RISULTATI RICERCA

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Valeria Di Nicola, Orlando Todarello

Alcune considerazioni in tema di affettività e sessualità dei disabili

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2002

Riassunto: Nel clima culturale attuale è ancora frequente la tendenza a non riconoscere adeguatamente il diritto delle persone disabili all’affettività e alla sessualità. L’affettività, l’immagine corporea, l’identità sessuale e l’educazione sessuale sono dimensioni fondamentali. Una maggiore condivisa attenzione al ruolo prioritario della complessa e dinamica interazione dei fattori di ordine bio-psicosociale, può condurre anche all’opportunità di incrementare i livelli di attività e di partecipazione sociale della persona disabile. Il complesso processo di cambiamento culturale deve coinvolgere il singolo e la collettività contemporaneamente, deve potersi realizzare anche attraverso l’attivazione di sinergiche interconnessioni e dinamiche di rete.

Valeria Di Nicola, Giovanna Todarello, Orlando Todarello

Sessualità e riproduzione nelle donne con disabilità intellettiva e con sindrome di Down

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2003

Gli Autori illustrano alcuni studi in tema di sessualità e riproduzione nelle donne con disabilità intellettiva e con sindrome di Down. Viene sottolineata la significativa maggiore complessità della condizione bio-psico-sociale del genere femminile rispetto a quello maschile. La conoscenza della complessità connessa alle differenze di genere può facilitare la pianificazione mirata degli interventi, ai fini della promozione di una maggiore partecipazione sociale e di una migliore qualità di vita delle persone con disabilità intellettiva.

Valeria Di Martino

Implementation Fidelity as a Multidimensional Construct: Implications for Educational Research and Practice

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2025

Il presente contributo esplora la fedeltà dell’implementazione nella ricerca educativa, evidenziando l’evoluzione del concetto da semplice aderenza a un costrutto multidimensionale. Nel contesto dell’educazione basata su evidenze, la misurazione della fedeltà risulta cruciale per determinare se gli esiti di un inter-vento derivino effettivamente dal programma o da un’implementazione inade-guata. L’analisi affronta la tensione tra fedeltà rigorosa e adattamento conte-stuale, rivelando come concettualizzazioni contemporanee superino questa di-cotomia, riconoscendo che l’adattamento può essere necessario quando preserva i meccanismi centrali dell’intervento. La ricerca empirica suggerisce che livelli moderati di fedeltà possono essere sufficienti per ottenere risultati positivi. Il contributo sottolinea l’importanza di sviluppare interventi con componenti fondamentali chiaramente identificati ma flessibili, promuovendo una compren-sione della fedeltà che bilanci rigore metodologico e sensibilità contestuale

Valeria Di Martino

L’Intelligenza Artificiale in ambito educativo: percezioni dei docenti in formazione iniziale

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2024

Il presente contributo esplora l’intersezione tra l’intelligenza artificiale (AI) e la formazione iniziale degli insegnanti, concentrandosi sulle percezioni e sull’autovalutazione delle competenze nell’uso delle tecnologie AI. Nonostante l’integrazione crescente dell’AI nell’istruzione, gli studi che analizzano l’autovalutazione delle specifiche competenze tecnologiche e le percezioni dei futuri docenti al riguardo sono ancora in fase di sviluppo. A tal fine è stato condotto uno studio esplorativo preliminare attraverso la somministrazione di un questionario a 156 studenti del primo anno del corso di laurea in Scienze dell’Educazione Primaria presso l’Università degli Studi di Palermo. I risultati indicano che i partecipanti con maggiori competenze nell’uso dell’AI esprimono percezioni più positive riguardo alla sua efficacia didattica, mentre quelli con competenze minori evidenziano preoccupazioni legate allo stress degli studenti e al tempo extra richiesto per la pianificazione. Queste differenze contribuiscono a evidenziare l’importanza di una formazione adeguata per integrare l’AI nell’istruzione in modo efficace e consapevole.

Valeria Deplano

From anti-colonialism to anti-imperialism: African student associations and activism in 1960s Italy

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 303 Suppl. 1 / 2023

After the end of European colonial rule, the presence of university students from the newly independent countries increased on both sides of the Iron Curtain. Although the students were involved in political activities both in the Eastern bloc and in Western Germany, France and Great Britain, there is a gap in academic research on this involvement in the Italian case. This article offers the first reconstruction of African student activism in Italy in the 1960s, tracing the modalities of association and mapping the links of this activism with various Italian organisations, in particular anti-colonial student organisations and the Catholic Ufficio Centrale Studenti Esteri in Italia. The article shows that throughout the decade, the African students’ interests shifted from anti-colonialism to anti-imperialism and that their associations underwent a process of radicalisation, partly linked to the concurrent transformations of the Italian student movement, and partly to developments in African politics.

La nota propone una riflessione sui rapporti tra gli studi sul colonialismo e quelli sul fascismo dagli anni Settanta sino a oggi. In particolare ricostruisce come la storiografia sul colonialismo abbia riflettuto sulla specificità dell’espansionismo italiano degli anni Venti e Trenta, e come gli esiti di questi studi abbiano dato un contributo alla conoscenza e alla comprensione del fascismo. La nota individua diverse fasi nel rapporto tra i due filoni di studi: dapprima la storiografia del fascismo ha fornito le categorie per poter analizzare la politica espansionista del Ventennio; in seguito il colonialismo è emerso definitivamente come una parte integrante della storia d’Italia e quindi anche della storia del fascismo; in quanto tale, gli studi sull’espansionismo hanno contribuito agli studi sul Ventennio. A cento anni dalla marcia su Roma, gli studi sul fascismo sembrano avere integrato la dimensione coloniale all’interno delle loro analisi, in maniera molto più evidente e sistematica rispetto all’inizio del XXI secolo.

Con la fine degli imperi coloniali europei, l’afflusso di studenti universitari provenienti dai paesi di nuova indipendenza crebbe da entrambe le parti della Cortina di ferro. Questi si resero protagonisti di attività e mobilitazioni politiche tanto nei paesi del blocco orientale, quanto in Germania occidentale, Francia, Gran Bretagna. Gli studi su questi aspetti sono invece assenti per il caso italiano. Questo articolo intende proporre una prima ricostruzione della geografia dell’attivismo studentesco africano in Italia negli anni Sessanta, ricostruendone le modalità associazionistiche e proponendo una prima mappatura dei legami di tale attivismo con varie organizzazioni italiane, in particolare con alcuni gruppi studenteschi anticoloniali e con l’Ufficio centrale studenti esteri in Italia, di matrice cattolica. L’articolo mostra come, nel corso del decennio, negli interessi dei gruppi africani l’anticolonialismo venga sostituito dall’antimperialismo, e come l’associazionismo africano subisca un processo di radicalizzazione in parte connesso alla similare trasformazione del movimento studentesco italiano, e in parte connesso agli sviluppi della politica africana