Darwin. Politica e logica della scoperta scientifica
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pp. 120,      1a edizione  1986   (Codice editore 1133.28)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 17.50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820447229

Presentazione del volume

Il volume presenta il racconto di un grande viaggio dell'800, la storia dell'esperienza umana e intellettuale di un vittoriano, lo studio di un'impresa creativa che, nei suoi intricati itinerari di ricerca, riflette l'ossessione personale di un uomo e insieme la logica nuova di una scoperta scientifica. Il Charles Darwin di questo saggio è il giovane viaggiatore-naturalista appassionato di Milton e di Wordsworth, lettore attento dei moralisti e degli storici scozzesi, studioso degli economisti classici, entusiasta di Malthus. Le lettere, i diari, i taccuini inediti, oltre alle opere compiute, ci restituiscono il percorso complessivo di una pratica di ricerca che non vuole escludere dal proprio orizzonte riflessivo nessun ambìto di conoscenza e di osservazione. Dalla riflessione sulle questioni naturalistiche, Darwin sì sposta ai temi antropologici, riconsidera le categorie morali, studia le facoltà mentali degli uomini e degli animali, correva casi e osservazioni apparentemente non omologabili, ci parla di normalità e di follia, dell'idea di divinità, del pensiero creativo. Attraverso il confronto con la cultura scientifica e con le nascenti scienze sociali, Darwin ricerca un modello di spiegazione unitario per i fenomeni organici, una legge che coinvolga ogni aspetto del vivente dominandone univocamente regolarità e divergenze. Più di venti anni accorreranno per giungere alla nuova teoria: un lungo tragitto intellettuale scandito dall'incontro-scontro con la comunità scientifica vittoriana, con i codici e i valori di un'élite culturale che determinerà in larga parte le scelte di studio e i tempi di riflessione dello scienziato.

Con l'introduzione del nuovo modello di conoscenza - che sembrava incrinare, oltre alle forme del sapere scientifico, la stessa rappresentazione collettiva dell'esperienza naturale e spirituale dell'uomo - si ridifiniscono in parte le prospettive di ricerca delle scienze umane, le strategie conoscitive della riflessione sociale, l'organizzazione stessa del linguaggio politico. Ma l'interazione tra il nuovo paradigma e gli esiti del pensiero politico e sociale successivo ha prodotto marcati fraintendimento e veri e propri miti storiografici come quello, ad esempio, che si richiama al cosiddetto "darwinismo sociale". Oltre la semplificata immagine di una diretta e lineare filiazione delle tesi socialdarwiniste dall'originario pensiero del naturalista inglese e di una loro presunta uniformità tematica, è possibile introdurre demarcazioni e relativismi su argomentazioni che solo formalmente utilizzano metafore e lessici tratti dal vocabolario naturalistico.

Manuela Valenti (1954) è dottoranda in storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche presso l'università di Torino. Si è occupata delle relazioni tra politica ed economia in "Adam Smith e la scienza della politica", "Stato stazionario e principio di popolazione. Note sul pensiero di John Stuart Mill"; e delle relazioni tra politica e scienze naturali, in "Scienze sociali e teorie dell'evoluzione". Attualmente è impegnata in una ricerca su Watter Bagehot.

Indice

1. Il viaggio
2. Il periodo creativo
3. Il grande libro sulla specie
4. L'uomo
5. Natura, società, potere: alla ricerca di una scienza delle relazioni umane
6. Marx lettore di Darwin
7. L'evoluzione e l'ordine politico
8. L'eugenetica
9. Scienza, progresso, libertà
10. Politica e sopravvivenza del gene
Bibliografia