LIBRI DI VALENTINA ALBERTINI

Gianmarco Manfrida, Valentina Albertini, Erica Eisenberg

Un mondo che cambia: l’influenza dell’epidemia di Covid-19 sulle modalità comunicative cliniche e didattiche in psicoterapia

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 128 / 2022

Ormai dal 2020 la pandemia di Covid-19 ha modificato bruscamente e brutalmente gran parte delle consuetudini sociali e dei modelli relazionali che sembravano stabili e soggetti a sviluppi progressivi. Tra questi ha avuto enorme sviluppo in psicoterapia la pratica della comunicazione online, attraverso app di messaggistica, videochiamate, gruppi social, piattaforme digitali e altre risorse sfruttate dai professionisti per continuare a prestare la loro opera a individui ma anche coppie e famiglie in difficoltà. Nel corso di tutte le varie fasi di lockdown da marzo 2020 a oggi abbiamo seguito questi cambiamenti attraverso questionari specifici diffusi e raccolti attraverso le risorse social: in particolare sono state indagate le modalità con cui i terapeuti sono passati a lavorare con videosedute e non più prevalentemente in presenza, le loro impressioni sul coinvolgimento dei pazienti e sulla pratica clini ca orientata decisamente in questa nuova forma, la loro soddisfazione. Un’altra indagine ha coinvolto allievi psicoterapeuti al primo anno di specializzazione di tutta Italia per indagare le reazioni e opinioni rispetto al cambiamento sopraggiunto nei training con l’introduzione obbligata della didattica a distanza, proprio agli inizi del percorso formativo; una terza ricerca ha riguardato la comparsa di app nelle terapie e il loro impiego anche da parte degli psicoterapeuti. Tutti questi livelli di indagine dimostrano che la struttura tradizionale dei setting terapeutici e formativi è stata sconvolta dall’accelerazione che la pandemia ha imposto all’impiego delle risorse online, avviando un processo di cambiamento che ancora non si è concluso ma da cui già emerge l’impossibilità di tornare allo stato di fatto anteriore. Anche se le indagini non possono essere indicative dell’esito di un cambiamento ancora in atto, esse seguono in itinere il percorso di una rivoluzione epocale e possono ispirarci alcune previsioni sulla pratica e la didattica della psicoterapia in un mondo post-Covid che ancora al momento attuale deve arrivare.

Ivy Daure, Maria Borcsa

Il Genogramma nella pratica sistemica contemporanea

Sviluppi e prospettive

“Ivy Daure e Maria Borcsa hanno fatto un grande lavoro nel setacciare il mondo sistemico italiano ed europeo a caccia dello stato dell’arte, delle novità, delle buone pratiche che ruotano attorno ad uno strumento emblematico del movimento della terapia familiare” (dalla Presentazione di Matteo Selvini).

cod. 1249.1.45

Gianmarco Manfrida, Valentina Albertini, Erica Eisenberg

Il responso dell’àugure: nuove modalità di supervisione indiretta all’epoca di internet

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 54 / 2021

La ricerca di un parere esterno per controllare il futuro e l’ansia di affrontarlo ha antiche radici negli esseri umani, e da sempre si è cer-cata sicurezza in personaggi saggi o comunque capaci di vedere più in là di chi chiedeva loro consulenza. Oggi un terapeuta può trovare nel web non solo occasioni di supervisione, ma anche diverse maniere di farsela fare, a seconda di diversi bisogni. Una supervisione online può essere effettuata senza lo sforzo di recarsi fisicamente nello studio del supervisore: può essere fornita in modo simile alla supervisione in presenza con le videochiamate, in caso di urgenza con veloci sugge-rimenti attraverso messaggi istantanei e app di socializzazione, in mo-do più esteso con e-mail. Ognuna di queste nuove risorse implica vantaggi e rischi e dovreb-be essere scelta dal supervisore secondo le necessità reali del terapeu-ta e dei suoi pazienti. È possibile comprendere le reazioni personali del terapeuta ai pazienti dalle parole che impiega nel parlarne, dallo stile con cui scrive, dalla punteggiatura che adotta, tanto quanto dall’aspetto del suo volto e dai movimenti dei suoi occhi. La distanza modifica gli elementi da prendere in considerazione per ricavarne un feedback analogico che dia accesso al controtransfert e alle emozioni del terapeuta, ma non li cancella, semplicemente li trasforma in forme compatibili con come viene condotta la supervisione online. Verranno presentati e discussi esempi di supervisione in video-chiamata, attraverso e-mail, messaggi whatsapp ed SMS, allo scopo di definire alcuni punti tecnici adeguati a ogni diverso contesto online. Infine, si esamineranno i rischi di fare supervisione online o esclusi-vamente online e saranno suggerite misure correttive.

