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Andrea Paolo Corbetta, Elisa Banelli, Serena De Cristofaro, Isabella Mani, Ester Bianchi, Marta Vaiarini, Simonetta Rovaris, Alessandra Pagani, Cristina Caldara, Simonetta Cesa, Marco Riglietta

La metodologia Lean nella transizione al metadone compresse: il ruolo dell’infermiere nell’esperienza del Ser.D. presso l’ASST Papa Giovanni XXIII - Bergamo

MISSION

Fascicolo: 73 / 2026

Introduzione. L’introduzione del metadone compresse nel SerD (ASSTPG23) ha rappresentato un’importante innovazione terapeutica nella gestione del disturbo da uso di oppioidi, richiedendo una revisione dei processi secondo i principi del Lean Management. Obiettivo del presente case report è descrivere il percorso di transizione alla nuova formulazione, analizzandone l’impatto organizzativo con attenzione al ruolo strategico dell’infermiere.

Metodi. Il percorso è stato articolato in tre fasi: definizione del ring e analisi del contesto; mappatura dei processi per individuare criticità e aree di miglioramento, applicazione dei principi Lean e successiva standardizzazione dei protocolli di gestione del farmaco. Gli infermieri hanno rivestito un ruolo chiave, presidiando le fasi sul piano progettuale, organizzativo e operativo, in sinergia con l’équipe multidisciplinare.

Risultati. La transizione ha ridotto i tempi di preparazione e somministrazione. La gestione logistica è stata ottimizzata (capacità di carico ?71%, ordini ?46%) garantendo scorte adeguate, assenza di sprechi, tracciabilità e appropriatezza. L’adesione al farmaco è risultata elevata con graduale incremento delle persone trattate (23 nel 2023, 54 nel 2024, 90 a metà 2025).

Conclusioni. La transizione ha rappresentato un cambiamento organizzativo rilevante, reso efficace dall’applicazione dei principi Lean. La leadership infermieristica è stata determinante per strutturare e consolidare il cambiamento, garantire continuità e qualità del percorso terapeutico.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 191 / 2026

A cura della Redazione

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 191 / 2026

Massimo Carlo Giannini

Paggio e gentiluomo. Note a margine a un recente volume

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 191 / 2026

Il contributo si propone di analizzare il volume Paggi e paggerie inquadrandolo nei cambiamenti della storiografia sulla corte degli ultimi quattro decenni. Al centro vi è la questione dell’educazione al servizio della corona e delle famiglie sovrane, come educazione al comando in varie esperienze italiane. Sono così messi in evidenza i ruoli di persone, saperi e spazi del mondo cortigiano, rimasti in penombra. In secondo luogo, gli autori del volume hanno coraggiosamente optato per una cronologia che non si conclude con la fine dell’antico regime, ma che abbraccia tutto il XIX secolo.

Maria Pia Paoli

Paggi e paggerie delle corti italiane. Esperienze pedagogiche e tradizioni familiari

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 191 / 2026

L’autrice propone un’ampia comparazione tra le corti dei Savoia, dei Medici, di Napoli e della Repubblica di Venezia fondata su tipologie documentarie prodotte in epoche e secondo modalità diverse (regolamenti, istruzioni, memorie, epistolari) congeniali alle diverse forme di esercizio del potere. Dato comune è l’importanza attribuita alla funzione pedagogicopolitica delle paggerie (disciplina del corpo, etichetta, milizia, burocrazia). Con l’analisi delle numerose fonti edite e inedite considerate in un lungo arco cronologico si indicano nuovi spunti di ricerca sul valore simbolico di spazi e architetture, sui rapporti familiari, sul ruolo dei sentimenti e delle vocazioni personali al di là dei modelli imposti e codificati della società di antico regime.

Rita Chiacchella

A proposito di paggi e paggerie nel contesto delle corti italiane

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 191 / 2026

L’autrice presenta una rassegna dei contributi raccolti nel volume curato da Andrea Merlotti. Nella ricostruzione del contesto delle corti italiane (Torino, Firenze, Napoli e, in misura minore, Parma e Modena) si pone in evidenza il ruolo formativo e istituzionale delle Paggerie. In esse i giovani aristocratici affrontavano un percorso educativo piuttosto duro, per apprendere l’esercizio del comando, qualità essenziale per entrare nei ruoli militari come ufficiali o come dirigenti nell’apparato burocratico dei vari Stati. Le corti diventano in tal modo polo d’attrazione della nobiltà locale, specie degli aristocratici provenienti dalle aree più lontane dai centri di potere. In parallelo con i cambiamenti culturali e istituzionali che investono il contesto europeo, la fase finale delle Paggerie è segnata dalla loro trasformazione in scuole selezionate accanto alle quali sorgono nuovi strumenti di affermazione sociale per la creazione dei nuovi servitori dello Stato.

