica Conz, Luana Buffon, Alberta Xodo, Roberto Vettori

Il ruolo del nome anagrafico e del nome elettivo: i vissuti e l’esperienza di 16 persone TGNB e dei loro genitori

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

Lo studio indaga l’esperienza di persone transgender e non binarie (TGNB) (13-31 anni) e dei loro genitori rispetto al tema del nome anagrafico ed elettivo. Partecipanti: 16 nuclei familiari (35 interviste; 16 persone TGNB; 19 genitori). Metodologia: analisi tematica delle in-terviste narrative; sia per il deadname che per il nome d’elezione sono stati indagati: processi di scelta e aspetti simbolici della costruzione identitaria; aspetti socio-affettivi; processi di af-fermazione e cambiamento. Risultati: deadname e nome elettivo seguono simili traiettorie di costruzione identitaria, ma il secondo è maggiormente simbolico-descrittivo e aderente alle aspettative; entrambi i nomi racchiudono aspetti affettivi ma con differenze importanti tra geni-tori e soggetti TGNB; i soprannomi sono mediatori della sperimentazione e dell’affermazione sociale.

Gli interventi di discussione dell’articolo-bersaglio: “La psicologia della salute come professione …” stimolano gli Autori a disegnare un percorso di costruzione scientifico-professionale della psicologia della salute (PdS) come processo aperto, articolato in divenire, fondato sull’intreccio fra cinque dimensioni-base: a) costruzione fenomenica (sviluppo stori-co-socio-culturale di rappresentazioni, modelli, pratiche di salute); b) costruzione scientifica (sviluppo di teorie e metodi ancorati a un paradigma); c) costruzione professionale (sviluppo di posizionamenti, profili, contesti professionali); d) costruzione formativa (sviluppo di percorsi, obiettivi e delle competenze attese); e) costruzione istituzionale (“territorializzazione” della PdS sul piano scientifico-professionale in relazione al welfare e alla servitizzazione dell’offerta di salute). Il processo è disegnato in modo sistemico e circolare.

Paride Braibanti, Maria Simonetta Spada, Andrea Greco

Un “design” per la psicologia di territorio

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

La prospettiva di costruire una rete nazionale di psicologia di territorio può rappresentare un modo per rispondere alle questioni cruciali che Claudio Bosio, Luca Vecchio ed Edoardo Lozza individuano negli scenari professionali, disciplinari e formativi che caratterizzano la psi-cologia della salute. Intendiamo proporre alcune riflessioni per una strategia che superi la frammentazione nella crescita dell’offerta psicologica sul territorio, riaffermando l’autonomia culturale, professionale e organizzativa della psicologia. Cercheremo anche di rimarcare oppor-tunità e responsabilità che impegnino università, soggetti istituzionali e professionali nel com-pito di portare ordine e accompagnare la professionalizzazione degli psicologi del territorio.

Franco Del Corno

Vox clamantis in deserto

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

Ogni discorso sulla psicologia applicata all’ambito sanitario non può prescindere da una ri-flessione sulle condizioni del nostro SSN e dalla proposta di interventi adeguati per risolverne le innumerevoli criticità. Se gli psicologi della salute non si fanno carico di questo compito, il loro lavoro è destinato a rivelarsi inutile o addirittura dannoso, perché alimenta l’illusione che sia possibile svolgere la loro professione prescindendo dalle caratteristiche strutturali del contesto sociale nel quale operano.

I dati del IV monitor stimolano la riflessione di chi opera nel campo della Psicologia della salute e della programmazione e organizzazione di servizi e politiche per la salute, invitando alla riflessione sulla distanza esistente fra la dimensione ideale di questo campo di lavoro e ciò che dichiarano i professionisti attivi sul campo. Per puntare a un effettivo rilancio di quest’ambito disciplinare è urgente rivisitare in prospettiva salutogenica set e setting dei contesti professionali, formativi e organizzativi in cui lo Psicologo della Salute opera, si forma, si aggiorna e si confronta con le altre figure professionali in campo per rispondere ai bisogni complessi emergenti nel contesto contemporaneo.

Il processo di professionalizzazione di un gruppo occupazionale ha un versante soggettivo connotato dalla costruzione dell’identità professionale. Essa influenza l’agire professionale dello psicologo e si sviluppa nelle relazioni di lavoro, ma può essere facilitata da esperienze ben progettate di socializzazione pre-professionale di carattere dialogico e critico.

