LIBRI DI ARTURO LANZANI

La ricerca ha estratto dal catalogo 40 titoli

Arturo Lanzani

Cultura e progetto del territorio e della città.

Una introduzione

Questo libro è una guida a un possibile viaggio in un “campo” di riflessioni, di pratiche, di teorie e di depositi materiali dai confini sfumati, un viaggio che muove dagli albori della vicenda umana e arriva a metà del XVIII secolo. Esso si rivolge non solo a urbanisti e pianificatori, ma anche ad architetti, ingegneri, geografi, agronomi, forestali, ecologi, economisti, sociologici e antropologi che si trovano a praticare o attraversare questo campo chiamato “urbanistica”, o meglio, con connotazione meno disciplinare e urbanocentrica, “pianificazione e progettazione urbana e territoriale”.

cod. 81.1.5

Arturo Lanzani

Città territorio urbanistica tra crisi e contrazione.

Muovere da quel che c'è, ipotizzando radicali modificazioni

Il particolare modello italiano di regolazione tra economia, politica, società e territorio ha portato allo sfacelo del suo territorio: di difficile manutenzione, soggetto a dissesto idro-geologico e a degrado ecologico, incapace di farsi paesaggio e incapace di dare benessere ai suoi abitanti e di attrarre e sostenere le loro attività economiche. Questo libro propone degli spunti per perseguire una strada diversa, al fine di pensare un differente futuro o perlomeno criticare un presente insoddisfacente.

cod. 1588.41

Simone Rusci

La città senza valore.

Dall’urbanistica dell’espansione all’urbanistica della demolizione

In Italia molti territori stanno conoscendo quella che è comunemente definita contrazione urbana. Questo volume si interroga sull’effettiva reversibilità del fenomeno urbano, sulle disparità e diversità che caratterizzano la crescita e sulle strategie urbanistiche e territoriali che possono, nel prossimo futuro, garantire la compresenza tra ciò che è dismesso e ciò che continua a mantenere il proprio valore d’uso e di mercato. Il testo tratteggia poi alcuni orizzonti per una visione della città dopo la lunga stagione della crescita, negli spazi fisici ed economici nei quali la rigenerazione urbana stenta a entrare.

cod. 1862.230

Federica Corrado

Urbano montano

Verso nuove configurazioni e progetti di territorio

Questo volume mette un ulteriore tassello nell’interpretazione contemporanea dei territori del nostro Paese, riannodando i fili tra città e montagna, mettendo a fuoco quel sistema di nodi e filamenti urbani lungo i quali si è diffusa non solo un’urbanizzazione più o meno continua, ma soprattutto forme di nuova urbanità. Forme urbane inedite che non mettono in contrapposizione la cultura urbana con quella montana, ma sperimentano, ibridano e producono nuove dimensioni territoriali, coagulandosi intorno alle città piccole e medie delle Alpi e degli Appennini.

cod. 1862.226

Francesco Curci, Agim Kërçuku, Arturo Lanzani

Le geografie emergenti della contrazione insediativa in Italia. Analisi interpretative e segnali per le politiche

CRIOS

Fascicolo: 19-20 / 2020

L’articolo intende esplorare l’emergente geografia della contrazione insediativa del territorio italiano. Poiché il riconoscimento di una nuova geografia della contrazione richiede un’azione di smontaggio delle immagini consolidate legate allo spopolamento e l’abbandono dei contesti montano-rurali, l’aggettivo "emergente" assume qui un ruolo fondamentale. L’ipotesi che muove questo lavoro è infatti che le cosiddette aree interne siano un ambito di contrazione del tutto consolidato. La geografia della contrazione investe però anche altri contesti. Con intensità differenti riguarda porzioni di territorio al centro nel processo di urbanizzazione novecentesca, come interstizi e frange metropolitani più fragili, le città medie con differenti livelli di centralità funzionale, i contesti periurbani e del continuum urbano-rurale di pianura e di collina, ovvero una parte consistente di quella che chiamiamo Italia di mezzo.

