RISULTATI RICERCA

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Vincenzo Caputo

L'Io felice.

Tra filosofia e letteratura

A partire dalle riflessioni di Socrate, registrate nella forma dialogica da Platone, i contributi disegnano un percorso organico, che va dal Trecento al Novecento (l’averroismo bolognese, Ficino, Fracastoro, Baldi, la mistica secentesca, Vico, Manzoni, Dossi, Niccodemi, Pavese, Ricci), sul tema della felicità. Emerge, in maniera evidente, il carattere fortemente polisemico di un “sentimento” che finisce per coinvolgere filosofia e politica, religione e arte, economia e antropologia, medicina e psicologia, sociologia e letteratura.

cod. 291.106

Silvano Zipoli Caiani

L'io e i suoi sé

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2011

Paul Parin

L'Io e i meccanismi di adattamento (1977)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2006

Questo scritto, il cui titolo è evocativo dei titoli dei libri L’Io e i meccanismi di difesa di Anna Freud (1936) e Psicologia dell’Io e problema dell’adattamento di Heinz Hartmann (1937), elabora alcuni aspetti della Psicologia dell’Io precedentemente non approfonditi. Sotto l’impatto delle influenze sociali, si costituiscono dei meccanismi di adattamento che funzionano automaticamente ed inconsciamente, e forniscono una stabilità relativa alla struttura dell’Io. Vengono discussi, anche con esempi, le funzioni e il deterioramento di tre di questi meccanismi (l’Io di gruppo, la coscienza di clan, e l’identificazione con il ruolo), basandosi soprattutto su considerazioni genetiche e dinamiche, e con particolare attenzione all’area dei disturbi narcisistici. Questo articolo è uscito originariamente in tedesco col titolo Das Ich und die Anpassungs-Mechanismen su Psyche, 1977, 31, 6: 481-515, e in italiano su Psicoterapia e Scienze Umane, 1979, XIII, 1: 1-28.

Rita Melillo

L'Io che non c'è

Una ricostruzione storica della nascita dell’io e della sua evoluzione, il tentativo di dare all’io il suo senso originario, quello cioè di essere una costruzione della cultura occidentale, una “costruzione artificiale” dovuta al processo di secolarizzazione e allontanamento dal Sacro.

cod. 495.207

Gianluca Frediani

Linz fra acciaio e arti multimediali. La "città creativa" come laboratorio dell’utopia urbana post-industriale

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 120 / 2017

Il saggio affronta le strategie di rigenerazione urbana attuate negli ultimi anni a Linz, centro di un importante distretto siderurgico, descrivendo la sua trasformazione da "città dell’acciaio" a "città delle arti multimediali". Capitale europea della cultura 2009 e Città creativa nel network UNESCO, Linz è oggi un laboratorio dove si sperimentano inedite forme di convivenza fra industria e città, alla ricerca di modelli urbani "creativi" ed insediamenti eco-sostenibili.

Bianca Maria d'Ippolito

L'invisibile potenza del sentire.

Descartes Leibniz

Un percorso tra i luoghi teorici della modernità nell’intento di rilevare il disegno di un dialogo a più voci tra Cartesio, Leibniz, Locke, da cui emergono le molteplici dimensioni del sentire.

cod. 284.42

L’Autore, impegnato da anni nella traducibilità dell’esperienza psicoanalitica in ambito istituzionale, propone di accostare il concetto di riserva dell’increato di A. Green a quello di oblio di riserva di P. Ricoeur, con l’intento di favorire un fertile incontro per la pratica clinica tra psicoanalisi e fenomenologia. Il processo in atto, a più livelli, di lessicalizzazione di ogni esperienza emotiva personale, tende, secondo l’Autore, ad anticipare le esperienze soggettive omologandone i significati (Gaburri e Ambrosiano) prima ancora di averle riconosciute nella loro singolarità inconfondibile. Attraverso alcuni frammenti clinici, l’Autore illustra come una maggiore attenzione nella pratica clinica alla semiologia della corporeità (Resnik) permetta di accedere alle tonalità emotive che caratterizzano il fondo di esperienze precedentemente sedimentate, che risultano rilevanti ai fini di una effettiva integrazione. Parole chiave: psicoanalisi, fenomenologia, psicoterapia istituzionale.

Luca Pes

L'invenzione della cucina veneziana. Consumi, turismo e identità cittadina

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 23 / 2006

The invention of Venetian cuisine. Consumption, tourism and regional identity This article considers local recipe books as works for the preservation and diffusion of knowledge: they propose a gastronomic discourse, but, at the same time, they construct a local identity which is very meaningful, because food consumption concerns everyone and is related to rituals of sociability. The essay explores the ways in which representations of gastronomy and identity in Venice have changed in the principal local recipe books. In less than one century, the Venetian cuisine has moved from a weak reputation to an image of grande cuisine; from an overwhelmingly meat culture to one predominantly based on fish; from a cuisine influenced by practices typical of other towns of the Veneto region to one that looks principally to the Adriatic and the Lagoon. These changes are examined in the context of the major transformations during this period: new food consumption habits, the advent of mass tourism, and the difficult and shifting relationship between Venice’s historical centre and the mainland.

Carlo Ravagnati

L'invenzione del territorio

L'atlante inedito di Saverio Muratori

Muovendo dall’inedito testamento muratoriano Studi per un’operante storia del territorio, il libro descrive il territorio, la sua logica compositiva, i modelli del mondo alla ricerca degli elementi logici sui quali si fonda la contemporanea concezione di spazio territoriale, quello spazio che ha cessato di contrapporsi alla città, che ha annullato l’opposizione tra natura e cultura e nel quale agisce oggi ogni progetto di architettura.

cod. 1098.2.16

Gaetano Ferrieri

L'invecchiamento sociale tra problemi di misura e di valutazione

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2002

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che coinvolge gran parte del mondo, soprattutto sviluppato. Le cause sono ben note e abbondantemente discusse: calo della natalità, riduzione della mortalità e, in qualche misura, i fenomeni migratori. Quest’articolo intende porre in evidenza alcuni limiti nelle misurazioni e nelle valutazioni correnti dell’invecchiamento sociale, un fenomeno troppo spesso relegato ai suoi contorni anagrafici. Sarebbe auspicabile, date anche le attuali dinamiche demografiche, rivedere il concetto stesso di anziano, slegandolo un po’ dalle consuete regole di definizione demografica e collocarlo in un quadro sociale più ampio che tenga conto dei diversi fattori di condizionamento: uscita effettiva dalla vita lavorativa, senescenza etc.