Titolo Rivista DE IUSTITIA ET IURE
Autori/Curatori Stefano Ferracuti
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 13 P. 145-157 Dimensione file 0 KB
DOI 10.3280/ius2026oa22650
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l lavoro analizza l'evoluzione delle reti criminali, evidenziando il passaggio da strutture gerarchiche come precedentemente concepite a piattaforme tecnologiche e relazionali complesse. Le High-Risk Criminal Networks (HRCNs) non sono più semplici "bande", ma infrastrutture che operano come imprese di servizi, superando il modello organizzativo piramidale, acquisendo competenze specifiche, e infiltrando l’economia legale. L'AI non è solo un "tool", ma un acceleratore strategico che cambia il DNA del crimine, consentendo a soggetti con scarse competenze di gestire truffe complesse, automatizzando il phishing, i deepfakes, la clonazione di voci per frodi e favorendo il disimpegno emotivo. Gli attori di queste reti vanno valutati in relazione alla loro posizione funzionale. Gli HRCNs possono essere proxy per entità destabilizzanti tramite minacce ibride e l’uso delle reti come moltiplicatori di disordine. Per affrontare l’attuale situazione occorre un approccio che integri: Network Analysis Digital Forensics e Criminologia Clinica. Questo quadro trasforma la lotta al crimine da una semplice attività repressiva a una sfida di governance tecnologica e cooperazione internazionale, come indicato dall'EU AI Act.
Parole chiave:reti criminali ad alto rischio;criminalità organizzata;HRCN;minacce ibride;AI;MUAI;disinformazione;FIMI
Stefano Ferracuti, Reti criminali ad alto rischio e minacce ibride in "DE IUSTITIA ET IURE" 1/2026, pp 145-157, DOI: 10.3280/ius2026oa22650