Titolo Rivista SOCIOLOGIA DEL LAVORO
Autori/Curatori Manuel Trevisan
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/174
Lingua Inglese Numero pagine 22 P. 52-73 Dimensione file 271 KB
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This article examines misbehaviour practices among fast-food workers, an industry characterized by a standardized labour process and a high degree of managerial control. Karlsson (2012) expands on Ackroyd and Thompson’s (1999) conceptualization of misbehaviour by analyzing behaviors that do not conform to organizational expectations and that are directed towards those at the top of power hierarchies as forms of resistance. Using the concept of misbehaviour as a heuristic device, this study explores the tacit forms of resistance enacted by fast-food workers to reclaim the subjective meaningfulness of their work when objective sources of meaning are limited. From exercising mobility power through quitting to engaging in silent workplace rebellions, such as quiet quitting, fast-food workers enact daily practices of resistance that allow them to assert autonomy and dignity, thereby creating meaningful work experiences.
Il presente articolo esamina le pratiche di misbehaviour tra le lavoratrici e i lavoratori dei fast-food, un settore caratterizzato da processi lavorativi standardizzati e da un elevato grado di controllo manageriale. Karlsson (2012) amplia la concettualizzazione di misbehaviour di Ackroyd e Thompson (1999), analizzando quei comportamenti non conformi alle aspettative organizzative e rivolti verso i vertici delle gerarchie di potere come forme di resistenza. Utilizzando il concetto di misbehaviour come dispositivo euristico, questo studio esplora le forme tacite di resistenza messe in atto dai lavoratori e dalle lavoratrici dei fast-food per rivendicare la significatività soggettiva del proprio lavoro laddove le fonti oggettive di senso appaiono limitate. Dall'esercizio del proprio mobility power attraverso le dimissioni, all'adesione a ribellioni silenziose sul luogo di lavoro, come il quiet quitting, i lavoratori dei fast-food attuano pratiche quotidiane di resistenza che consentono loro di affermare autonomia e dignità, creando così esperienze lavorative dotate di senso.
Parole chiave:Labour process theory (LPT), misbehaviour, standardizzazione, fast food.
Manuel Trevisan, Resisting fast food: practices of misbehaviour against organizational standardization in "SOCIOLOGIA DEL LAVORO " 174/2026, pp 52-73, DOI: