RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105974 titoli

Veronica Ungaro, Roberta Guglielmetti Mugion, Maria Francesca Renzi, Laura Di Pietro

Dispositivi medici tra qualità e circolarità: stato dell’arte e opportunità future

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

Il presente articolo ha l’obiettivo di indagare lo stato dell’arte della letteratura scientifica in merito allo studio della qualità, della sostenibilità e della circolarità dei dispositivi medici e di identificare i principali temi di ricerca. Per raggiungere questo scopo è stata svolta un’analisi bibliometrica della letteratura e 927 documenti sono estratti dal database Scopus e inclusi nell’indagine. I dati sono stati esaminati attraverso analisi descrittive, delle performance e della co-occurrence analysis svolta sulle parole chiave fornite dagli autori negli articoli. La ricerca ha permesso di identificare i giornali, i Paesi e le istituzioni che hanno pubblicato più frequentemente studi connessi al fenomeno indagato e di individuare cinque cluster che rappresentano i contenuti di maggiore

Veronica Tatti, Luciano Giromini

Malingering: diagnosi differenziale e valutazione testistica nel contesto forense penale

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 50 / 2022

Il "malingering" è la simulazione o l’esagerazione intenzionale di una patologia fisica o mentale, messa in atto allo scopo di ottenere benefici tangibili quali il ricevimento di un risarcimento economico o la mitigazione di una sentenza criminale. In questo articolo si prende in esame il fenomeno con un’enfasi particolare sulla diagnosi differenziale e sulle sue implicazioni all’interno del contesto forense penale. Si evidenziano inoltre le ripercussioni che il malingering può avere sulla valutazione della capacità d’intendere e di volere. Non è raro, infatti, che nei contesti peritali alcuni rei cerchino di avvalersi di determinati articoli del Codice penale e tentino di simulare una perdita dell’esame di realtà. Conoscere una cospicua batteria di test sull’argomento è ormai fondamentale per il perito, al fine di rispondere al quesito giuridico. Si è dunque posto uno sguardo sul panorama testistico e sugli strumenti innovativi introdotti in letteratura negli ultimi anni. L’inclusione dell’Inventory of Problems-29 (IOP-29), un symptom-validity test (SVT), e dell’Inventory of Problems-Memory (IOP-M), un performance-validity test (PVT), nell’assesment psicologico risulta essere un potente ausilio nella discriminazione dei simulatori dai soggetti effettivamente affetti da una psicopatologia, come evidenziato nei vari studi presentati in questo articolo.

Veronica Scuotto, Gabriele Santoro, Armando Papa, Elias G. Carayannis

Triggering open service innovation through social media networks

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 3 / 2017

With the digital and technological transformation, firms tend to be more open to new collaborative innovation approaches. Customers are considered not just the final consumers of a product but innovation partners. Consumers exchange their ideas with firms using predominantly social media networks (SMNs). However regardless the boost of the use of SMNs to generate innovative ideas, the involvement of these digital tools in the open innovation (OI) model needs to be explored more. Few studies have already researched the benefits of the SMNs in the innovation process of manufacturing industry but nobody has quantitatively explored these benefits in the service one. Therefore, the research fulfils the gap in the literature, measuring the relationship between users’ generated ideas and the OI model in the service industry. An empirical study has been conducted on a sample of 374 small to medium enterprises (SMEs) operating in the service industry in UK. Data were collected by administrating an online questionnaire and were analysed by structural equation modelling (SEM). Findings show an academic aftermath by acting as trailblazer for evaluating the effect of open innovation on competitiveness of SMEs. Finally, academic and managerial implications were provided in addition to limits and further research.

Veronica Sale

Il ritorno del Ministero del Turismo: il nuovo capitolo di una saga decennale

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 35 / 2022

Nel 2021, a quasi trent’anni dalla sua abolizione, il Ministero del Turismo fa il suo ritorno nell’architettura del Governo italiano come strumento strategi-co contro la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19. Nonostan-te i numerosi elogi da parte degli operatori del settore turistico, la riforma potrebbe sollevare dubbi tra coloro che hanno sempre criticamente eviden-ziato la tendenza dello Stato a intervenire in una materia di competenza esclusiva delle Regioni.

Veronica Sacco

Latvia: The Privatization Process and National Identity

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

This paper explores Latvia’s privatization methods initiated in 1993, and the most influential entities involved: Germany and the Scandinavian countries. Germany’s interests in willing to pursue a policy of influence in the Baltic area, the desire of the Scandinavian countries to reposition themselves in the post-Cold War scenario in the Baltic zone and the willingness of the Baltic republics to be welcomed into Western institutions will be analyzed. During the first period of privatization, Latvia introduced a voucher privatization model allowing its citizens to bid for shares in state-owned firms. For the second period, it was chosen a model similar to Germany – with the establishment of the Privatization Agency. By the early 2000s, a large fraction of the State assets was privatized, incentivizing a surge of foreign direct investment and reshaping the economy. This research suggests that privatization wasn’t merely an economic venture but interwoven with Latvia’s endeavor to reposition its national identity after the Cold War. The research also provides a broader perspective on Latvia’s economic journey from its Soviet associations, particularly with Russia, to its strategic gate to Western economic models. The study highlights Latvia’s delicate equilibrium between European assimilation and its historical Russian connections, underlining the societal and cultural ramifications of these economic evolutions.

