Il Mezzogiorno nel sistema politico italiano.

Classi dirigenti, criminalità organizzata, politiche pubbliche

Contributi
Luciano Brancaccio, Roberto Foderà, Giovanni Frazzica, Lidia Lo Schiavo, Michele Mannoia, Vittorio Martone, Giancarlo Minaldi, Antonio Russo, Attilio Scaglione, Vincenzo Scalia, Alberto Tulumello
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 272,      1a edizione  2012   (Codice editore 243.2.22)
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Il Mezzogiorno nel sistema politico italiano. Classi dirigenti, criminalità organizzata, politiche pubbliche
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In breve

Politologi e sociologi si interrogano sulle ragioni della lunga persistenza della questione meridionale e sull’impatto che essa ha avuto sul funzionamento del sistema politico italiano, nonché sulla sostanziale coincidenza tra la fine della “Prima Repubblica” e la marginalizzazione del Mezzogiorno nell’agenda politica dell’ultimo ventennio, sotto l’incalzare di un’inedita questione settentrionale.

Presentazione del volume

Dopo più di quarant'anni di intervento straordinario e i successivi venti di aiuti europei e di politiche di sviluppo locale, il problema meridionale rappresenta ancora una questione irrisolta. Ciò, naturalmente, non significa che dal secondo dopoguerra ad oggi il Mezzogiorno non abbia subito profonde trasformazioni e significativi processi di modernizzazione. Tuttavia, il divario rispetto al centro-nord è rimasto pressoché immutato in termini relativi. Dalla produzione agli investimenti, dall'occupazione alle infrastrutture, dai servizi privati a quelli pubblici, dal rendimento della pubblica amministrazione alla protezione dell'ambiente e del territorio, dal sistema sanitario all'istruzione, dalla legalità al senso civico, non c'è indicatore quantitativo o qualitativo che non testimoni la persistenza della questione meridionale.
I contributi di politologi e sociologi contenuti in questo volume si interrogano sulle ragioni di questa lunga persistenza e sull'impatto che essa ha avuto sul funzionamento del sistema politico italiano, nonché sulla sostanziale coincidenza tra la fine della "Prima Repubblica" e la marginalizzazione del Mezzogiorno nell'agenda politica dell'ultimo ventennio, sotto l'incalzare di un'inedita questione settentrionale. In particolare, si mettono a fuoco tre aspetti del problema: le caratteristiche delle classi dirigenti, il radicamento della criminalità organizzata, le difficoltà delle politiche di sviluppo. Questi nodi, pur mantenendo una specificità territoriale, non sono circoscrivibili al territorio meridionale, ma per essere compresi e sciolti vanno inquadrati in una visione d'insieme che ricollochi il Mezzogiorno al livello di "questione nazionale" ed "europea".

Antonio La Spina insegna Sociologia generale, giuridica e politica all'Università di Palermo e Valutazione delle politiche pubbliche alla Luiss "Guido Carli" di Roma.
Claudio Riolo insegna Scienza politica e Analisi delle politiche pubbliche all'Università di Palermo.

Indice



Antonio La Spina, Claudio Riolo, Introduzione
Parte I. Classi dirigenti
Luciano Brancaccio, Vittorio Martone, I politici rionali. Ceto politico locale e forme di aggregazione del consenso a Napoli
Giancarlo Minaldi, Le vie del declino di un modello di rappresentanza: il ceto politico meridionale nei governi della transizione italiana
Claudio Riolo, Centralità del Mezzogiorno e classi dirigenti nel sistema economico e politico italiano: uno schema interpretativo
Parte II. Criminalità organizzata
Giovanni Frazzica, Percorsi di formazione della (s)fiducia: la costruzione giornalistica dei rapporti tra mafia e politica
Michele Mannoia, Vincenzo Scalia, L'osmosi tra mafie, politica ed economia
Le dimensioni del potere mafioso: l'élite di Cosa nostra
Parte III. Politiche pubbliche
Antonio La Spina, La politica per il Mezzogiorno nell'Italia repubblicana
Antonio Russo, Lidia Lo Schiavo,
Governance, politiche di sviluppo e capitale sociale. L'esperienza della progettazione integrata in Basilicata e Calabria
Alberto Tulumello, Roberto Foderà,
Gli anni dello "sviluppo autonomo" del Mezzogiorno e della Sicilia
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