RISULTATI RICERCA

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Valentina Goglio, Roberto Rizza

Transizioni occupazionali di giovani e giovani adulti in Europa. Evidenze da quattro paesi

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 136 / 2014

Il paper si concentra sulle traiettorie in entrata e in uscita dal mercato del lavoro di giovani e giovani adulti (15-34 anni) in quattro paesi europei (Italia, Olanda, Norvegia e Regno Unito), ciascuno appartenente a un contesto istituzionale differente: un distinto modello di welfare, uno specifico regime occupazionale e un differente sistema dell’istruzione-formazione. Sulla base dei dati longitudinali EU-SILC, analizzati usando le tecniche di event history analysis, sono osservate le transizioni nel periodo 2006-2011, suddiviso in un primo periodo relativo alla situazione pre-crisi (2006-08), e un secondo contraddistinto dall’inizio della fase di crisi (2009-11). I risultati mostrano, nelle diverse transizioni analizzate, lo svantaggio di coloro che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro con un rapporto di impiego temporaneo. Si tratta di una evidenza comune ai quattro Paesi posti sotto osservazione. Un più alto titolo di studio riduce inoltre il rischio di transizioni negative, seppure con alcune differenze fra i Paesi considerati, mentre le differenze di genere variano notevolmente da Paese a Paese. Le condizioni istituzionali proprie ai singoli Paesi influenzano le modalità delle transizioni con uno svantaggio particolarmente marcato per il modello sud europeo proprio all’Italia e spiccato, seppure non così marcato, per il Regno Unito. Solo in riferimento ad alcune transizioni e ad alcuni Paesi le opportunità sono peggiorate a causa delle mutate condizioni economiche.

Valentina Gizzonio, Maria Chiara Bazzini, Cosima Marsella, Pamela Papangelo, Dolores Rollo, Giacomo Rizzolatti, Maddalena Fabbri-Destro

Giocare, narrare, agire: il loro effetto sullo sviluppo cognitivo, linguistico e motorio nei bambini di età prescolare

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2018

Due gruppi di bambini in età prescolare hanno giocato, con giochi di peluche o di costruzione narrando e drammatizzando una storia sotto la guida di uno psi-cologo. Lo scopo era di valutare se il gioco unito alla narrazione potesse migliora-re lo sviluppo cognitivo e motorio dei bambini. Rispetto a un gruppo di controllo, tutti i bambini hanno mostrato un miglioramento nel ragionamento fluido, nelle competenze narrative ed anche nell’imitazione di posture manuali. Particolarmente interessante è stato il notevole miglioramento nelle abilità visuo-spaziali del gruppo che ha giocato con i giochi di costruzione.

Valentina Gingardi

Processi di trasformazione urbana a Milano: il caso di Lambrate

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 119 / 2017

Il lavoro indaga i processi di trasformazione urbana nel settore est di Milano, il sistema normativo che li regola e i cambiamenti prodotti, con l’obiettivo di identificarne l’esito aggregato sulla qualità urbana. Presentando il caso di Lambrate, il lavoro mette a sistema le azioni e le posizioni di portatori d’interesse pubblici e privati. La ricerca rileva l’importanza di approcciare il tema della trasformazione considerandone simultaneamente le implicazioni spaziali e quelle temporali.

Valentina Generani, Serena Marchesi

Delirio e gioco d’azzardo: la fuga dalla realtà

MISSION

Fascicolo: 67 / 2024

This article aims to highlight, through the narration of a clinical case, the possible interactions between Pathological Gambling Disorder and psychotic symptoms; in particular we talk about delirium within a NAS Psychosis, through the narration of a clinical case of a patient who passed through the Lodi Addiction Service.

The article explores the care of foreign patients with gambling disorder, focusing on the clinical case of Gani, an Albanian man with a complex history of migration and vulnerability.Through a multifocal reflection, the linguistic, symbolic and cultural obstacles that characterize the therapeutic relationship with patients defined as “difficult” are analyzed (Moro, 2002).Clinical work is reinterpreted as a relational process that requires humility, flexibility and the ability to listen beyond conventional codes.The article proposes a therapeutic posture based on the acceptance of not knowing and on the construction of possible alliances even in the absence of explicit motivation and linear collaboration (Moro, 2018).

