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L’idea che la maggior parte di noi ha della didattica a distanza è quella di un ragazzo o una ragazza davanti al PC, nella loro stanza. Ma cosa ha significato l’attivazione della DAD con i bambini della scuola primaria? A distanza di due anni, a emergenza finita, dopo un rientro altalenante in presenza, questo articolo propone un tentativo di lettura dall’interno della DAD con i più piccoli dei piccoli, nelle classi prime, che hanno vissuto la sospensione improvvisa degli elementi educativi che caratterizzano l’ingresso degli alunni nella scuola dell’obbligo, quali la creazione del gruppo classe e la costituzione di un efficace setting di apprendimento. Un racconto dell’esperienza che ancora stiamo vivendo per cercare di capire se e quanto sia necessario superare alcune consolidate metodologie del passato per lasciare più spazio alle moderne competenze digitali già presenti nella scuola o se si possa arrivare ad una convivenza efficace ai fini di un nuovo concetto di apprendimento. Una temporanea esperienza da sorpassare o un’opportunità da cogliere?
Lo studio fa luce sulle strategie di integrazione della logistica dei beni nel settore sanitario. La presente ricerca focalizza l’attenzione sulla partnership tra fornitori e aziende sanitarie e si pone l’obiettivo di rispondere a tre diverse domande: i) quali sono le strategie di integrazione che le organizzazioni sanitarie cercano di attuare con i propri fornitori?; ii) quali sono i vantaggi e le barriere delle diverse strategie di integrazione?; iii) quali sono le condizioni organizzative per una strategia di integrazione di successo?I dati sono stati raccolti mediante la somministrazione di un questionario rivolto ai Responsabili Acquisti/Logistici delle aziende sanitarie del centro-nord Italia. La popolazione target finale per questa analisi era costituita da 135 unità. Il tasso di risposta è stato del 46%.Le evidenze mostrano un notevole grado di maturità delle organizzazioni sanitarie. I progetti di integrazione tendono a focalizzarsi maggiormente sui beni più costosi e complessi: (i) dispositivi medici e (ii) materiali per sale operatorie. Le organizzazioni sanitarie cercano partner industriali in grado di offrire elevati standard di qualità dei servizi logistici. La standardizzazione, il commitment del top management e la rilevanza strategica della funzione logistica sono ampiamente considerati come aspetti chiave per l’implementazione di successo di questi progetti.
This paper aims at understanding whether and to what extent companies are facing the challenge of improving their supply chains according to a customer-driven approach. Although the most recent supply chain management literature developed theoretical reflections and conceptualizations on the need for customer centricity in supply chain management, companies’ practice does not seem to follow these prescriptions and the empirical research highlighted a frequent misalignment between market strategy and supply chain management processes. The aim of this paper is to bridge these two perspectives by answering two research questions. First, how are companies revising their supply chains, that is, what is the nature of the most recent projects concerning supply chain improvements? Second, to what extent are companies that invest in such projects prioritizing those specific projects that make a concrete alignment between market orientation and supply chain operating conditions possible? The paper reports and discusses the findings of an empirical investigation conducted among leading Italian companies or Italian subsidiaries of multinational companies. In particular, a two-step research was conducted, consisting of ten indepth interviews and a survey. According to our study, Italian companies are revising their supply chains to provide prompt availability of the product in different (but coordinated) distribution channels. This led to the launch of projects related to Demand Forecasting and to Omnichannel strategy adoption. However, in most cases, the managerial and technological readiness of companies is not in line with the relevance of the challenges. Another area of improvement concerns projects aimed at adopting up-to-date technologies, mostly connected to the Industry 4.0 paradigm, to improve operational performance. In this case the major opportunities perceived by the companies relate to the adoption of Big Data Analytics in order to better understand market trends
Psicoterapia e Scienze Umane, 2006, XL, 3: 617-648 Riassunto. La storia della psichiatria italiana del Novecento non può limitarsi a individuare una specificità italiana; deve anche considerare il dialogo con i punti di riferimento della psichiatria europea. Se ne dà un esempio nei primi dieci anni del 1900, quando alcuni giovani psichiatri (Finzi, Vedrani, Perusini, Cerletti, Modena, Levi Bianchini), formatisi alla scuola di Kraepelin e Alzheimer, rivisitarono il dominante somatismo lombrosiano o neurologico introducendo la clinica kraepeliniana, la ricerca istopatologica e le prime riflessioni sulla psicoanalisi. Nel corso della prima guerra mondiale fu la nevrosi traumatica che portò a un parziale ridimensionamento del somatismo in favore di una interpretazione psicogenetica, e a un rilancio della teoria somatica delle emozioni su una nuova base endocrino-vegetativa (Buscaino). Sarà questo rinnovato somatismo, presentato come una genuina tradizione italiana, a prevalere, chiudendo le porte al freudismo.
