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Recenti filoni di ricerca in campo manageriale si sono concentrati sulla diversita di genere e sull’impatto che quest’ultima esercita sulla performance organizzativa. Nonostante ci siano ormai numerosi studi volti a indagare questa relazione nel campo delle imprese private, minore attenzione e stata dedicata alle aziende pubbliche e, tra queste, alle aziende sanitarie. L’obiettivo di questo studio e quello di investigare la relazione tra diversita di genere e performance economico-finanziaria nelle aziende ospedaliere pubbliche italiane. A tal fine, il presente articolo analizza i dati di genere e di performance, relativi al periodo 2012- 2018, di 63 aziende attraverso regressioni Ordinary Least Squares (OLS) su dati panel. I risultati evidenziano una relazione significativa tra l’equilibrio di genere e la performance economico- finanziaria.
Il tempo è un elemento chiave nel bilanciamento tra tempestività e rispetto dei tempi dei minorenni: assume un ruolo centrale nella valutazione tempestiva del pregiudizio nelle procedure de potestate, nell’accertamento dello stato di abbandono, nel percorso di recupero delle capacità genitoriali e nella predisposizione di interventi socioassistenziali efficaci. I tempi delle procedure spesso non collimano con i tempi evolutivi dei minori. Le ultime riforme normative, ma anche i mutevoli orientamenti della giurisprudenza nazionale e sovranazionale, nel costruire nuovi bilanciamenti con gli interessi delle altre parti del procedimento, spesso in senso adultocentrico, possono non tenere in adeguata considerazione i tempi di crescita dei minori e i loro bisogni. I giudici sono dunque chiamati al difficile compito di adeguarsi al cambiamento, non perdendo mai di vista il faro della tutela del minore, che va sempre attentamente valutata in concreto e contestualizzata nel tempo.
L’articolo analizza i principali aspetti della sezione terza del decreto legislativo n. 149/2022 relativo all’attuazione del tribunale unificato per le persone, i minorenni e le famiglie, analizzando i profili ordinamentali relativi a questo nuovo organismo, autonomo, unitario, ma bipartito. Evidenzia i punti di forza, ma anche le notevoli criticità, legate all’invarianza degli organici e all’emarginazione dei "giudici onorari esperti" e la farraginosità della normativa transitoria. Vengono infine esaminate, oltre alle ambiguità, anche le potenzialità insite nell’istituendo ufficio per il processo.
L’articolo analizza i principali aspetti della delega contenuta nella legge 26 novembre 2021, n. 206 sulla riforma del processo civile, analizzando i principali profili ordinamentali relativi all’istituendo "Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie" ed evidenziando come l’estesa monocraticità e la marginalizzazione della multidisciplinarietà rischino di porre al centro il conflitto familiare e di depotenziare la tutela del minore in situazioni di pregiudizio. In questa chiave, si esaminano alcuni aspetti relativi alla delega sul rito unico, concludendo che l’imponente sforzo di unificazione e razionalizzazione di una materia così frammentata potrà produrre i risultati sperati, solo attraverso una piena valorizzazione del patrimonio esperienziale e culturale della giustizia minorile.
L’articolo analizza il rapporto tra l’attività dei servizi sociali e la giurisdizione minorile e ordinaria, nei suoi diversi momenti (introduzione, istruttoria, esecuzione), il suo rapporto con la consulenza tecnica, la sua compatibilità con il principio del giusto processo e la sua valenza probatoria. Conclude formulando, de iure condendo, ipotesi di lavoro per una riforma organica del procedimento di volontaria giurisdizione.