Economic leterature has stressed the importance of collaboration among accademia, industry and government as a key driver of innovation. This paper analyses the effects of public funding in promoting cooperation in innovation activities in Italy and in Germany, using data from the sixth Community Innovation Survey. The results show that in both countries receiving public support is positively related to undertaking collaborative innovation, but in Germany this relationship is the strongest. In Italy it varies depending on the funding source, whereas regional incentives on promoting collaboration are weak. This result is largely related to the size of the firm benefiting from this type of pubblic support (small and medium-sized firms) and from the industrial sector theyb belong to (low-technological industries). Additionally, the data show that public financial support also influences the choice of partners, making it easier for firms to adopt a more complex rqange of linkages, including suppliers, clients, and reaserch institutions.

Valentina Gambardella

Capitale umano e capitale sociale nel pensiero economico di Francesco Saverio Nitti

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: 110 / 2013

Francesco Saverio Nitti’s economic thought has been widely studied, but the influence of education on economic progress and growth is still relatively neglected in the relevant literature. This paper identifies two mechanisms by which, according to Nitti, human capital positively affects the economic system. Firstly, education contributes to economic growth because it spurs innovation. The second mechanism has its roots in Classical economic thought: education affects the economic system as it influences people’s behavior by making them wiser. Nitti reinterprets this approach, by establishing a link between human capital and social capital. In his view, education makes people able to collaborate and to hinder antisocial behaviour, such as the corruption and patronage that hampered Italian economic and social development. Finally this paper examines the role of human capital in Nitti’s program for the development of southern Italy.

Valentina Foti, Susanna Marotta

Essere coppia in-fertile: la riscoperta della vitalità come fattore terapeutico

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2023

Questo articolo si focalizza sulla possibilità di riscoprire la vitalità come fattore terapeutico per la coppia che vive la problematica dell’infertilità. La letteratura pre-sente sulla tematica mette in evidenza le conseguenze sul piano emotivo, relazionale e sessuale che l’infertilità comporta. L’obiettivo delle autrici è quello di affermare la necessità di supporto psicologico sin dagli albori della problematica, al fine di pre-servare il singolo e la coppia da rischi psicopatologici o da fratture relazionali insa-nabili, nonché aiutare la coppia ad affrontare il possibile percorso di procreazione medicalmente assistita. Nell’articolo verrà sottolineata l’importanza di riscoprire la vitalità della coppia infertile, attraverso un buon lavoro terapeutico sullo sfondo, sostenendo la funzione-personalità e la funzione-es, nonché potenziando il senso di agency e di efficacia.

Valentina Ferri, Roberta Pace

L’Italia dei trasporti tra Adriatico e Tirreno

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2015

The transports’ infrastructure represent a key element for the economic growth of both regions and sectors in Italy. In order to better examine it, we go through the analysis of passenger traffic making a distinction among modes of transport: railway, airport, road and sea. The study gives also a statistical overview on accidents related to the different means of transport; where the number of road accidents, despite its decline, remains very high. The paper concludes with recommendation toward strategies to implement security, particularly in those areas disadvantaged, as the Mezzogiorno.

Valentina Ferrari, Giovanni Aresi, Elena Marta

Acculturazione e consumo di alcolici negli studenti italiani in mobilità internazionale. Uno studio mixed methods