Veronica Rosa, Paula Luengo Kanacri

Dall’inclusione alla coesione sociale: riflessioni dalla "strada" alla luce del concetto di "prosocialità reciprocante"

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 2 / 2015

Il contributo nasce dal desiderio delle autrici di sottolineare l’importanza della "prosocialità reciprocante", per intraprendere azioni sociali che costruiscano inclusione e coesione sociale. Agire la "prosocialità reciprocante" significa processare azioni che, in modo bidirezionale e circolare, garantiscono che l’atto del beneficiare crei le condizioni per cui chi riceve sia in grado di "reciprocare". Questo è quanto è stato sperimentato dalle autrici con altri volontari a contatto con la marginalità estrema dei "senza fissa dimora" in un progetto in progress, che le vede impegnate nel "portare in strada le domande di ricerca" su questi temi, per cominciare a cogliere risposte dalle narrazioni e dalla costruzione di relazioni che possono generare convivenza responsabile ed inclusiva.

Il presente studio intende contribuire alla comprensione dell’impatto della pandemia Covid-19 sugli atteggiamenti nei confronti dell’immigrazione in Europa analizzando il ruolo dei fattori individuali e contestuali. Sulla base dei dati della European Social Survey (round 9 e 10), i risultati mostrano che, dopo la crisi pandemica e contrariamente alla nostra ipotesi iniziale, gli atteggiamenti negativi nei confronti degli immigrati sono diminuiti in diversi paesi europei, sebbene non in tutti e non con la stessa intensità. Fattori contestuali quali per esempio le politiche di integrazione, la salienza del tema immigrazione e le condizioni economiche di un paese sono cruciali per spiegare tale eterogeneità. La crisi può aver inciso sulle priorità dei cittadini europei con una conseguente perdita di salienza della questione migratoria del dibattito pubblico. Accanto alle statistiche descrittive, abbiamo applicato un modello multilivello per contribuire a spiegare tali cambiamenti, controllando per le variabili individuali. .

Veronica Ricciuto

L’assistenza ostetrica in ottica Pnei

PNEI REVIEW

Fascicolo: 2 / 2019

L’ostetrica gioca da sempre un ruolo centrale nella promozione della salute, stimolando l’empowerment delle donne e, conseguentemente, delle loro famiglie, in ogni fase del ciclo vitale. Le "scelte di salute" dipendono da questioni socio-culturali più che scientifiche e hanno importanti risvolti psico-fisici e socio-economici nella vita delle persone. La ricerca scientifica e le politiche sanitarie per evolvere necessitano di una visione sistemica e integrata. Il paradigma della psiconeuroendocrinoimmunologia (Pnei), rispetto a quello biomedico riduzionista, consente alla professione ostetrica di esprimere molteplici potenzialità. Dare priorità alla prevenzione delle malattie, usare pratiche mente-corpo e percorsi di assistenza proattiva, continua e interdisciplinare, possono sia migliorare il benessere della comunità che la resilienza professionale.

Veronica Redini, Francesca Alice Vianello, Federica Zaccagnini

Esaurite: le conseguenze del lavoro non standard sulla salute mentale delle lavoratrici migranti

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2023

L’articolo propone un’analisi quanti-qualitativa dell’impatto del lavoro non-standard sulla salute mentale delle lavoratrici migranti, inserendosi all’interno del dibattito sui determinanti sociali di salute e sulle problemati-che di salute dei e delle migranti. L’ipotesi di ricerca che verrà verificata nel corso del saggio è che il carattere non-standard di condizioni e orari di lavo-ro delle occupazioni tipicamente occupate dalle donne di origine straniera abbia un impatto negativo sulla loro salute mentale. L’analisi si sviluppa sul-la base di una ricerca multi-metodo condotta a Padova tra il 2018 e il 2020 che ha visto la realizzazione prima di una survey su un campione di lavoratri-ci moldave impiegate in diverse occupazioni e poi la realizzazione di intervi-ste-semi-strutturate a lavoratrici moldave impiegate nel settore del lavoro domestico e di cura.

Veronica Redini

Made in... where? Territori e identità nei processi di valorizzazione delle merci

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 146 / 2017

The political-economic approaches to global trade flows known as global value chains and global production networks offer powerful insights into the coordination and location of globally stretched supply chains. However, social conflicts and negotiations through which they articulate at local level the value chains, often remain unexplored. Focusing on production delocalization from Italy to Romania and Moldova and on plants in Tuscany of luxury global firms, the aim of this paper is to analyse this dimension and in particular spatial and identitary processes of construction of the value of the commodities and its impact on labor conditions.