L’articolo prende le mosse dalla sentenza della prima sezione civile della Cassazione in data 22.6.2016, n. 12692, che rappresenta il primo approdo alla nomofilachia della cosiddetta stepchild adoption. Rispetto alla rapida trasformazione delle relazioni affettive e sessuali alla quale tutti assistiamo, si registrano forti conflitti etici e valoriali, che hanno sinora frenato un intervento del legislatore sulla materia. Al cambiamento, in assenza dell’attesa modifica normativa, fornisce una valida risposta la giurisprudenza, che si mostra aderente alle peculiarità dei casi concreti, offrendo nuove chiavi di lettura dell’adozione in casi particolari. La sentenza in esame conferma pienamente l’orientamento assunto dai tribunali minorili, che si è basato su un’interpretazione evolutiva del sintagma della "constatata impossibilità di affidamento preadottivo", ritenendolo configurabile anche in caso di insussistenza dello stato di abbandono. L’articolo contiene una disamina degli orientamenti giurisprudenziali in materia di adozione in casi particolari e ai suoi rapporti con l’adozione legittimante, nel quadro delle riforme normative che si sono succedute negli ultimi anni e nell’evoluzione della giurisprudenza della Cedu.
In questo articolo presentiamo come la terapia sistemico familiare-individuale sia effi cace nella presa in carico di un nucleo familiare che vive dinamiche relazionali complesse, altrimenti messe in ombra da una diagnosi di disturbo dell’apprendimento a carico del fi glio e dalle ricadute del disagio prettamente in ambito scolastico. Presso il nostro studio, per i ragazzi e per le loro famiglie che ci consultano, lavoriamo adattando il modello proposto dalla scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli. Dopo un’iniziale spiegazione sulle caratteristiche del disturbo specifi co dell’apprendimento, presenteremo la teoria della multifattorialità all’origine del DSA di Simonetta, che assumiamo come cornice teorica. Questo modello si basa sugli studi delle neuroscienze, delle teorie dell’attaccamento e della psicotraumatologia che permettono la lettura dell’eziopatogenesi del sintomo analizzando diversi livelli di complessità. Nel nostro metodo di intervento, rileviamo con particolare attenzione il signifi cato che il sintomo assume quando si esprime in un particolare contesto relazionale. Per questo dove compare un disturbo dell’apprendimento riteniamo utile indagare gli attaccamenti e lo sviluppo delle personalità dei componenti della famiglia. Inoltre aiutiamo il nucleo a rileggere le proprie dinamiche relazionali in un’ottica sistemica e approfondiamo le dinamiche passate secon do la prospettiva trigenerazionale che le sottende, stando attente a rilevare l’eventuale presenza di traumi non elaborati nelle storie di sviluppo dei componenti della famiglia. Inoltre evidenziamo l’importanza dello stile di conduzione che prevede l’utilizzo delle tecniche verbali, non verbali e i diversi formati di convocazione. Presentiamo il nostro metodo di lavoro attraverso la descrizione della presa in carico psicoterapeutica di un nucleo familiare.
La liberalizzazione dei servizi pubblici locali alla luce del federalismo funzionale: il caso dei servizi energetici - The theory of FOCJ (Functional, Overlapping, Competing Jurisdictions) introduces a notion of functional federalism in which each jurisdiction is responsible for the provision of a specific class of public goods. In other terms, in the model citizens can choose some local public goods without moving from one jurisdiction to another, as Buchanan’s and Tiebout’s theories would require. This theory appears especially suitable to explain and illustrate the evolution of the Italian case, in which the liberalisation of the energy sector has enabled the consumers to choose their own gas and electricity supplier. This could be achieved detaching the production and marketing of the service from the management of the related network. In this way, it is possible to introduce for the first time a real competition between suppliers of local public goods and to break off the monopolies of the local incumbent: citizens addressing the same seller, belong to the same «functional jurisdictions», while citizens living in the same area can belong to different jurisdictions. In the future, we can foresee the emergence of two kinds of jurisdiction: small jurisdictions, highly localized, where the supplied service is highly specialized and customised; and bigger jurisdictions, characterized by the exploitation of economies of scale, in which the supplied service is undifferentiated and cheaper. JEL D72, H410, H73