Non è destino, si chiama povertà
Autori:

Antonio Russo

Non è destino, si chiama povertà

Non è destino. Si chiama povertà è un saggio civile e politico che racconta e affronta uno dei temi cruciali della nostra epoca: le nuove forme della povertà contemporanea in Italia. Intrecciando storie reali, dati sociali, riflessioni sul welfare e analisi delle trasformazioni economiche e culturali del Paese, il volume tratteggia i contorni di alcuni dei tanti volti della vulnerabilità contemporanea.

Pagine: 164

ISBN: 9788835196396

Edizione: in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 1180.11


“Un libro che restituisce volto e voce a chi troppo spesso viene ridotto a una percentuale. Una lettura preziosa per comprendere la complessità della povertà contemporanea.”
Rosy Bindi, ex Ministro della Sanità, delle pari opportunità e della famiglia

“Incontrare le persone e le loro storie. Trarne insegnamento per ragionare sulle possibili risposte politiche in un mondo sempre più ricco di risorse maldistribuite. Il libro sceglie il percorso giusto per sfidare l’idea che dalla povertà non si esce e ci aiuta a trovare soluzioni insieme.”
Leonardo Becchetti, Economista

“Un libro che restituisce alla povertà i volti e le storie delle persone e ne ricompone, con uno sguardo originale, le molte dimensioni. Perché contrastare la povertà significa costruire dignità, libertà e futuro per ciascuno.”
Don Virginio Colmegna, Presidente Associazione Prima la Comunità

Non è destino. Si chiama povertà è un saggio civile e politico che racconta e affronta uno dei temi cruciali della nostra epoca: le nuove forme della povertà contemporanea in Italia – con una finestra anche sull’Europa – intrecciando storie reali, dati sociali, riflessioni sul welfare e analisi delle trasformazioni economiche e culturali del Paese.
Il libro nasce da un interrogativo semplice e radicale: perché, in una delle principali democrazie europee, milioni di persone vivono oggi in condizioni di fragilità economica, sociale ed esistenziale sempre più profonde?
Attraverso un linguaggio divulgativo ma rigoroso, il volume tratteggia i contorni di alcuni dei tanti volti della vulnerabilità contemporanea, soffermandosi, tra gli altri, su: giovani care leavers, richiedenti asilo, anziani soli e impoveriti, persone con disabilità e caregiver familiari, stranieri, lavoratori poveri e giovani costretti a lasciare il proprio Paese per cercare altrove opportunità e dignità.
In un’epoca attraversata da crisi e fratture economiche, sociali e internazionali, la domanda si pone con un’urgenza non più rinviabile: come si possono contrastare le diseguaglianze per garantire dignità e qualità di vita a tutte e a tutti?
La sfida è prima di tutto osservare ciò che abbiamo davanti: i numeri, le leggi, le condizioni di vita reali delle persone e delle famiglie. In secondo luogo, immaginare percorsi che possano indicare una nuova direzione: in altre parole, norme e politiche che siano più efficaci di quelle attuali nel contrastare il dilagare pervasivo della povertà.
Perché la povertà non è un destino né tanto meno una colpa, ma il frutto di scelte che – in questo libro si dice chiaramente – dovrebbero e dovranno essere diverse.
Ogni capitolo si apre e si chiude con una storia ispirata a vicende reali: racconti che restituiscono volto, voce e umanità a chi spesso viene ridotto a statistica o emergenza sociale. Perché se non si rimette al centro la persona, allora sì, la povertà sarà un destino comune.

Antonio Russo è dirigente nazionale delle ACLI e portavoce dell’Alleanza contro la Povertà. Da oltre trent’anni si occupa di welfare, povertà, cittadinanza e inclusione sociale. È componente dell’Osservatorio nazionale sulla povertà e presidente della Fondazione Achille Grandi.

