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Il saggio analizza le origini della specializzazione manifatturiera di Lissone a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, soffermandosi in particolare sul rapporto tra artigiani a domicilio e grandi commercianti di mobili. Il periodo tra le due guerre mondiali vide una significativa modernizzazione del settore, soprattutto grazie alla mobilitazione di alcune istituzioni locali. Le iniziative promosse dalle autorità comunali e dalle associazioni ebbero una forte rilevanza anche dopo la seconda guerra mondiale, in particolare con la creazione dell’Ente comunale del mobile (1951). Gli sforzi per un aggiornamento dell'artigianato locale naufragarono a causa del perdurare di alcune pratiche individualiste tradizionali e di un peggioramento della congiuntura nel corso dei decenni sessanta-settanta, mentre progressivamente veniva meno l’identificazione del tessuto produttivo locale con la specializzazione mobiliera. Note biografiche : Daniele Pozzi (1976) è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Analisi Istituzionale e Management Pubblico dell’Università commerciale "Luigi Bocconi" di Milano e insegna Storia economica e d’impresa presso l'Istituto di Economia dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza (VA). Email: daniele.pozzi@unibocconi.it - dpozzi@liuc.it
Tra violenza e narcomercato
C’è una Sardegna che si innova e utilizza con sapienza le risorse materiali, reinventa un saper fare tradizionale e sta dentro il composito universo delle tecnologie digitali. Ma esiste anche un’altra Sardegna, sotterranea, che non è prevalente e riguarda quella componente di vita sociale ed economica illegale che l’Osservatorio sociale sullo sviluppo e la criminalità in Sardegna (Oscrim) monitora da quasi vent’anni. Il volume fa il punto sull’andamento della criminalità sarda nel periodo 2017/2021, in continuità con quanto proposto nei precedenti Dualismo in Sardegna (2019) e Droghe e organizzazioni criminali in Sardegna (2021).
cod. 1562.54
Intersezioni culturali nella Gran Bretagna d'oggi
Il ricco intreccio di rappresentazioni concettuali e retoriche alla base delle istanze di rinnovamento e modernizzazione che hanno contrassegnato il primo decennio di egemonia New Labour. L’indagine si fonda sulla sinergia tra analisi del discorso e studi culturali, spaziando dal giornalismo alla comunicazione politica, dalle riflessioni di accademici, opinionisti e think tank alle tesi degli esperti di marketing, dalla satira alla letteratura.
cod. 291.46
Valori giovanili e prevenzione nella mentalità mafiosa
cod. 1243.16
Donne lavoratrici di fronte all'esperienza dell'essere madri
Quando la maternità è vissuta congiuntamente all’esperienza lavorativa, il carico fisico ed emotivo implicato è rilevante, e sono chiamate in causa una molteplicità di dimensioni, organizzative e non. Il volume studia la dinamica fra maternità e altre sfere esperienziali delle donne, principalmente quella lavorativa, e lo fa partendo da una serie di interviste aperte, che hanno coinvolto alcune madri in una riflessione sulle implicazioni della maternità nella loro esperienza complessiva di vita.
cod. 1529.2.124
Il lavoro in Coop Liguria tra buone prassi di conciliazione e condivisione
Il volume propone il caso di Coop Liguria quale esempio di buone prassi aziendali, attraverso il focus su due casi emblematici: il Progetto 6EFFE, che ha previsto la riorganizzazione a “isole” dei punti vendita, per favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, e l’analisi del clima aziendale su tutto il personale dipendente, conseguente al progetto.
cod. 365.859
Un'utopia chiamata speranza. Cooperazione, pari opportunità e sviluppo in un comprensorio dell’Irpinia
L’isola che c’è ha compiuto da poco 25 anni: un gruppo di nove donne si costituisce in una Cooperativa sociale per dare sostegno ad altre donne lavoratrici, sopperendo alle storiche mancanze del territorio, impreparato ad accogliere le trasformazioni sociali dovute alla straordinaria assunzione di manodopera femminile. Negli anni, L’isola che c’è ha dovuto combattere le resistenze di una mentalità patriarcale, idiosincratica verso l’emancipazione della donna, ma anche la diffidenza di chi vedeva nel metodo cooperativo una minaccia allo status quo.
cod. 10839.5