Il 21 novembre 2025 la senatrice francese Jocelyne Guidez e altri senatori (dodici in tutto) hanno presentato un emendamento (n. 159) al “Progetto di Legge di Finanziamento della Sicurezza Sociale” (Projet de Loi de Financement de la Sécurité Sociale [PLFSS]) del 2026 volto a vietare le terapie psicoanalitiche nei Servizi di salute mentale in Francia. L’obiettivo dell’emendamento era quello di «garantire la coerenza scientifica e l’efficienza delle spese dell’assicurazione sanitaria», in quanto «le terapie psicoanalitiche, in particolare quando applicate a disturbi del neurosviluppo, d’ansia, depressivi e condizioni psichiatriche croniche, attualmente non hanno una validazione scientifica». Questa proposta – che peraltro non era documentata con dati di ricerca – ha suscitato una forte presa di posizione da parte di professionisti e associazioni del settore (psicologi, psichiatri, sindacati di categoria, etc.), con varie iniziative tra cui una petizione che ha raccolto oltre 100.000 firme allo scopo di difendere la pluralità degli approcci terapeutici in salute mentale. Anche il governo si è opposto all’emendamento, che è stato subito ritirato. Viene argomentato che le terapie psicoanalitiche sono efficaci, e vengono elencate e descritte alcune delle principali ricerche controllate sulla loro efficacia.