Il saggio esamina gli effetti della persecuzione economica contro i cittadini di nazionalità nemica – in particolare tedeschi e austroungarici – in Francia, Regno Unito, Italia e Belgio dopo la Prima guerra mondiale. La confisca dei beni appartenenti agli stranieri di nazionalità nemica continuò dopo il 1918 grazie al diritto di liquidazione conferito dai trattati di pace e permise ai paesi vincitori di ridefinire i confini della cittadinanza e di intervenire nella redistribuzione della ricchezza perseguendo una politica ispirata al nazionalismo economico. Uno degli obiettivi fondamentali era anche la ridefinizione dei processi economici globali, attraverso espropri volti a garantire la sicurezza nazionale tramite l’esclusione di soggetti stranieri da alcuni settori strategici. Il saggio considera anche i casi in cui la persecuzione economica venne sospesa o revocata mettendo in risalto come gli stati vincitori usarono la restituzione dei beni come ulteriore strumento di inclusione o assimilazione.

Focusing on the debate about confiscations in the Hungarian national assembly in 1848--1849 and on the discussions about confiscation and restitution in the Habsburg administration from 1849 to 1856, this article argues that these measures functioned as “moral economies of political retribution.” In each instance, financial and practical considerations were negotiated with relation to specific visions of the political and social order. At the center of this moral economy were costbenefit calculations, in which the symbolic costs of confiscations and the expected political advantages were weighed against the actual financial costs of the state’s guardianship over confiscated assets. While contingencies played a significant role in the implementation of these measures, this article shows that the parliamentary or interministerial discussions about confiscations were embedded in larger arguments about responsibility and representation, and the transition from subjection to citizenship.

Between 1861 and 1869, more than a hundred political refugees from Italy were hosted in the most important port city of the Habsburg Empire, Trieste. They were deserters and/or political and ideological opponents of the newly established Kingdom of Italy. The essay investigates how a specific category of “aliens” and a related “disciplinary space” were defined by the Habsburg imperial state through the economic issues of the assistance policies that supported this peculiar group of political refugees, for which a public fund was created ad hoc within the state treasury. As both international relations with the Kingdom of Italy and the political and economic situation within the Austrian Empire progressed, the status of these “ItAliens” was transformed from “political refugees” protected by Austrian assistance policies to individuals, who were considered “dangerous” for internal security and therefore eligible for expulsion from the lands of the Habsburg crown.

Francesca Brunet, Giacomo Girardi

Cittadini, esuli, stranieri: confische e sequestri nel Lombardo-­Veneto tra giurisprudenza e prassi

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 191 / 2026

Il contributo affronta la dimensione economica dell’esilio politico utilizzando, come caso di studio, il Regno Lombardo-Veneto. Da un lato viene tratteggiato il quadro della legislazione austriaca e degli specifici provvedimenti emessi per le province italiane che, dal principio del XIX secolo al periodo post--1848, normarono gli strumenti della confisca e del sequestro dei beni dei condannati politici. Dall’altro, gli autori si soffermano più da vicino sui percorsi di alcuni emigrati politici in America, specialmente in relazione alle possibilità di accesso e di gestione del loro patrimonio, in un breve ma significativo torno di tempo: vale a dire, i primi anni del regno dell’imperatore Ferdinando I, segnati da due importanti amnistie (1835 e 1838) concesse come atti di distensione dopo una dura stagione di processi politici.

L’autrice sostiene che la condizione dello “straniero” nel XIX secolo non può essere compresa soltanto in termini politici o giuridici, ma va analizzata nella sua stretta connessione con le dinamiche economiche e patrimoniali. Attraverso il confronto tra l’esperienza francese e le legislazioni degli Stati italiani della Restaurazione, il saggio mostra come le misure di sequestro e confisca dei beni, applicate agli esiliati o agli oppositori politici, abbiano contribuito a costruire una “fabbrica economica dell’estraneo”. L’esclusione dal corpo politico non derivava soltanto da un atto di repressione politica, ma si concretizzava nella perdita di proprietà, redditi e diritti successori, compromettendo così l’appartenenza stessa alla comunità. L’articolo evidenzia inoltre il carattere ambivalente di tali pratiche, oscillanti fra eredità d’Ancien Régime e nuove concezioni liberali di cittadinanza e proprietà.

René Kaës è stato un pioniere e un grande teorico della psicoanalisi di gruppo ed ha contribuito in modo determinante allo sviluppo della psicoanalisi familiare e di coppia. Tratteremo alcuni concetti chiave, fondamentali per la concettualizzazione della psicoanalisi di coppia e familiare. Un caso clinico metterà in evidenza alcuni di questi concetti nel corso di una terapia psicoanalitica familiare. .