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Aurelio Bruzzo, Vittorio Ferri

Strumenti economico-finanziari in materia di governo del territorio: un’analisi critica

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 117 / 2016

Si esaminano gli aspetti finanziari delle principali proposte di legge presentate al Parlamento italiano in materia di governo del territorio, nelle quali si punta - fra l’altro - a ridurre l’impiego di nuove aree edificabili mediante il riutilizzo delle aree e dei fabbricati dismessi. A tal fine si prevede il ricorso sia a strumenti già presenti nelle norme vigenti sia ad altri più nuovi, lasciando però - rispetto a quelli suggeriti in letteratura e dalle esperienze - spazi d’innovazione qui brevemente ripresi.

L’obiettivo di questo articolo consiste nell’illustrare le principali caratteristiche della politica di coesione economica, sociale e territoriale dell’U.E. per il periodo 2014-2020. In particolare, si evidenziano le più rilevanti differenze rispetto all’analoga politica per il precedente settennio 2007-2013, nonché si specificano i nuovi obiettivi che gli Stati membri e le regioni europee devono perseguire, concentrandovi le risorse finanziarie complessivamente stanziate. Infine, si fa cenno al caso dell’Italia quale paese emblematico nel quale i preesistenti squilibri socio-economici si sono accentuati anche in seguito alla grave crisi attraversata negli ultimi anni.

Nell’ambito del progetto di ricerca Austerity and Growth: Concepts for Europe, nella fase di avvio si è proceduto ad una rassegna della letteratura internazionale relativa alle principali posizioni assunte nei confronti della possibilità di conciliare politiche di rigore fiscale con politiche finalizzate allo sviluppo produttivo dei vari sistemi economici nazionali, tra cui quello italiano. Il saggio presenta i primi risultati dell’attività finora svolta, che riguarda, da un lato, le prospettive che si presentano attualmente per il nostro paese da entrambi i punti di vista e, dall’altro, un insieme di misure di politica economica a livello sia europeo che nazionale, qui proposte al fine di perseguire i due obiettivi macro-economici apparentemente incompatibili tra loro.

Nell’articolo si effettua una sintetica ricostruzione del dibattito sviluppato in sede politico- istituzionale, durante gli ultimi anni, sulla futura politica di coesione economica, sociale e territoriale che l’Unione europea presumibilmente condurrà a partire dal 2014, vale a dire dopo la conclusione dell’attuale periodo di programmazione. Come nelle precedenti occasioni, nel mentre si realizza tale politica, nelle sedi competenti si discute del modo in cui riformare quella successiva, alla luce sia delle conclusioni di una serie di documenti, tra cui un rapporto scientifico, sia dei risultati concretamente ottenuti nell’impiego delle risorse finanziarie stanziate coi fondi strutturali. Infatti, nonostante la grave e preoccupante crisi finanziaria attualmente in corso in alcuni Stati membri, è previsto che nell’autunno di quest’anno la Commissione europea presenti il nuovo pacchetto legislativo sulla politica di coesione 2014-2020.

Nel presente lavoro si affrontano nuovamente i temi, strettamente legati tra loro, dell’attività di programmazione e della politica per le PMI svolte dalle Regioni, al fine di illustrare i principali aspetti evolutivi evidenziati durante l’ultimo decennio, cercando di coglierne, da un lato, le principali cause di fondo e, dall’altro, le più rilevanti implicazioni che ne derivano per il difficile periodo attualmente in corso. In tal modo, si cercherà di discutere circa la complessa questione se è necessario o meno che si debba ripensare l’intervento pubblico a livello regionale.

Aurelio Bruzzo

Il livello della qualità della vita: questioni territoriali

ARGOMENTI

Fascicolo: 29 / 2010

L’articolazione in due parti del presente paper riflette da vicino il suo duplice obiettivo: da un lato, condurre una breve rassegna sul concetto di qualità della vita e degli indicatori ad esso connessi, mettendone in evidenza le principali caratteristiche; dall’altro, illustrare le principali problematiche che emergono dal punto di vista territoriale, sebbene il territorio - assieme all’ambiente - costituisca un aspetto fondamentale della qualità della vita nei paesi avanzati dal punto di vista economico e sociale, come l’Italia.

Da qualche anno le Zone franche urbane sono oggetto del dibattito di politica economica. Il governo italiano, infatti, dopo aver siglato un contratto con le 22 Amministrazioni locali interessate all’introduzione di un regime di esenzioni nelle zone più disagiate del loro territorio, alla fine dell’anno scorso ha stravolto - per decreto - l’originario provvedimento assunto in materia. Ma in cosa consiste la politica delle ZFU adottata in Italia e quali sono le specifiche misure da questa previste a favore delle PMI? E soprattutto com’è stata sviluppata tale politica in confronto all’analoga francese cui dichiaratamente essa s’ispira? Il presente articolo, cercando di ricostruire l’intera vicenda, intende fornire una risposta a queste domande, fino a giungere a una complessiva valutazione critica, ancor prima che la politica in questione inizi a essere applicata.

