Pasolini e i media

A cura di: Vanni Codeluppi

Pasolini e i media

Pier Paolo Pasolini è stato uno dei più importanti personaggi della cultura italiana del Novecento. Nel centenario della nascita, il volume raccoglie alcune sue riflessioni che riguardano il mondo dei media. Si tratta di riflessioni che egli ha sviluppato con notevole impegno perché le considerava molto rilevanti. Possono perciò essere utilizzate ancora oggi per comprendere il funzionamento di due strumenti di comunicazione estremamente importanti: il cinema e la televisione.

Edizione a stampa

15,50

Pagine: 92

ISBN: 9788835135944

Edizione: 1a edizione 2022

Codice editore: 246.26

Disponibilità: Discreta

Pagine: 92

ISBN: 9788835134923

Edizione:1a edizione 2022

Codice editore: 246.26

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: PDF con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

Pagine: 92

ISBN: 9788835134930

Edizione:1a edizione 2022

Codice editore: 246.26

Possibilità di stampa: No

Possibilità di copia: No

Possibilità di annotazione:

Formato: ePub con DRM per Digital Editions

Informazioni sugli e-book

"Pasolini fu il primo grande studioso dei media e, più in generale, delle comunicazioni di massa nonché dei loro effetti sociali sulla cultura italiana". Michele Cometa, Studi culturali, p. 170

"Pasolini era influenzato dalle idee sviluppate da Barthes nei primi anni Sessanta e pensava dunque che il linguaggio del cinema dovesse essere considerato un linguaggio che funziona in maniera particolare perché opera una specie di trascrizione della realtà. Può agire pertanto grazie all'esistenza di un vero e proprio "codice della realtà" che corrisponde totalmente a quello del cinema e consente agli esseri umani di comprendere le immagini presentate da tale linguaggio espressivo. Secondo Pasolini, cioè, il cinema dev'essere considerato uno strumento di comunicazione che fissa sulla pellicola i comportamenti concreti dei corpi umani, così come le tracce grafiche su un foglio di carta sono in grado di stabilizzare le parole che vengono pronunciate da una persona. Ogni film, dunque, si limita a raccogliere e a comprimere la realtà e il cinema si caratterizza per funzionare come una specie di lingua scritta della realtà". Dal capitolo "Il cinema" di Vanni Codeluppi

Pier Paolo Pasolini è stato uno dei più importanti personaggi della cultura italiana del Novecento. Nel centenario della nascita, il volume raccoglie alcune sue riflessioni che riguardano il mondo dei media. Si tratta di riflessioni che egli ha sviluppato con notevole impegno perché le considerava molto rilevanti. Possono perciò essere utilizzate ancora oggi per comprendere il funzionamento di due strumenti di comunicazione estremamente importanti: il cinema e la televisione. A ciascuno di tali strumenti viene dedicato nel volume uno specifico capitolo, che si avvale anche dei contributi di Gianfranco Marrone e Giulio Sapelli.

Vanni Codeluppi
insegna Sociologia dei media all'Università IULM di Milano. Negli ultimi anni, per i nostri tipi, ha pubblicato Dizionario dei media (2020) e Umberto Eco e i media (2021) e ha curato i volumi Fellini e la pubblicità (2020) e Chanel (2021). Recentemente ha pubblicato anche Jean Baudrillard (2020), Leggere la pubblicità (2021) e Vetrinizzazione (2021).

Premessa
Introduzione. Pasolini e la società di massa
Il cinema
(Pasolini rompiscatole?; Gianfranco Marrone, Pasolini e il cinema)
La televisione
(Pasolini, la televisione e il corpo delle donne; Giulio Sapelli, La televisione e Babilonia)
Riferimenti bibliografici
Fonti dei testi.

Contributi: Gianfranco Marrone, Giulio Sapelli

Collana: Comunicazione e società

Argomenti: Cinema - Arte, cultura e spettacolo - Sociologia dei processi culturali

Livello: Saggi, scenari, interventi

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