Titolo Rivista STUDI ORGANIZZATIVI
Autori/Curatori Elisa Errico, Daniele Di Nunzio
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 25 P. 96-120 Dimensione file 198 KB
DOI 10.3280/SO2026-001004
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L’articolo analizza il processo di riconoscimento delle ondate di calore come rischio emergente per la salute e sicurezza sul lavoro (Ssl), interrogandosi sul ruolo del dialogo sociale e dell’azione sindacale nella costruzione dei sistemi di prevenzione. Adottando un approccio culturale alle organizzazioni, la sicurezza è interpretata come processo sociale e multilivello, che prende forma attraverso l’interazione tra lavoratori, imprese, istituzioni e rappresentanze. La ricerca combina l’analisi documentale di ordinanze e protocolli adottati in Italia tra il 2016 e il 2025 con due studi di caso qualitativi: l’agricoltura pugliese (lavoro outdoor) e i magazzini della logistica (lavoro indoor). I risultati mostrano un sistema di tutela frammentato e fortemente territorializzato, caratterizzato da un approccio prevalentemente emergenziale. Le misure più diffuse (sospensione delle attività nelle ore più calde, rimodulazione dei turni, pause aggiuntive, fornitura di acqua e adeguamento dei dispositivi di protezione) risultano eterogenee per settori e territori, e raramente accompagnate da interventi strutturali sull’organizzazione del lavoro e sugli spazi produttivi. Nei due contesti analizzati, le ondate di calore agiscono come moltiplicatore di vulnerabilità preesistenti, legate a precarietà contrattuale, esternalizzazioni, frammentazione delle filiere e debolezza della rappresentanza. In agricoltura, la presenza di relazioni industriali territoriali più consolidate ha favorito l’adozione di strumenti regolativi e pratiche di coordinamento tra parti sociali e istituzioni. Nei magazzini della logistica, al contrario, la diffusione di appalti e la minore istituzionalizzazione del dialogo sociale rendono più difficile la costruzione di sistemi di prevenzione stabili, con interventi spesso attivati in seguito a conflitti o malori diffusi. L’analisi evidenzia che il sindacato svolge una funzione di intermediazione tra conoscenze scientifiche, norme e pratiche organizzative, contribuendo a rendere visibile il rischio climatico e a sollecitare misure di tutela. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla presenza di rappresentanze nei luoghi di lavoro e dalla qualità delle relazioni industriali. Il contributo mostra che la gestione del rischio da caldo estremo non deriva automaticamente dall’evidenza scientifica, ma da processi negoziali e situati, e sottolinea la necessità di sistemi di prevenzione adattivi e partecipativi, capaci di integrare tutela della salute, qualità del lavoro e transizione ecologica.
Parole chiave:ondate di calore; cambiamento climatico; salute e sicurezza sul lavoro; relazioni industriali; sindacali; transizione giusta
Elisa Errico, Daniele Di Nunzio, Ondate di calore e salute e sicurezza sul lavoro: quale ruolo per il dialogo sociale? Evidenze a partire da casi studio nel settore agricolo e nei magazzini della logisitica in Italia in "STUDI ORGANIZZATIVI " 1/2026, pp 96-120, DOI: 10.3280/SO2026-001004