Stefano Casini Benvenuti, Gianluigi Gorla

Avevo sentito parlare di Regional Science.

Un tributo a Giuliano Bianchi

Un omaggio alla memoria di Giuliano Bianchi (1934-2008), colto ed eclettico economista fiorentino che ha contribuito alla diffusione delle scienze regionali in Italia. Il testo raccoglie una serie di scritti originali di alcuni suoi colleghi su temi attuali di economia regionale, scelti fra gli innumerevoli argomenti trattati da Bianchi.

cod. 1390.45

Regional Planning in Italy: an Overview of the Economic Literature - The paper contains (exposes) a brief overview on the scientific debate among Italian scholars since the 1960s on Regional Economic Planning, understood as socio-economic planning carried out by regional administrations. Aim of this work is to verify the Italian contribution to the wider international debate, developed in the same period and directed to advance the discipline both theoretically-methodologically and in its concrete implementation. The main conclusion reached is that Italian regionalists have induced during 1990s some Regions to adopt, at a higher government level and in a decidedly wider territorial context, the strategic planning model hitherto applied to urban and metropolitan areas in both Italy and abroad.

Aurelio Bruzzo

Regional Economic Planning

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2009

Regional Economic Planning - (Paper first received, March 2009; in final form, September 2009) Abstract The paper covers the scientific debate among Italian regionalists since the mid-1970s on Regional Economic Planning, understood as socio-economic planning carried out by regional administrations and expressed in the drafting of regional development programmes. The somewhat critical survey locates contributions by Italian scholars within a broader debate simultaneously ongoing at international level, the purpose being to advance the discipline both theoretically-methodologically and in its concrete implementation. The conclusion reached is that Italian regionalists have made a major contribution to the international scientific debate especially when they have induced (at high government level and in a decidedly wider territorial context) a limited number of regions to adopt the strategic planning model hitherto applied to urban and metropolitan areas in both Italy and abroad.

Keywords: planning policy and models; regional socio-economic development policy

JEL Classification: O21; R58

Partendo dal tema della XXVIII Conferenza Italiana di Scienze Regionali (Bolzano, 2007), “Lo sviluppo regionale nell’Unione europea: obiettivi, strategie, politiche”, il volume affronta la questione delle metodologie atte alla formalizzazione dei processi di crescita territoriale e dei nuovi concetti che emergono nelle scienze regionali; tratta poi della crescita e competizione dei sistemi regionali, e affronta il tema della governance e della programmazione regionale in Italia.

cod. 1390.41

La popolazione non residente nelle maggiori aree urbane e metropolitane italiane: i risultati di una verifica empirica circa le implicazioni per i bilanci dei Comuni coinvolti - Questo lavoro cerca di applicare alle maggiori aree urbane e metropolitane italiane un metodo, elaborato da G.M. Bernareggi e da lui già sperimentato nel caso di Milano, mediante il quale si determina l’impatto prodotto sul bilancio dei Comuni, e indirettamente sui cittadini residenti, dalla presenza sul loro territorio di popolazione non residente. I dati qui utilizzati sono quelli demografici del Censimento Istat 2001 e quelli finanziari dei bilanci consuntivi per lo stesso anno dei singoli Comuni considerati. I principali risultati del lavoro consistono, in primo luogo, in un esame del pendolarismo nelle principali aree urbane e metropolitane italiane e, in secondo luogo, nella determinazione dei costi netti (la differenza tra le spese sostenute e le entrate ottenute) connessi alla presenza della popolazione non residente giornaliera, non solo nei Comuni capoluogo ma anche negli altri principali Comuni interessati da tale fenomeno. I risultati raggiunti consentono di esaminare le relazioni funzionali e finanziarie tra i Comuni capoluogo e quelli periferici, grazie alle quali giungere ad indicare soluzioni di finanziamento più efficienti per il fenomeno del pendolarismo, soprattutto quando questo coinvolge rilevanti quote di popolazione. Parole chiave: Popolazione non residente, comune centrale e comuni periferici, interdipendenze funzionali e interazioni fiscali, spesa comunale, soluzioni finanziarie.

Aim of this paper is to report and explain the most recent data about the spending of Italian public Administration (Central Government, Regional Government and Local Government) in the first five years of 2000s. An as much as possible homogeneous set of historical data has been elaborated in order to catch the last trends, depending on type and quantity of available documentation from the actual main data source (ISTAT). The present work is based on the same methodologies of the previous one but it can be considered as updating of the actual knowledge on matter. In fact the analysis is aimed to define the breakdown and the trend of the spending of public Administration, which have the major expertise on this important matter.