Gianmarco Manfrida, Valentina Albertini

La clinica e il web.

Risorse tecnologiche e comunicazione psicoterapeutica online

L’evoluzione tecnologica delle risorse comunicative via internet ha ormai coinvolto anche gli psicoterapeuti, che si trovano non solo a confrontarsi in seduta con i pazienti per l’uso che questi ne fanno, ma anche a utilizzarli loro stessi per comunicare con i medesimi. In un mondo in cui le comunicazioni interpersonali sempre più passano attraverso il web, la sfida per gli psicoterapeuti è di utilizzare le nuove tecnologie in modo congruo con la relazione e con il processo terapeutico.

cod. 1143.30

Gianmarco Manfrida, Valentina Albertini

"Il coraggio uno non se lo può dare".. Oppure sì? Indagine sul coraggio nella pratica psicoterapeutica

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 107 / 2015

Gli autori presentano i risultati di un’indagine sul tema del coraggio nella pratica psicoterapeutica, partendo dall’osservazione che tale qualità viene spesso attribuita in letteratura ai pazienti che intraprendono una psicoterapia, ma più raramente ai terapeuti che la praticano. Dopo una introduzione sul significato filosofico del coraggio, considerato nella tripla accezione di aspetto virile guerriero, di solidarietà e di responsabilità morale, vengono presentati i risultati dell’analisi di 105 questionari specificamente concepiti sul tema del coraggio degli psicoterapeuti e rivolti a professionisti. Obiettivo dell’indagine è quello di aprire uno spazio di riflessione sul tema del coraggio come strumento presente o meno nella "cassetta degli attrezzi" del terapeuta, ma anche capire cosa significhi "coraggio" per gli psicoterapeuti e riflettere sulle occasioni in cui la professione terapeutica può richiedere di essere coraggiosi.

Gianmarco Manfrida, Valentina Albertini

L’ultima parola, tra autorità e responsabilità terapeutica: la conclusione di seduta secondo il modello narrativo delle Realtà Condivise

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 40 / 2014

Con l’affermarsi del modello costruttivista la terapia venne considerata una conversazione in cui il terapeuta era solo un catalizzatore del cambiamento. La conclusione della seduta affidata al terapeuta divenne così una pratica meno frequente. Gli autori propongono diversi finali di seduta, sottolineandone gli aspetti persuasivi ispirati alla retorica classica e a modelli pubblicitari, secondo il modello di intervento narrativo costruzionista sociale delle Realtà Condivise. Le restituzioni, rivolte a coppie, famiglie, individui e anche terapeuti in supervisione, rivelano l’attenzione alle specificità delle storie e dei rapporti familiari e terapeutici.

Molti terapeuti fanno uso di telefono, e-mail, SMS con i propri pazienti. Per i terapeuti sistemici anche nella comunicazione a distanza è implicito un livello relazionale: non ha luogo un mero scambio di informazioni, perfino nei limiti di una comunicazione scritta e di un numero limitato di caratteri vengono trasmessi elementi relazionali ed emotivi. La tecnologia può essere un’alleata nel sostenere la clinica e i terapeuti dovrebbero utilizzare in maniera consapevole le comunicazioni scambiate con i pazienti. L’idea di creare un setting terapeutico interamente online è invece pericolosa in quanto rischia di spersonalizzare e squalificare un processo di cura che, per essere efficace, ha bisogno di essere costruito sopra una solida e specifica relazione terapeutica.