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Adriana De Francisci, Tiziana Piersanti

Alla conquista della genitorialità: gruppo per genitori di pazienti all’esordio del disturbo psicotico

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 40 / 2014

Dopo aver lavorato per molti anni con le famiglie e i gruppi multifamiliari, all’interno di un Dipartimento di Salute Mentale, le autrici descrivono l’esperienza di un gruppo per genitori di pazienti all’esordio del disturbo psicotico, pazienti in carico al Nucleo Interventi Precoci, operante nello stesso Dipartimento. Gli aspetti salienti di tale esperienza, orientata da un modello relazionale sistemico, riguardano il lavoro sulle relazioni genitori-figli, contestualizzate nelle loro storie personali e familiari. Nel gruppo vengono trattate distintamente le tre dimensioni della genitorialità: l’esercizio, la pratica e l’esperienza. Le strategie attraverso le quali si è articolato l’intervento mirano a favorire nel gruppo la funzione riflessiva, il contenimento e la modulazione degli affetti e delle emozioni e il riconoscimento reciproco, funzioni indispensabili per lo sviluppo di una posizione adulta e genitoriale.

Adriano Giannola

Energia, crescita e sviluppo

RIVISTA DI STUDI SULLA SOSTENIBILITA'

Fascicolo: 1 / 2011

Il presente lavoro esamina il complesso rapporto tra energia e sviluppo, proponendo tre diversi livelli dai quali analizzare il problema. Il primo livello focalizza l’attenzione su cosa sia l’energia che chiediamo alle fonti energetiche. Il secondo livello, superando il vizio della segmentazione del problema dei "limiti alla crescita" distingue tra una crescita possibile del sistema e l’inevitabile necessità di sviluppo di sottoinsiemi del sistema. Infine, il terzo livello di analisi, si concentra sullo specifico caso Italia, ove il tentativo di conciliare sviluppo e crescita è da sempre imposto dal persistente dualismo economico e sociale. L’autore conclude l’analisi sottolineando l’urgenza di una svolta per uscire dal circolo vizioso per cui una bassa offerta di capitale umano, modello di specializzazione e bassa domanda di capitale umano si alimentano a vicenda.

Adriano Giannola

Il credito del Sud: il caso Banco di Napoli

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2002

Il credito del Sud: il caso Banco di Napoli (di Adriano Giannola) - ABSTRACT: Questo articolo sviluppa una riflessione sul risanamento del mercato del credito del Mezzogiorno. Si propone dapprima una sintetica valutazione del cosiddetto processo di consolidamento del sistema creditizio che ha determinato la scomparsa di banche meridionali autonome. Si procede poi a considerare il caso del Banco di Napoli, con un approfondimento sugli eventi e gli interventi che attraverso il salvataggio e la sua privatizzazione hanno determinato la sorte della principale banca meridionale.

Adriano Giannola

Le imprese meridionali negli anni '90

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 1 / 2000

Le imprese meridionali negli anni ’90 (di Adriano Giannola) - ABSTRACT: Questo articolo tratta dell’evoluzione dell’industria manifatturiera nel Mezzogiorno d’Italia negli ultimi dieci anni e delle sue prospettive future. Vengono discusse le ragioni del processo di sotto dimensionamento che sta investendo la struttura industriale dell’area, concludendo che esso rappresenta una risposta ai vincoli finanziari e di liquidità che nel Mezzogiorno si avvertono in modo particolarmente severo. Se, da un lato, il sotto dimensionamento consente alle (piccole) imprese di ritrovare un equilibrio finanziario, dall’altro, esso non può che influenzare negativamente la performance industriale. Per affrontare tali vincoli, due sembrano essere le alternative possibili, entrambe in atto: la prima è rappresentata da una significativa espansione sui mercati esteri, la seconda dalla crescente integrazione con il settore "sommerso" dell’economia. Le due alternative possono convivere in una strategia che le preveda entrambe, ma è chiaro che ciascuna di esse ha effetti diversi sulla propensione al sotto dimensionamento delle imprese. Infine, sulla base di dati empirici, viene discussa la rilevanza ed il significato di tali alternative, insieme alle loro implicazioni sul versante della politica economica.

Adriano Zamperini, Ines Testoni, Ingrid Pogliani, Salvatore Bazzano

Familismo e capitale sociale: il posto della donna nel pensiero mafioso

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2008

Familism and social capital: the role of women in the mafia thought In this research the representations of feminine and masculine roles in the mafia thought have been studied using a qualitative analysis of the texts collected during clinical interviews with five collaborators of justice. The relation between the intimate and the social relationships is addressed as well as the problem of amoral familism that is at the roof of the mafia sub-culture. Data show that the mesosystem and macrosystem levels are not present at all, while the microsystem includes totally the mesosystem.

Agostino Bistarelli

La sfida dell’esilio: osservazioni e risposte

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 141 / 2013

Rispondendo ai commentatori della ricerca sugli esuli, l’articolo legge la ripresa degli studi sul tema come esito delle sollecitazioni poste dalla globalizzazione della società contemporanea. Viene sottolineato il continuo rimando nel tempo e nello spazio tra motivi e personaggi: l’esilio, con le reti politiche e culturali che costruisce, forma una opinione pubblica da indagare attraverso una histoire croisée continentale. Queste interazioni, presenti anche nella sfera economica, restituiscono una dimensione concreta delle strategie usate dagli esuli, dalle loro famiglie e dalle comunità che li accolgono.