Viviana Langher

La fine è nota (ma non è quella di Geoffrey Holiday Hall)

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

Il contributo è un commento al paper di Bosio, Vecchio e Lozza dal titolo “La psicologia della salute come professione: stato, prospettive e implicazioni per la disciplina e la formazione”. Il commento si focalizza sostanzialmente sulla formazione degli psicologi in relazione al bisogno di salute della comunità. È condotta un’analisi dell’evoluzione degli ordinamenti della laurea in psicologia a partire dal 1999 e ne sono evidenziate criticità e risorse. Attenzione particolare è dedicata alla formazione attraverso il tirocinio, lugo in cui la distanza tra formazione accademica e formazione professionale sembra allungarsi. Il commento si conclude con u richiamo all’università perché si faccia carico più estesamente dell’intervento psicologico a pro-mozione e protezione della salute delle comunità.

Vengono qui presentate alcune riflessioni per quanto riguarda la formazione professiona-lizzante nell’ambito della psicologia della salute, pensando in particolare alle esperienze svilup-pate nell’ambito delle Scuole di Specializzazione in Psicologia della Salute e alle attese generate dallo sviluppo della psicologia delle cure primarie.

Marco Guicciardi

Un intreccio possibile?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

In un’epoca storica in cui gli standard prestazionali e i protocolli operativi misurabili, spe-cifici e replicabili sembrerebbero esautorare qualsiasi criterio soggettivo di giudizio, si intende porre l’accento sull’opportunità di volgere il nostro sguardo verso i processi, i significati e le premesse teoriche che regolano l’esperienza professionale degli psicologi, che riflessivamente contribuiscono a formare. Le scuole di specializzazione in psicologia della salute possono rap-presentare per la professione psicologica un’utile benchmark in cui sperimentare innovative progettualità e modalità di intervento di promozione della salute rivolte ai singoli, ai gruppi e alle comunità. A tal fine è opportuno sviluppare un costante dialogo transdisciplinare e compe-tenze flessibili e riflessive per operare in setting multiprofessionali, così come lavorare insieme agli utenti, portatori di interessi e decisori politici per costruire un maggior e reciproco inter-scambio tra mondo scientifico e mondo professionale.

Il contributo intende proporre riflessioni, ancorate ai principi concettuali e metodologici della psicologia di comunità, sui risultati della ricerca presentata nell’articolo di Bosio, Vecchio e Lozza pubblicati in questa rivista. La ricerca mostra come la salute rappresenti un marcatore, trasversale ai diversi contesti di lavoro, della professione psicologica. L’elemento di criticità, tuttavia, è rappresentato dal fatto che il carattere polisemico del termine “salute” è ridotto alla sola accezione di cura e trattamento di tipo psicoterapeutico a scapito di orientamenti salutoge-nici di promozione della salute. Riteniamo ciò motivo di preoccupazione e un’occasione persa da parte della psicologia italiana. Preoccupazione perché è ben noto che ridurre l’intervento psicologico alla sola cura può dare una risposta economicamente e socialmente sostenibile ai crescenti bisogni di salute solo se affiancato da robusti investimenti in prevenzione e promo-zione della salute volti a rimuovere le cause strutturali dei disturbi. Un’occasione persa perché la nostra comunità professionale sembra non riuscire a esprimere pienamente il proprio contri-buto nell’ambito della promozione della salute. Concludiamo esprimendo l’auspicio di un più stretto raccordo tra l’accademia e la comunità professionale che possa farsi strumento di co-costruzione di percorsi di formazione nella laurea magistrale e nel post-lauream che preparino i colleghi in formazione al lavoro psicologico di prevenzione e promozione della salute.

Fabio Lucidi

Una malattia chiamata “salute”

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

Gli organismi internazionali riconoscono che l’attenzione della psicologia della salute va rivolta sui fattori biopsicosociali capaci di influenzare la messa in atto di comportamenti salutogenetici. Conoscere e agire su questi fattori permetterebbe di salvare un numero considerevo-le di vite umane, se è vero che gli stili di vita costituiscono il principale fattore di protezione o, in prospettiva inversa, di rischio modificabile rispetto alla costruzione del proprio benessere e all’insorgenza delle patologie croniche, oggi al primo posto fra le malattie come impatto su mortalità e spesa sanitaria. Queste prassi professionali, tipiche della professione di psicologo e non ancorate alla psicoterapia, nel contesto italiano vengono spesso trascurate quando non esplicitamente neglette. Il risultato appare come una perdita di identità della psicologia della salute e di opportunità per la professione di psicologo. Le attese per la diffusione di uno psicologo di base chiamato a svolgere tali attività nell’ambito dell’assistenza sanitaria primaria ri-schiano di essere frustrate laddove la lente sulla base della quale selezionare queste figure sia quella della formazione nella cura della psicopatologia. Andare in questa direzione vorrebbe dire rinunciare ancora una volta a focalizzare l’attenzione sulla salute che non solo non è assenza di malattia, ma nemmeno va affrontata come la malattia.

