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The place of training for the development of communities of practice This paper explores the place of training for the development of communities of practice. In particular, it focuses on an approach we labelled management learning with the organization and some theoretical concepts of learning as community of practice participation. We then present a training intervention inspired by the idea of management learning with the organization. In conclusion we describe a profile of this approach useful in order to design training actions able to create, spread and transmit knowledge and meet communities of practice in an authentically critical and clinical way.
The Left is defined by the idea of equality. Although this is the basis of all modern politics, modern Right and Left have different interpretations of equality, which refer to a different moral kernel of it. This moral content is shown by the distinction between «abtreating persons equally» and «abtreating persons as equal». Treating as equal is different from treating equally when, in order to respect the equal dignity of persons, simple equality becomes unjust. The Left preserves its identity if it thinks that moral content as an idea of absence of domination, not only apparent, but also latent, mediated by opaque social relations.
La concezione tradizionale che vede la sinistra e la critica sociale volte al rovesciamento del sistema economico-sociale si fonda su quattro presupposti: 1) la proprietà privata è la radice del dominio sociale; 2) è possibile pensare un regime di proprietà e di organizzazione economica diverso da quello capitalistico, accettabile in termini di equità ed efficienza; 3) è possibile individuare nell’ordine sociale esistente le forze sociali che lo rovesceranno; 4) il cambiamento verso il nuovo ordine sociale può essere realizzato con l’azione politica. Il saggio prova a dimostrare perché queste quattro condizioni non si danno, e come, se la sinistra riesce ad accettarlo, possa pensare la sua azione come cambiamento reale dei rapporti sociali esistenti, e non come il loro rovesciamento.
Prospettive psicoanalitiche nella psicoterapia delle tossicodipendenze
cod. 1250.82
In history and social sciences the concept of space has seen like a pre-existent order in which the protagonists are temporal processes. Some geographers have pointed at centrality of environmental element in changing processes, but, until now, this suggestion has not been taken into account because of lack of dialogue between this two intellectual spheres. The necessary historical reappropriation of space also needs to fill up conceptual distance between the definition of space and place, divided in the historical dialect: place is the framework of the conflict, space in the frame of social control. The uninterrupted geographical expansion of capitalistic world-system leads to favourable places for lack of conflict and fragility of rules. These places assure the control of the space in relation to resources, working classes, markets.
While a significant output of current historical research focuses on specific aspects of transatlantic relations in the modern world, the modern Atlantic space is not conceptualized as a unit of analysis. This essay argues that the gap between empirical dynamism and theoretical stalemate in the study of modern transatlantic relations is largely due to the way in which, in the last decades, Atlantic history and global history have shaped the study of international and transnational history. On the other hand, the transnational approach to U.S. history calls for the acknowledgement of the modern Atlantic as crucial field of interactions within the global context. Key words: Atlantic history, Global history, Transnational history, Periodization
Le autrici portano l’esperienza relativa allo Spazio 0/1 e di altri dispositivi gruppali finalizzati al sostegno della neogenitorialità e alla prevenzione primaria e secondaria. Vengono descritti la ricerca-intervento che ha dato avvio al progetto e i risultati di una ricerca finalizzata a verificarne l’utilità percepita, tramite la somministrazione di questionari anonimi. Si esplicita l’importanza di osservare le interazioni che intercorrono tra i genitori e i bambini, utilizzando la parent-child observation. Vengono forniti vari esempi di interventi gruppali promossi da psicologa e pediatra, talvolta in modo combinato, verso una diade madre-bambino o una triade padre-madre-bambino. In alcuni casi gli interventi della psicologa sono orientati a incidere sui fattori di rischio dello sviluppo psicologico. Viene descritto il modo in cui essi hanno modificato conoscenze, atteggiamenti e comportamenti dei partecipanti, anche grazie agli effetti della matrice gruppale.
Il pensiero pratico dominante nel Novecento europeo fornisce risposte negative alla questione se sia possibile una fondazione razionale del pensiero pratico, configurando una posizione di scetticismo assiologico e morale ancora oggi maggioritaria. Ma il secolo xx, se da un lato ha rappresentato la bancarotta della ragione pratica, dall’altro ne ha prodotto una vera e propria incarnazione, nelle istituzioni e organizzazioni internazionali, nelle costituzioni rigide degli Stati europei del dopoguerra, nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’essere umano del 1948 ecc. Come può la filosofia pratica portarsi all’altezza della ragione pratica incarnata, invece di minacciarla dall’interno con le sue neo-sofistiche, attraverso relativismi, soggettivismi, nichilismi, politeismi assiologici e simili?
A partire dal dibattito sul concetto di spatial turn, questo articolo tenterà di interrogare il concetto da un punto di vista empirico, ovvero allontanandosi dalle formulazioni che lo identificano unicamente come una pura svolta teorica, per pensarlo come categoria analitica, capace di fornire un quadro di analisi utile a leggere quanto emerso in un campo di ricerca etnografico all’interno di una periferia napoletana. Un’esplorazione del concetto a partire dalla ricerca sul campo permette, infatti, di pensare alla nozione al di là del suo solo statuto teorico, cercando di coglierne le manifestazioni nella quotidianità di un luogo. Si cercherà, dunque, di considerare lo spazio in quanto variabile esplicativa fondamentale, cercando di comprendere chi pone al centro del proprio agire lo spazio (chi fa il turn?) e le ragioni di questa centralità dello spazio (perché lo fa? verso quale/i spatial?).
Spanish in the world - Language is the most penetrating instrument of what is currently known as soft power. It is no longer just a tool to be used in cultural foreign policy - usually of marginal importance - but a full-blown political factor. In this regard Spanish has enormous potential for universal use in fields beyond the purely cultural, and this may be exploited in a coalition of Latin languages, of common roots and common richness, to be set up in opposition to English as a lingua franca.