L’articolo, un estratto della tesi di specializzazione in psicoterapia presentata dall’autrice nel novembre 2000 presso l’Istituto di Milano della Scuola COIRAG, ha, come scopo ultimo, quello di indagare ed analizzare il significato del sogno in un gruppo terapeutico composto da pari e frequentato dalla scrivente, nel ruolo di osservatrice partecipante, durante i due anni di training formativo previsti dall’Associazione di Psicoterapia di Gruppo, consociata della suddetta Scuola. Nello specifico, l’elaborato, il cui titolo si ispira ad un recente testo scritto da Lopez e Zorzi, si snoda in quattro sezioni di cui la prima è appunto una sintesi del paradigma teorico proposto dai due citati autori che ne La sapienza del sogno rivisitano, in modo del tutto originale, l’opera prima di Freud ed altri contributi psicoanalitici relativi al mondo onirico. La tesi centrale di Lopez e Zorzi, parzialmente adottata dalla scrivente e poi adattata alla situazione di gruppo, si fonda sulla scelta del sogno quale "luogo" elettivo per il disvelamento della complessità della realtà psichica e sul ruolo prioritario giocato dal preconscio nella costruzione del sogno. Quest’ultimo, affermano gli autori, con il suo linguaggio metaforico, simbolico ed immaginifico, offre all’individuo la possibilità di avvicinare e, talora, penetrare i conflitti che lo dominano senza, necessariamente, venirne sopraffatto e senza essere costretto a rifuggirli come, invece, spesso capita nella vita diurna. Il sogno pone il sognatore dinanzi a sé, di fronte ai dilemmi disturbanti, attuali e passati, modulando, in modo sapienziale, in un certo senso pedagogico, le vicissitudini esistenziali esperite dal sognatore durante la veglia e fornendo valide soluzioni allo stato di coscienza della veglia stessa. Nella seconda parte dell’articolo viene invece proposta, seguendo un criterio cronologico, un’ampia rassegna dei lavori più significativi prodotti da alcuni tra i maggiori teorici di matrice gruppale. Al di là delle differenze, insite nei "codici scientifici" utilizzati dai diversi autori, pare che esista un consenso unanime circa l’importanza di privilegiare, nell’interpretazione dei sogni portati dai pazienti, il livello orizzontale e il "qui ed ora" che, come ricorda Pines, ha risonanza con il "là ed allora". Inoltre tutti gli autori concordano, sebbene partendo da prospettive differenti, sulla compresenza, entro un medesimo sogno, di dimensioni intra ed interpersonali o sociali. La terza sezione dello scritto è interamente dedicata alla descrizione dei vissuti e all’analisi delle diverse e non lineari fasi evolutive attraversate dall’autrice e dal gruppo durante il periodo di osservazione, esperienza conclusasi con l’acquisizione, da parte della scrivente, di una maggiore capacità di tollerare le emozioni controtransferali e con l’accettazione dell’incertezza e delle difficoltà proprie del lavoro terapeutico gruppale. Infine, nell’ultima parte, vengono presentati alcuni sogni che, dopo essere stati riferiti, accolti e rielaborati all’interno del gruppo, hanno consentito ai pazienti "portasogni", quali portavoce del gruppo stesso, di passare da modalità relazionali infantili ed arcaiche a modalità più emancipate, favorendo, in particolare, la transizione da una fase regressivo-fusionale ad una fase individuativa, e quindi permettendo il superamento del conflitto, a carattere squisitamente adolescenziale, tra bisogno di dipendenza e desiderio di autonomia. Parole chiave: sogno, osservazione partecipante, gruppo di pari.
Questo lavoro è frutto di un’esperienza di co-conduzione di un gruppo di psicodramma nato in seguito ad un incontro avvenuto tra le due conduttrici attraverso la rete della Scuola COIRAG. In questa ricerca ripercorro il lavoro svolto ed avanzo riflessioni di carattere metodologico sull’uti¬lizzo dello psicodramma analitico individuativo nella cura dei disturbi alimentari, essendo tale metodo innovativo nell’applicazione a questo tipo di patologia. Credo che que¬st’esperienza ci abbia aiutate a formulare delle domande più che a cercare delle risposte e a sostare in questo ignoto così come le pazienti nell’incertezza a cui si confrontano attraverso il sintomo. Nelle mie riflessioni cercherò di effettuare un’integrazione nelle letture della mia esperienza attingendo sia dallo psicodramma che dalla gruppoanalisi, con riferimenti al pensiero di Jung e in parte di Baudouin, diversi tasselli della mia formazione, per il connubio dei quali nel corso di questi anni, ho dedicato spazi e tempi di riflessione.
Il presente contributo vuole esplorare le complesse dinamiche che regolano il sistema giudiziario quando incontra il minore, le potenzialità e possibilità che apre l’ascolto dello stesso in termini riparativi e i rischi che può determinare l’esame condotto in modo non idoneo: dalla reiterazione del trauma già subito e le sue possibili ripercussioni sulla salute del minore a situazioni psicologiche che estendono i loro effetti alla testimonianza e quindi all’attendibilità ai fini processuali. Affinché l’ascolto avvenga in un contesto tutelante e di protezione, che possa configurarsi anche come uno degli elementi riparativi che concorrono a un processo elaborativo, è necessario un ampio dialogo tra cultura giuridica e psicologica, al fine di permettere la convergenza degli obiettivi di ciascuna disciplina all’interno di un terreno fertile comune in cui è la figura del minore che deve sempre rimanere centrale.