Alain de Janvry

La logica delle aziende contadine e le strategie di sostegno allo sviluppo rurale

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 4 / 2000

La logica delle aziende contadine e le strategie di sostegno allo sviluppo rurale (di Alain de Janvry) - ABSTRACT: A dispetto della loro diffusa povertà, le aziende contadine mostrano una considerevole resilienza. Il paradosso della persistenza nonostante la povertà si spiega considerando la capacità di questi gruppi di produttori di porre in atto strategie creative di adattamento a condizioni di carenza di beni capitali, di fallimenti del mercato, di fallimenti istituzionali, e di carenza di beni e servizi pubblici. A partire da tali strategie di adattamento è possibile individuare nuovi approcci allo sviluppo rurale, volti a promuovere la competitività della produzione contadina attraverso l’identificazione delle strategie che hanno, in più di un caso, permesso l’affrancamento dall’indigenza. A riguardo è cruciale focalizzare l’attenzione sullo sviluppo regionale, e sostenere gli sforzi delle aziende contadine pluriattive, che combinano la partecipazione alle attività agricole più dinamiche alla produzione di reddito attraverso l’occupazione in attività non agricole nelle aree rurali. Questo approccio allo sviluppo rurale, che muove da una prospettiva territoriale ed intersettoriale, è direttamente in linea con quanto propose a suo tempo Manlio Rossi-Doria per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia. Attraverso numerosi esempi, il lavoro mostra che questo approccio offre buone opportunità di trasformare l’investimento nei poveri delle aree rurali in un buon affare.

Alain Ehrenberg

Le terapie psicosociali o il nuovo spirito della cura

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2021

Le terapie psicosociali (come la riabilitazione) e la problematica della recovery, a cui sono generalmente associate, si sviluppano in Francia dall’inizio del 21° secolo. Costituiscono il paradigma di un nuovo spirito della cura che consiste nella risocializzazione dell’individuo secondo dei criteri di autonomia e rappresentano una radicale svolta individualistica delle pratiche terapeutiche d’ispirazione cognitivo-comportamentale: una svolta sociale, cioè un cambiamento nelle modalità correnti d’intervento sul paziente. L’articolo propone una lettura sociologica di tale nuovo spirito della cura nell’ambito della salute mentale contemporanea: ciò implica una sua collocazione nel contesto delle interazioni tra l’essere umano e la società. Saranno, dunque, descritte le reciproche relazioni tra nuovi ideali sociali d’autonomia individuale (l’ideale delle potenzialità nascoste) e i cambiamenti negli approcci terapeutici ai pazienti che ormai sono concepiti in termini di handicap/risorse più che in termini di sintomi. Verrà successivamente avanzata un’ipotesi sociologica per spiegare come agiscono le terapie sui pazienti attraverso un confronto tra la guarigione individualistica, in cui si colloca la recovery del paziente, e la guarigione rituale delle società di filiazione unilineare. Lo scopo è di mettere in luce che la nostra idea dell’uomo nella società - lo spirito sociale - e la nostra idea della terapia - lo spirito della cura - si sono trasformate in modo interdipendente.

Alba Matteoni

Il tempo e lo spazio nell'universo anoressico - una relazione

RIVISTA ITALIANA DI GRUPPOANALISI

Fascicolo: 1 / 2011

La nascita della persona alla propria soggettività è collegata alla possibilità di operare una cesura nei confronti della continuità offerta dalle figure genitoriali interne, in particolare dalla madre. Questo lavoro narra la complessa relazione con una paziente anoressica per un tratto di percorso caratterizzato dalla difficoltà a operare tale cesura e, conseguentemente, ad abitare uno spazio e un tempo definiti entro cui ascoltare e prendersi cura di sé, della propria corporeità. L’ascolto dei propri desideri comporta un grosso travaglio perché apre all’Altro, alla separazione dalle istanze genitoriali interne, alla trasformazione.

Alberta Andreotti

Neighbourhoods in the globalized world

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 105 / 2014

Sono ancora rilevanti i quartieri nella vita degli individui, in un mondo in cui la mobilità diventa sempre più rilevante e si può essere connessi ovunque e con chiunque in ogni momento? Ha ancora senso guardare al quartiere per comprendere e spiegare le dinamiche di cambiamento nella e della fabbrica urbana? Come reti sociali e spazio - quartieri - interagiscono? Questa introduzione affronta questi temi a partire dai contributi presentati nel volume. Tali contributi sono stati presentati alla sessione "Quanto contano i quartieri in un mondo globale e connesso" della Conferenza Internazionale organizzata dal Research Committee 21 a Berlino nell’Agosto 2013.

Alberta Andreotti, Guido Anselmi, Christian Hoffmann

Are weak relations working? Sharing platforms and social capital

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 152 / 2018

Users’ work enables the functioning of sharing platforms, as they dedicate a sizable amount of time to read reviews to select a suitable partner to exchange with. Moreover, they provide ratings and evaluations collected by reputational algorithms, helping users to overcome informational asymmetries. The goal of this paper is to understand whether there are additional side benefits linked to users’ work on platforms, the key hypothesis being that users’ work on plat¬forms produces social capital. To investigate this, data from a EU-based multi country survey on participation to the sharing economy will be used, as well as data from focus groups. Empirical results show that as users engage with others they develop a loose common identification based on a common set of ethics. Furthermore, users undertaking more work are more likely to repeat interactions with selected partners.