Identity and recognition: A possible theoretical key to understanding the phenomenon of homelessness? Homelessness is one of the most extreme forms of poverty. Recent literature explains this event using an approach that combines individual characteristics and structural forces. However, in the homelessness’s study few attention has been given to human dimension and the role of crisis of identity and recognition. The need to be socially recognized is not simply a need among many others, to which we can possibly give up: it is a basic condition of our being human persons. Becoming homeless is definitely a very traumatic event, but these persons suffer before they begin this transition and continue even after that. In both phases, homeless people might be victims of various forms of misrecognition: physical and psychological maltreatment, rights’ deprivation and social exclusion that affect the validation of their social identity. Homelessness is certainly an expression of material and economic poverty, but it might also reflect other human and social problems. The aim of this paper is to explore how identity and recognition concepts can be used as a framework to understand homelessness experience more deeply and design effective and innovative public policies.

Veronica Piras, Francesca Salivotti

Studi organizzativi e sviluppo locale: quali contaminazioni possibili?

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2012

Alla luce delle trasformazioni che stanno investendo il paradigma dello sviluppo locale assumono una rinnovata rilevanza tutte quelle riflessioni che si propongono di integrare i tradizionali strumenti teorici e analitici di questa prospettiva con quelli provenienti da altri ambiti di studio e ricerca con i quali non sempre si sono instaurate proficue occasioni di dialogo e di reciproca contaminazione. Il lavoro presentato costituisce il tentativo di proporre una pista di ricerca in cui le due tradizioni di studi - quella dello sviluppo locale e quella della sociologia dell’organizzazione - possano collaborare al fine di integrare gli strumenti teorici e concettuali di entrambe. Questo obiettivo d’integrazione nasce dalla constatazione che la maggior parte della produzione in materia di sviluppo locale sembra non focalizzare in maniera specifica e puntuale l’attenzione sulla dimensione organizzativa dei propri oggetti di studio, nonostante questi siano spesso costituiti da vere e proprie organizzazioni. Si pensi, ad esempio, come gli studiosi di sviluppo locale abbiano dedicato numerose ricerche sia allo studio di singole imprese sia a quello di interi sistemi di imprese. O, ancora, si prendano ad esempio i numerosi studi riguardanti le diverse forme di agenzie di sviluppo, condotti attraverso l’analisi di particolari esperienze di programmazione negoziata e di concertazione locale. Nonostante l’interesse dello sviluppo locale si articoli proprio attorno a questi e ad altri oggetti di studio, la loro dimensione organizzativa è stata raramente tematizzata in maniera distinta. Ne è conseguito uno scarso impiego degli strumenti analitici propri della sociologia dell’organizzazione e, in particolare, di una specifica prospettiva nata all’interno di questa disciplina: quella neoistituzionalista. La scuola neoistituzionalista ha prodotto concetti come quello di isomorfismo o di campo organizzativo che possono essere intesi come "attrezzi" molto utili per descrivere gli attori dello sviluppo locale, così come per mettere in luce alcuni dei meccanismi che influiscono sull’esito finale delle iniziative e delle strategie rinvenibili nei sistemi locali. Il saggio si pone come obiettivo quello di mettere in luce e sottolineare i possibili "ambiti di contaminazione", ovvero i temi e le aree di interesse proprie dello sviluppo locale in cui alcuni tra i più consolidati concetti e riflessioni della sociologia organizzativa potrebbero essere proficuamente impiegati. Si procederà quindi all’individuazione e all’illustrazione di possibili applicazioni di alcuni strumenti analitici della sociologia dell’organizzazione, specificamente della prospettiva neoistituzionalista, impiegabili nell’analisi delle pratiche di sviluppo locale. L’intento vuole essere quello di mostrare come l’adozione di una prospettiva neoistituzionalista, che presta attenzione alla dimensione organizzativa così come al contesto istituzionale, integrandosi con gli strumenti classici di lettura dello sviluppo locale, possa aiutare a inquadrare aspetti ed elementi talvolta lasciati in ombra.

Veronica Pastori

Famiglie diseguali? Analisi delle condizioni occupazionali tra coniugi e conviventi

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 144 / 2016

Il presente lavoro ha come obiettivo quello di analizzare le (eventuali) diseguaglianze in termini di condizione occupazionale tra le coppie di coniugi o conviventi appartenenti alla fascia d’età 35-50 anni. L’interesse nei confronti di questa fascia di soggetti è giustificata dal prolungamento della permanenza nel sistema formativo, con conseguente ritardo dell’entrata nel mondo del lavoro, e dalla possibilità di confrontare individui che condividono la stessa fase del ciclo di vita. Ai fini dell’analisi, si prenderanno in considerazione l’occupazione e il settore di attività economica, il tipo di contratto e il reddito. In seguito, si procederà con la classificazione della stratificazione occupazionale, considerando quella proposta da De Lillo e Schizzerotto (1985) e ripresa da Meraviglia (2012). L’analisi sarà effettuata utilizzando i dati dell’ultima indagine (2014) Bilanci delle Famiglie Italiane condotta dalla Banca d’Italia.