Questo articolo suggerisce che l’identificazione di trattamenti supportati empiricamente (EST) implica precisi assunti sull’uso della metodologia degli studi clinici controllati randomizzati (RCT), che sembra valida in alcuni casi (soprattutto per terapie di specifici sintomi d’ansia basate sull’esposizione) ma sostanzialmente violata in altri. Poi riesamina le prove empiriche degli EST di cinque disturbi e suggerisce che i dati suggeriscono una concezione dell’efficacia più flessibile di quella implicata in un giudizio dicotomico tipo supportato-non supportato empiricamente. Infine raccomanda cambiamenti nella pubblicazione delle pratiche per massimizzare l’utilità clinica degli RCT, descrive metodologie alternative, e, invece di validare ed esportare pacchetti di trattamenti, suggerisce di testare empiricamente strategie terapeutiche e teorie del cambiamento che i clinici possano integrare in terapie informate empiricamente. [PAROLE CHIAVE: psicoterapia, trattamenti supportati empiricamente, EST, studi clinici controllati randomizzati, RCT]