Alessandro Alì, Arturo Lanzani

Nello spazio periurbano della metropoli estesa: piano e progetti per Romano di Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 93 / 2020

Il caso di Romano di Lombardia, a cavallo tra le province di Bergamo, Brescia e Cremona, racconta del tentativo di un piccolo centro di costruire un percorso di rilancio e valorizzazione in controtendenza alla visione di sviluppo oggi prevalente all’interno dei territori periurbani della megalopoli padana. L’integrazione di piano e progetti, l’attenzione rivolta alla salvaguardia della risorsa ‘suolo inedificato’, la centralità della ricomposizione e della manutenzione straordinaria delle infrastrutture cittadine a supporto della qualità della vita quotidiana costituiscono i caratteri salienti di una vicenda urbanistica particolarmente densa, in corso dal 2016. Il tentativo di costruire una prospettiva di equilibrio e non più di crescita dell’urbanizzato si scontra tuttavia con evidenti difficoltà, il cui superamento richiede un radicale cambiamento di rotta del fare urbanistica.

Cristiana Mattioli

Mutamenti nei distretti

Produzione, imprese e territorio, a partire da Sassuolo

I sistemi produttivi, gli spazi della manifattura e delle imprese, oggi sono soggetti a compresenti e contradditori fenomeni di espansione, contrazione e re-infrastrutturazione che sollevano importanti questioni di progettazione e governo dei loro territori. Nonostante il forte impatto della crisi economica, il distretto ceramico di Sassuolo ha visto inediti processi di riorganizzazione e consolidamento industriale che ne hanno sostenuto la tenuta con l’innovazione e che in quel territorio hanno procurato due fondamentali mutamenti dei sistemi distrettuali contemporanei.

cod. 330.6

Arturo Lanzani

L’Italia degli standard urbanistici. Che fare, oggi?

TERRITORIO

Fascicolo: 90 / 2019

La semplicità, la natura ibrida e l’efficacia fanno degli standard urbanistici un dispositivo tutt’ora influente entro i processi di trasformazione del territorio italiano. Diversamente declinati a seconda dei contesi insediativi, amministrativi e politici, gli standard hanno prodotto lasciti differenziati, ma nel complesso hanno reso possibile la composizione di un patrimonio di manufatti ricco e diffuso, spesso attraverso politiche di estensione del demanio e di cattura della rendita fondiaria. Questo patrimonio è oggi un’eredità importante, ma si accompagna a problemi manutentivi, di destinazione, di ridefinizione delle pertinenze, di modalità di gestione. Il saggio ripercorre la parabola degli standard urbanistici e argomenta due piste di lavoro per prefigurarne il prossimo futuro.

I casi presentati in questo servizio ci consentono tentativamente di tratteggiare una geografia della produzione del nostro Paese (e forse di porzioni significative di Europa) che riconosce percorsi e traiettorie di sviluppo diversificate per i contesti urbanometropolitani, le urbanizzazioni diffuse e distrettuali e le aree interne. A questa geografia corrisponde una agenda differenziata per le politiche urbanistiche territoriali e urbanistiche a cui possono e debbono legarsi ipotesi di scenario differenti e variegate esplorazioni progettuali. Tuttavia l’immaginario standardizzato dello sviluppo e l’idea banalizzata del territorio propria degli attori forti (economici, amministrativi, tecnici) non lasciano molto spazio alla speranza che esse vengano assunte come il punto di partenza delle politiche territoriali del nostro Paese

Daniela De Leo

L'urbanistica dei prof(ass)essori.

Esperienze e competenze nell'amministrazione pubblica e per la didattica

Il volume raccoglie i contributi di un gruppo di docenti di urbanistica delle università italiane che per un certo periodo ha assunto il ruolo di assessori (all’urbanistica, al governo del territorio e simili) a livello comunale, provinciale e regionale. La raccolta prova a gettare luce su cosa è stato fatto da un gruppo di urbanisti ‘prestati all’amministrazione’ per poter meglio selezionare e rafforzare l’insegnamento di cose utili e necessarie a studenti e professioni.

