Il prisma della memoria.

Cultura, identità e mass media

Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 132,      1a edizione  2017   (Codice editore 1571.19)
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Il prisma della memoria. Cultura, identità e mass media
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In breve

La memoria è un fattore cruciale nella definizione delle identità e delle culture, in grado di permettere all’attore sociale – individuale o collettivo – di collocarsi nel tempo e nello spazio. Le riflessioni contenute nel volume si rifanno sostanzialmente al dualismo “senza memoria/abuso di memoria”, nel tentativo di chiarire, all’epoca della mediatizzazione del ricordo, la complessità e le difficoltà del lavoro di memoria. La memoria collettiva è come un prisma, in cui si riverberano immaginari, sensibilità, inquietudini sul presente e attese per il futuro.

Presentazione del volume

L'interesse per le dinamiche e i processi della memoria collettiva è oggi testimoniato da numerosi fattori convergenti, per cui il passato assume un inedito carattere di attualità in grado di condizionare pesantemente il presente. L'attuale memory boom è comprensibile rilevando come la memoria sia un fattore cruciale nella definizione delle identità e delle culture, in grado di permettere all'attore sociale - sia esso individuale o collettivo - di collocarsi e riconoscersi nel tempo e nello spazio. Declinata in modo peculiare nei differenti contesti socio-culturali, la tendenza a ristabilire la continuità con il passato, a preservarne e far conoscere le vestigia memoriali e materiali, spesso si accompagna alla volontà di riportare in superficie memorie negate, oppure relegate nei coni d'ombra delle meta-narrative pubbliche. Riferite ad alcuni casi specifici, le riflessioni contenute nel volume si rifanno sostanzialmente al dualismo senza memoria/abuso di memoria, nel tentativo di chiarire, all'epoca della mediatizzazione del ricordo, la complessità e le difficoltà del lavoro di memoria. Esso non può essere infatti relegato alla dimensione di semplice corollario scientifico, perché coinvolge la nostra stessa quotidianità: la memoria collettiva è come un prisma, in cui si riverberano immaginari, sensibilità, inquietudini sul presente e attese per il futuro.

Antonella Pocecco è ricercatrice presso l'Università di Udine, dove insegna Sociologia delle comunicazioni di massa e Comunicazione e mediazione interculturale. I suoi interessi di ricerca vertono principalmente sulla memoria collettiva, sulle comunicazioni di massa e le dinamiche interculturali della società contemporanea. Assieme a Claudio Melchior, dirige dal 2014 l'unità di ricerca "Comunicazione e conflitti", nella sede goriziana dell'Ateneo udinese. Fra le sue più recenti pubblicazioni: (cur. con C. Melchior) (2016), Guerra di propaganda. Semiotica e comunicazione nei teatri di crisi, Forum Editrice Universitaria Udinese, Udine; (2016), "The Everyday Multiculturalism: Individual Experience of Cultural Diversity", in De Anna G. and Martinelli R. (eds.), Practical Rationality in Political Contexts: Facing Diversity in Contemporary Multicultural Europe, EUT Edizioni Università di Trieste; (2016), "'Uno, nessuno e centomila'. L'uso del corpo nella propaganda della Grande Guerra", in Artico T. (cur.), Essere corpo. La Prima guerra mondiale tra letteratura e storia, Lint, Trieste.

Indice

Introduzione
La Grande guerra come memoria europea
(La pagina bianca; Dai luoghi della memoria ai nomi della memoria; Il diritto alla memoria)
La battaglia della memoria
(Reinterpretazione e riappropriazione; La battaglia della memoria; La politica della verità)
Memoria collettiva e identità nazionale
(Rituale collettivo d'espiazione o lavoro di memoria?; Quale dovere di memoria; La ricostruzione memoriale; Un dibattito civico e mediatico)
Memorie di una diaspora
(Una memoria silente; Pratiche di commemorazione e rimemorazione; Testimonianza versus privatizzazione del ricordo; Il futuro della memoria)
Conclusioni
Bibliografia di riferimento.