Oltre il sintomo
Autori:

Giammateo Secchi

Oltre il sintomo

Il setting nel lavoro sociale ed educativo come pratica di cura e di partecipazione

Oltre il sintomo propone una pedagogia della soglia: un modo di stare nel lavoro sociale ed educativo che assume il setting – spazi, tempi, ruoli, linguaggi, oggetti e aspettative –, non come contenitore neutro dell’intervento, ma come dispositivo che produce effetti, orienta sguardi e distribuisce potere. Un libro per educatori, assistenti sociali, coordinatori e formatori dei servizi alla persona, e per chi, nell’università come nei servizi, cerca strumenti per non ridurre le vite a sintomi.

Pagine: 132

ISBN: 9788835196525

Edizione: in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 292.3.45

Pagine: 132

ISBN: 9788835198802

Edizione:in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 292.3.45

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione: No

Formato: PDF con DRM Readium LCP

Informazioni sugli e-book

Pagine: 132

ISBN: 9788835198819

Edizione:in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 292.3.45

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione: Sì

Formato: ePub con DRM Readium LCP

Informazioni sugli e-book

«La bambina puzza». Da tre parole pronunciate in una riunione d’équipe può dipendere un’intera identità professionale. Si può leggere l’odore come un sintomo da correggere, è la strada del problem solving lineare e rassicurante, oppure fermarsi sulla soglia e lasciarsi interrogare su cosa quel corpo stia cercando di dire. È la strada del problem setting, ed è da qui che muove questo libro. Oltre il sintomo propone una pedagogia della soglia: un modo di stare nel lavoro sociale ed educativo che assume il setting, spazi, tempi, ruoli, linguaggi, oggetti e aspettative, non come contenitore neutro dell’intervento, ma come dispositivo che produce effetti, orienta sguardi e distribuisce potere. Prendersene cura non è una tecnica in più: è un atto politico. Attraverso scene di lavoro reali proponiamo di decostruire le definizioni automatiche del “problema”, abitare l’incertezza senza scivolare nella paralisi, e trasformare la relazione, la comunità e l’organizzazione in setting intenzionali di cura fondati sulla partecipazione attiva delle persone con cui operiamo.
Ne emerge una proposta che ricolloca il lavoro sociale ed educativo nello spazio pubblico, e non soltanto nel rapporto a due tra operatore e persona con cui si opera. La cura, nella accezione sociale, esprime allora resistenza quotidiana alla standardizzazione e la partecipazione diviene espressione di dimensioni evolutive della personalità dei cittadini. Il volume si chiude con gli interventi di Francesco Cappa, sulla clinica della formazione e l’apprendimento trasformativo, e di Francesca Maci, sulla partecipazione come pratica di cura nel servizio sociale.
Un libro per educatori, assistenti sociali, coordinatori e formatori dei servizi alla persona, e per chi, nell’università come nei servizi, cerca strumenti per non ridurre le vite a sintomi.

Giammatteo Secchi è un social worker nel senso più ampio del termine, là dove il confine tra educatore, assistente sociale e attivista sfuma, rendendo la professione forse più opaca ma anche più ricca di umanità. È stato Giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano e docente a contratto presso la Facoltà di Servizio Sociale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Collabora stabilmente con la cooperativa sociale La Casa davanti al sole, occupandosi di progettazione di comunità. Ha pubblicato Lavorare con le famiglie nelle comunità per minori (Erickson, Trento), Tutela minorile e processi partecipativi (FrancoAngeli, Milano) e Una bussola per la cura: spiritualità e responsabilità nel lavoro sociale (In Dialogo, Milano).

Introduzione. Lo sguardo che decide

La soglia dello sguardo. Decostruire il sintomo, accogliere la persona

  • La scena dell’odore
  • Smontare la scena automatica
  • Il peso delle definizioni
  • Fermarsi sulla soglia: il problem setting come atto pedagogico
  • Verso una comunità di sguardi

La soglia come categoria pedagogica. Teoria dell’abitare l’incertezza

  • Oltre l’antropologia: la soglia come dispositivo
  • Abitare il “terzo spazio”
  • La vita sulle soglie: una prospettiva fenomenologica
  • Le interferenze esterne e il rischio della stasi
  • Il discernimento: l’arte della spinta
  • Conclusioni

La fame nascosta. Dal vuoto di senso alla relazione che interroga

  • Il divano come spazio liminale
  • Oltre il sintomo, il deserto di senso
  • Il setting come “diritto al digiuno”
  • Lo spazio di sospensione
  • La microfisica della fame: dal sintomo alla domanda condivisa
  • Il cerchio delle domande: la comunità come nutrimento simbolico
  • Dalla fame condivisa al cibo che si costruisce: il ponte verso i valori