Don Virginio Colmegna, Prefazione

Nota per il lettore

Introduzione

Poveri per geografia: il nodo dei territori fragili e delle Aree interne

  • Aree interne, i numeri per dirlo
  • Poveri per geografia
  • Gli interventi della politica
  • La Repubblica di tutti
  • Alcune possibili conclusioni

Da richiedenti asilo a stranieri poveri. Così la burocrazia trasforma un uomo in uno “scarto”

  • Poveri per l’inclemenza del luogo dove sono venuti alla luce
  • I numeri per dirlo
  • Da richiedenti asilo a richiedenti aiuto
  • I minori non accompagnati
  • Le donne migranti
  • L’utopia possibile e l’appello alla politica
  • Alcune possibili conclusioni

Gli anziani senza bastone: solitudine, abbandono e il silenzio degli enti locali

  • Anziani, memoria e legame tra le generazioni
  • I numeri dell’invecchiamento
  • L’età come pregiudizio: l’ageismo
  • Dal presente al futuro, tra immaginazione e proposta politica
  • La povertà degli anziani chiama a una responsabilità costituzionale
  • Alcune possibili conclusioni

La povertà di genere: la discriminante economica dell’uguaglianza

  • I numeri per dirlo
  • Il lavoro povero e la femminilizzazione della povertà
  • Il gender pay gap: quando la disuguaglianza si misura in reddito
  • Quando il diritto prova a colmare il divario
  • Quali le strade da percorrere
  • Trasformare la trasparenza in uguaglianza
  • Evitare che la povertà si trasformi in pensione
  • Alcune possibili conclusioni

Da neo-maggiorenne a neo-povero: il “destino” di chi esce dalla casa-famiglia

  • I numeri per dirlo
  • La legge attuale e i suoi limiti
  • Quale politica per la povertà giovanile?
  • Dal silenzio assordante, un futuro ipotecato
  • Quale futuro? Idee per un’utopia e una possibile conclusione

Disabilità fa rima con povertà: caregiver, non autosufficienza e il vuoto del “dopo di noi”

  • I numeri per dirlo
  • La legge che c’è
  • Quale futuro? Idee per un’utopia possibile
  • Alcune possibili conclusioni

Lavoratori poveri o impoveriti: precari, cassintegrati e neo-disoccupati. Chi li tutela?

  • I numeri per dirlo
  • Donne e lavoro, per niente facile
  • Lavoratori stranieri, dall’agricoltura alla cura: i nuovi schiavi
  • E allora, che facciamo? Alcune possibili conclusioni

Giovani che se ne vanno: casa, lavoro sottopagato e il costo dell’indipendenza

  • I numeri per dirlo
  • Cervelli (e giovani famiglie) in fuga
  • Un patto tra generazioni
  • Ripensare i presidi della conoscenza e della cittadinanza
  • Lavoro sì, ma quale?
  • L’attuale quadro normativo: potenzialità e limiti
  • Alcune possibili conclusioni

Il carcere, ultima frontiera della povertà

  • Dal fallimento del welfare al possibile fallimento della pena
  • Responsabilità, sicurezza e vittime
  • I numeri e le fragilità
  • Istruzione e lavoro: dare un senso al tempo della pena
  • Il quadro costituzionale e le misure alternative
  • Ergastolo ostativo, diritto alla speranza e giustizia riparativa
  • Donne, maternità e bambini. Nati colpevoli di cosa?
  • Che cosa è possibile fare
  • Il ruolo dell’associazionismo e del volontariato
  • Minori: responsabilità senza spezzare il futuro
  • Alcune possibili conclusioni

Welfare e contrasto alla povertà: il percorso europeo verso una democrazia inclusiva

  • I numeri per dirlo
  • Quale risposta europea alla povertà?
  • Per una cittadinanza sociale europea
  • Dove è possibile dirigere il timone dell’Europa sociale
  • Alcune possibili conclusioni

Povertà: la nuova questione sociale che interpella la politica

  • I numeri per dirlo
  • Il fallimento delle misure emergenziali
  • Un patto nazionale contro la povertà
  • Tre rischi da evitare: alcune possibili conclusioni

Conclusioni

Ringraziamenti

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