cod. 1862.199

Arturo Lanzani, Gabriele Pasqui

L'Italia al futuro

Città e paesaggi, economie e società

A 150 anni dall’Unità d’Italia, gli Autori propongono quattro esiti possibili della crisi economica, sociale, ambientale e anche politica e istituzionale del nostro Paese. Sullo sfondo opera il tentativo di rileggere la storia d’Italia nella seconda metà del XX secolo, ponendo al centro le relazioni complesse tra economie e paesaggi, tra processi sociali e variabili territoriali.

cod. 1588.38

Arturo Lanzani, Chiara Merlini, Federico Zanfi

Quando «un nuovo ciclo di vita» non si dà. Fenomenologia dello spazio abbandonato e prospettive per il progetto urbanistico oltre il paradigma del riuso

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 109 / 2014

Il nostro paese attraversa oggi una fase distante da quella che fino al recente passato ha ampiamente condizionato il progetto urbanistico. L’ipotesi di questo paper è che molti degli edifici oggi sottoutilizzati e abbandonati porranno forti resistenze a un progetto di riuso. Sarà necessario ripensare il ruolo dell’azione urbanistica, che dovrà orientarsi non tanto verso una prospettiva di ricomposizione, quanto verso la definizione di modalità di convivenza con tali forme di abbandono.

Arturo Lanzani

Un’esperienza inaspettata. Indizi della ‘ndrangheta in Lombardia

TERRITORIO

Fascicolo: 63 / 2012

Today the mafia are building a new landscape in the North, which is to say they are formulating spatial rules in which land is no longer a public asset. It is generating a new economy - it is fuelling new property processes through new urbanisation, sub-contracts and earth movement - by supporting ‘plans’ in which increasingly more areas are being classified as for building. The reconstruction of this metamorphosis by looking at signs and traces, experiences and news stories is the premise for a new assumption of responsibility.

Arturo Lanzani

Spazi aperti periurbani e nuove agricolture in Brianza

TERRITORIO

Fascicolo: 60 / 2012

Brianza is a prototype of recurring situations in the relationship between residential spaces and agricultural spaces in contemporary towns and cities. Described in terms of their differences, these show the evolution of the historical landscape, the reasons for its deterioration and new planning possibilities. The simplifi ed fabric of the Vimercate countryside, the strings of woodland and built-up areas in the hills, the clearings in urban areas and the woodland and countryside of the Groane open up prospects for new and different types of urban agriculture linked to local specifi cities. The future proposed is plural and examines different relationships between agriculture, collective spaces, the redevelopment of existing settlements, choosing the path of a halt to urban growth and the reconstruction of infrastructure and landscape quality in the Brianza area.

Camilla Perrone, Iacopo Zetti

Il valore della terra.

Teoria e applicazioni per il dimensionamento della pianificazione territoriale

Il soddisfacimento delle esigenze abitative e produttive ha messo a rischio il bacino di risorse vitali di cui disponiamo. Il volume affronta il tema del consumo di territorio e si interroga sul possibile contributo della pianificazione territoriale al blocco e all’inversione di questo processo.

cod. 1810.2.20

Against the current: to construct nature and create landscape in the diffusely urbanised open spaces of the Alpine foothills - One first consideration is to insist on the centrality of a political commitment to the redevelopment of residual open spaces for the development of the densely congested conurbation of the Alpine foothills. Residual open spaces can be reconsidered through a profound action to renew them as nuclei and corridors with a high degree of reconstructed naturalness: like islands of urban countryside; like spaces for collective enjoyment and meeting places for populations that are ever more different; like places of quiet and slowness in noisy and fast communities. Open spaces which when transformed into green infrastructures and parks (agricultural, leisure and nature areas) can restore ecological balance and spread elements of ‘urbanity’ to an urbanisation which seems to present elements of crisis today because of its low level of liveability, its environmental unsustainability, its perennial congestion, its absence of any type of care for unbuilt on land, the poverty of urban places and the more general crisis of liveability (the cause of which today is now the quantity of urbanised land). A second consideration examines the process of the reciprocal adjustment of two tendentially conflicting policies: to construct a motorway and to identify a green corridor. This reciprocal adjustment occurs both through the strategic and planning interpretation of the environmental compensations of a motorway and through a rethinking of the ‘North green Dorsal’ project as an active policy and not just as a constraint.