I valori che camminano. Dal gesto alla comunità che si fa pratica

  • Due livelli di relazione
  • La scena del muro sporco
  • Dai principi alle pratiche: il fallimento dei valori predicati
  • Valori incarnati
  • La pratica: osservare e modificare la scena
  • Contro l’adattamento: i valori come pratica di libertà
  • Il negativo come risorsa del setting
  • Quando il dispositivo si inceppa
  • Realismo clinico: il no che protegge la Libertà

Gli strumenti del viaggio. Progettare il setting come architettura della cura

  • Dal gesto al setting
  • La materialità che educa
  • Il tempo
  • Lo spazio: la politica delle mura e delle soglie
  • La comunicazione: oltre il contenuto, la danza del potere
  • L’osservazione: lo sguardo che trasforma lo sguardo
  • L’analisi strutturale del setting
  • Dalla grammatica degli strumenti alla sintassi della cura
  • Perché prendersi cura (care)

La cura come sovversione. Dall’etica della care alla politica del limite

  • Oltre l’assistenza: la care come atto politico
  • La care come atto di potere
  • La care come antidoto al narcisismo e al nichilismo passivo
  • Dalla cura alla comunità: il circolo virtuoso

Tessere rapporti. Dalla microcomunità empatica alla rete che rigenera

  • Un pomeriggio al CAG
  • La comunità come dispositivo, non come luogo
  • Microcomunità empatiche: l’architettura di un cerchio che tiene
  • Un cerchio per chi non vuole stare in cerchio?
  • Il cerchio e la piramide: un’esperienza che cambia il punto di vista
  • Dall’isola alla rete: il contagio della pratica
  • Il ponte più arduo: dalla rete all’organizzazione

Organizzazioni che respirano. Il setting comunitario come bilanciamento dei poteri

  • La scena del “progetto fotocopia”
  • L’organizzazione tra DNA pedagogico e deriva aziendalista
  • L’organizzazione come testo da decifrare e riscrivere
  • Coerenza pedagogico-organizzativa

Una esperienza. Il Tavolo della Care

  • L’origine del dispositivo: la costruzione di una scena intenzionale
  • La care come fondamento: oltre la tecnica, dentro il DNA professionale
  • La metamorfosi del dispositivo: scomposizione e policentrismo
  • La ridefinizione del setting: il territorio come dispositivo
  • L’interferenza con le istituzioni: Scuola, Sanità e il “terreno comune”
  • Abitare le fatiche: verso una nuova cultura della partecipazione
  • Conclusione: il Tavolo come laboratorio d’esperienza

Il giusto tempo del rientro

  • DRAFT: un dispositivo educativo per la tutela minorile
  • DRAFT: una parola che contiene il programma
  • Una mancanza nella tutela minorile
  • Dal deficit al desiderio: ribaltare la logica dell’intervento
  • DRAFT dentro P.I.P.P.I.: una cornice istituzionale, una sintonia metodologica
  • Il viaggio e i pathfinder: Family Mentor e Family Linker
  • Come si muove DRAFT nel tempo di una famiglia
  • CANS come pratica democratica dell’assessment
  • Tre cornici, una sintassi della cura
  • DRAFT come proposta di policy

Conclusioni

  • Per una pedagogia della soglia
  • Dalla metafora alla prassi: la soglia come dispositivo
  • L’etica della soglia
  • Dalla soglia alla care: una resistenza quotidiana

Bibliografia

Francesco Cappa, Clinica della formazione, riflessione e apprendimento trasformativo

  • La clinica della formazione: alcune cornici di riferimento
  • Prospettiva clinica e apprendimento trasformativo

Francesca Maci, Partecipazione come pratica di cura: il giusto tempo dell’accoglienza

  • La cura che non sostituisce
  • Quando l’aiuto disabilita
  • L’ignoranza intelligente: il primo gesto della cura
  • Partecipare per conoscere: la giustizia epistemica nella tutela minorile
  • Dall’idea di collocamento all’idea di accoglienza
  • Partecipazione, social work e costruzione del futuro
  • Ragione e sentimento nei percorsi di accoglienza
  • Bibliografia

Contributi: Francesco Cappa, Francesca Maci

Collana: Scienze della formazione

Argomenti: Pedagogia generale e prospettive dell'educazione - Strumenti per educatori

Livello: Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari

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