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Nadja Kurtovic-Folic

Lo scontro fra due modelli: Belgrado nel XIX secolo tra Oriente e Occidente

STORIA URBANA

Fascicolo: 120-121 / 2008

The clash between two models: Belgrade in the XIX century between East and West - The 1830s in Belgrade were marked by intensive building activity, mostly as the result of the great enthusiasm following the conquest of the semi-political and national independence of the Principality of Serbia (1815). Belgrade became the seat of the court of in Duke Milos Obrenovic in 1817. In the following ten years, it went through a markedly dynamic period of working out plans for urban transformation and putting them into action. The city is a complex mosaic in its structure, its daily life and its social and ethnic composition where a great number of Turks subject to the Ottoman Port, Jews and immigrants from neighboring countries lived side by side with a large Christian population. Important hub of river transport on the Danube and the Sava, Belgrade witnessed the projects for the expansion of the city that tended to run along the more trafficked transportation lines and to reduce the irregularity of the structure of the ancient city. At the end of the nineteenth century the theoretical conflicts between the eastern and the western city were resolved.

Giorgio Caproni

Lo scomparso

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 1 / 1998

Luisa Corazza

Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali alla prova dell’emergenza sanitaria

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 168 / 2020

L’articolo affronta le principali questioni che la crisi sanitaria ha posto con riferimento allo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Un tema cruciale è stato quello dei limiti all’esercizio del diritto di sciopero connesso alla necessità per i lavoratori di reagire a gravi eventi lesivi del-la salute, dal punto di vista degli strumenti non solo collettivi ma anche individuali. Altra que-stione affrontata è quella della nozione di servizio pubblico essenziale, nell’intreccio tra la no-zione prevista dalla l. 146/1990 e quella adottata dai provvedimenti governativi dell’emergenza. Infine, si analizza il ruolo della Commissione di garanzia nella gestione della crisi.

Mimmo Carrieri, Giovanni Pino, Caterina Valeria Sgrò, Fabio Paolucci, Silvia Mancini

Lo sciopero generale dopo la delibera n. 3/134 del 2003

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 174 / 2022

L’articolo si propone di ricostruire il percorso attraverso il quale la Commissione di garanzia ha analizzato il fenomeno del cosiddetto sciopero "general", partendo dagli interrogativi ini-ziali che hanno condotto l’Autorità ad adottare la delibera n. 3/134, in un’ottica di contempe-ramento tra l’esigenza delle organizzazioni sindacali di proclamare una manifestazione di pro-testa che potesse coinvolgere tutti i settori pubblici e privati, come individuati dall’art. 1 della l. 146 del 1990 e s.m.i., con la necessità di salvaguardare le prestazioni indispensabili a tutela dei diritti dei cittadini utenti, di cui la legge stessa si fa analogamente garante. Tuttavia, il mutare del panorama sindacale e della natura stessa dello sciopero "generale", sempre meno utilizzato dalle Confederazioni, è divenuto strumento di pressione che, soprattutto nel corso degli ultimi anni, ha consentito a sigle sindacali di insediamento limitato di produrre un "effetto annuncio" il più delle volte inversamente proporzionale all’effettivo dato percentuale di adesione. L’intensificarsi di tale fenomeno ha indotto, dunque, la Commissione di garanzia ad un riesa-me delle regole esistenti all’esito del quale, pur nell’ambito nella disciplina di riferimento, è stato possibile individuare nuovi strumenti atti a consentire all’Autorità una "percezio-ne/misurazione" quanto più possibile corrispondente alla reale partecipazione dei lavoratori allo sciopero "generale".

Nicolò Terminio

Lo sciame borderline e la deriva antisociale

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2024

In questo contributo presento alcune linee generali del funzionamento borderline centrando l’attenzione sull’esperienza dell’angoscia e sulla relazione con l’Altro. L’obiettivo argomentativo è mostrare le ragioni per cui durante l’adolescenza un soggetto borderline può risolvere la questione dell’angoscia virando verso una struttura perversa e antisociale.

Lia Zola

Lo sciamano in vetrina.

Revival, autenticità, reinvenzione

Attraverso le fonti etnografiche e le ricerche empiriche condotte dal 2005 al 2011 dall’autrice nella Repubblica di Sacha (Jacuzia, Siberia orientale), il testo offre uno sguardo sull’evoluzione della pratica sciamanica e propone alcuni spunti di riflessione su tre tematiche a questa legate: il revival, l’autenticità culturale e la reinvenzione.

cod. 1152.16

Ben Shapiro

Lo schizoide flaccido

GROUNDING

Fascicolo: 1 / 2014

L’autore presenta la tipologia schizoide flaccida che ha approfondito nel suo lavoro di terapeuta e teorico dell’analisi bioenergetica

Etienne Balibar

Lo schema genealogico: razza o cultura?

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 41 / 2011

Il saggio affronta la relazione tra nazionalismo e razzismo ruotando attorno alle nozioni di etnicità fittizia e di schema genealogico, che insieme rinviano all’idea che la nazione debba trovare un meccanismo, istituzionale e immaginario, per trasferire e riprodurre al livello politico la funzione simbolica che lega il susseguirsi delle generazioni sotto il segno del ‘retaggio culturale’ e della ‘identità ereditaria’. Da un’analisi attenta risulta come tali nozioni siano il residuo dell’idea di ‘razza’ dopo che la sua applicazione alla violenta discriminazione dei soggetti coloniali, o dei discendenti degli schiavi, o dell’alterità etnica, è stata delegittimata. Dunque, si può comprendere come la nozione di razza, qualunque sia la giustificazione biologica adottata, non sia mai stata altro che una costruzione mitologica volta ad autorizzare il pensiero che riproduzione, trasmissione, educazione, memoria, tradizione ecc., avvengano nei limiti di una comunità dotata di una identità riconoscibile.