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2017

L’obiettivo del presente studio è indagare il ruolo dell’acculturazione e dell’adjustment socio-culturale e psicologico nel fenomeno dell’aumento del consumo di alcol tra gli studenti che studiano all’estero (Credit Mobility Students ? CMS). È stato ipotizzato, in linea con le teorie dello stress e coping acculturativo e dell’apprendimento socio-culturale, che un maggior orientamento verso la cultura d’origine, alti livelli di adjustment socio-culturale e bassi tassi di adjustment psicologico fungano da fattori di rischio per l’incremento del consumo di alcolici in questa popolazione. La ricerca si è basata su di un disegno mixed method. È stato somministrato un questionario online anonimo in due tempi (T1, pre-partenza e T2, durante il soggiorno) ad un primo campione (N = 231; genere = 68.4% femmine e 31.6% maschi; età media = 22, DS = 1.54), composto da CMS italiani di un’università milanese. 30 di loro sono successivamente stati intervistati al rientro in Italia. I risultati della regressione logistica hanno mostrato che il solo adjustment psicologico è associato positivamente alla quantità di alcol consumata, falsificando le ipotesi di ricerca. I risultati delle analisi del materiale qualitativo indicano che, nel corso dell’esperienza all’estero, gli studenti conducono uno stile di vita simile a quello vacanziero, caratterizzato da un limitato contatto con la cultura locale, condizione che appare legata all’incremento nel consumo di alcolici. In conclusione, i modelli teorici sviluppati sulla popolazione immigrata non paiono adeguati a interpretare il fenomeno del consumo di alcol tra i CMS italiani.

Nelle ultime decadi gli studi sulla diplomazia in età moderna hanno goduto di un rinnovato interesse. Pur inserendosi in una tradizione storiografica consolidata, le ricerche più recenti hanno mirato a mettere in luce non soltanto l’importanza delle "pratiche" diplomatiche, ma anche degli attori, in una duplice dimensione, pubblica e privata. Il mutamento del punto d’osservazione, dalle istituzioni a coloro i quali nelle istituzioni agivano, ha permesso di approfondire le specificità delle esperienze, di leggere le attività dei singoli in relazione non soltanto alle dinamiche politiche internazionali, ma anche alla gestione del potere nei più circoscritti contesti locali. Il presente saggio intende inserirsi in questo filone di ricerche e, attraverso la figura di Carmine Nicola Caracciolo, Principe di Santobuono, proporre una riflessione su alcuni aspetti particolarmente rilevanti: quali fossero i campi d’azione e i margini di manovra degli ambasciatori in contesti, militari e politici, conflittuali e in costante e rapida trasformazione; quali fossero i meccanismi della costruzione di reti di comunicazione segrete e sicure fra le diverse corti europee; in che modo le aspirazioni personali dei singoli diplomatici trovassero soddisfazione in termini di prestigio, riconoscimenti, carriere.

Valentina Favarò

La Sicilia e la difesa della monarchia durante la guerra dei trent’anni (1618-1648)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 141 / 2013

Il dibattito storiografico più recente ha sottolineato l’importanza dell’area mediterranea nella prima metà del XVII secolo. Superata l’idea che la "grande storia" avesse abbandonato il Mare Nostrum per interessare esclusivamente il fronte atlantico, è stato ridefinito il ruolo dei regni della Monarchia asburgica ancora coinvolti nella gestione della politica internazionale. Il presente contributo intende mettere in luce la partecipazione della Sicilia alle attività militari della Corona spagnola, tanto in area mediterranea quanto nel cuore dell’Europa, e in particolare evidenziare le conseguenze - economiche, sociali e finanziarie - di un incremento del prelievo fiscale necessario per rispondere alle continue richieste di socorros provenienti dal Sovrano.

Valentina Fava, Chiara Malandrino, Margherita Colombo, Simona Gabriella Di Santo, Irene Melis, Chiara Nanini, Cristina Rossetto, Cinzia Silvaggi, Marco Silvaggi

Comportamento sessuale nei giovani

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: Suppl. 1 / 2016

Valentina Facchetti, Sara Mussini, Silvia Persico, Michela Tebaldini

Non c’è salute senza salute mentale. Lo psicologo di base per costruire salute

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Le autrici, tenendo in considerazione l’evoluzione del concetto di Salute in un’ottica di One Health, hanno ripreso alcune normative applicate in Regione Lombardia per delineare il contesto entro cui nasce la figura dello psi- cologo di base. L’articolo ha l’obiettivo di individuare funzioni e compiti di tale figura, che attiva interventi psicologici precoci e di primo livello, curativi, preven- tivi e di promozione della Salute, attraverso un lavoro di rete. Per la descrizione della presa in carico dei pazienti si prende come modello di riferimento quello sistemico e integrato. Si conclude ponendo l’accento sul tema della stigmatizza- zione, introducendo la speranza che il benessere psicologico possa integrarsi in ogni contesto di cura.