Santo Di Nuovo

Il diritto alla salute del corpo e della mente: quale contributo della psicologia?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

Partendo dal presupposto che la salute è un diritto per tutti i cittadini, e che il concetto di salute è esteso ben oltre la cura delle patologie ma riguarda il benessere e la qualità di vita, va specificato quale sia il contributo che la psicologia può offrire per assicurare questo diritto. Vengono esposti gli obiettivi e i contesti degli interventi del professionista psicologo impegna-to nella promozione della salute e nella prevenzione del disagio, nel Servizio Sanitario pubblico e al di fuori di esso, nonché le modalità per assicurare allo psicologo una formazione adeguata a perseguire questi obiettivi.

Giuseppe Scaratti

Psicologia & salute come chiasmo professionale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

Il contributo intercetta due nodi cruciali evidenziati dal paper oggetto di discussione, proponendo la messa a fuoco di un chiasmo tra psicologia e salute. Dopo lo sviluppo delle implicazioni connesse al significato di salute, all’articolazione plurale della professione psicologica e al rapporto con i contesti operativi di riferimento, viene proposta la prospettiva di uno sguardo processuale-organizzativo in grado di sostenere processi di ibridazione professionale e di competenze connesse all’abitare organizzazioni adhocratiche.

Il lavoro propone la tesi secondo la quale il riferimento alla nozione di salute è utile per dare unitarietà all’immagine della professione psicologica ma non come ancoraggio per l’intervento. Da quest’ultimo punto di vista, serve comprendere che l’intervento psicologico orientato dalla prospettiva della salute richiede modelli, metodi e tecniche, definiti in ragione degli specifici ambiti e oggetti dell’intervento. Serve inoltre precisare quale sia la funzione specifica e caratterizzante della psicologia della salute, rispetto ai profili di intervento psicologico esercitati in altri ambiti (ad es. psicologia clinica, scolastica, del lavoro, dello sport).

Maria Francesca Freda

Editoriale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2024

A cura della Redazione

Referee 2018-2023

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 139 / 2024

Luca Nicoletto

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 139 / 2024

Cecilia Galimberti

Gobernanza metropolitana en América Latina: reflexiones en torno al caso del Área Metropolitana de Rosario (Argentina)

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 139 / 2024

El artículo se propone contribuir al debate de los desafíos de la gobernanza latinoamericana, a través del análisis crítico del Área Metropolitana de Rosario. Las estrategias de gobernanza abordadas en la última década en este caso han posibilitado el desarrollo de un planeamiento integrado metropolitano. No obstante, los procesos vigentes requieren la articulación con otros niveles estatales, mayor capacidad de gestión, legitimidad y fortalecimiento de la gobernanza multiescalar. Palabras clave: gobernanza; multiescalar; multiactoral; metropolización; planeamiento territorial.

Stefano De Falco

Urban dimension of Crypto mines dynamics: A spatial approach. USA focus

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 139 / 2024

This work investigates data mining phenomenon in a spatial approach, focused on the United States. The results reveal a predilection of “miners” in areas with low energy costs, but not of a rural type, as it could be expected, but rather in geographical proximity to urban areas where it is easier to reach ICT workers and maintenance and assistance services for data “factories”. This closeness, however, often triggers conflictual dynamics.

Domenica Montaruli , Patrizia Marzo

Welfare culturale: da “terra di mezzo” a strategia di sviluppo sociale

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 139 / 2024

Welfare e cultura, due piani di azione apparentemente distanti, che si occupano uno dell’essenziale per le persone e l’altro dell’essenza delle persone: ben integrati, possono tradursi in un’azione strategica e programmatica politico-istituzionale di welfare culturale, per il benessere degli individui e delle comunità e per la creazione/riconversione/recupero/valorizzazione di spazi per l’espressione emotiva veicolata dalle arti e dai prodotti culturali.