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Goffman in Asylums, del 1961, mostra come il manicomio promuova la carriera di malato mentale. L’istituzione mortifica la persona, ne smonta l’individualità, la omologa e crea così degli internati ridotti all’obbedienza e uniformati nei bisogni, che possono essere gestiti in maniera procedurale standardizzata. Il manicomio non era quindi un ospedale inadeguato, ma una macchina perfetta per gestire, con poche risorse, una vasta popolazione-scarto. Nella seconda parte vengono passati in rassegna i percorsi terapeutici previsti dall’attuale ordinamento della psichiatria di comunità italiana inseguendo il sospetto che essi celino analoghi meccanismi responsabili di promuovere la carriera di malato mentale in maniera quantitativamente minore, ma non qualitativamente diversa, dal manicomio. Infine si esplorano, sommariamente, prospettive correttive per una evoluzione virtuosa dell’attuale modello di psichiatria di comunità.

Lorenzo Bosi

Movimenti e cambiamento sociale. L'interrelazione delle conseguenze

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 42 / 2011

Nell’ultima decade la letteratura sugli effetti dei movimenti sociali ha conosciuto una notevole espansione. Questo sviluppo ha generato una domanda di miglioramento dei nostri approcci alla materia sia a livello teorico sia metodologico. Nonostante tutto questo, nel cercare di misurare l’impatto dei movimenti sociali, legando questi agli obiettivi che alcune componenti di un movimento dichiarano di avere, la ricerca scientifica sulla materia ha prodotto scarsi risultati. L’articolo suggerisce che per conoscere come i movimenti sociali producono cambiamento sociale bisogna guardare all’interrelazione delle conseguenze e non limitarsi a studiare le conseguenze nel breve periodo ma estendere le analisi al lungo periodo. L’articolo vuole provocare una discussione sulla materia e identificare una nuova opportunità d’investigazione empirica.

Lorenzo Bordogna, Roberto Pedersini

Relazioni industriali e gestione delle risorse umane nelle piccole imprese

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 90 / 2001

L’articolo analizza le caratteristiche delle relazioni industriali e della gestione delle risorse umane nelle piccole imprese In Italia, utilizzando gli ultimi dati disponibili della rilevazione periodica realizzata dal Cesos su di un campione rappresentativo delle imprese italiane. L’obiettivo è approfondire un tema affrontato di rado in letteratura e che vede spesso la prevalenza delle opposte visioni semplificatrici e stereotipate del "piccolo è bello", anche dal punto di vista organizzativo e relazionale, oppure della piccola impresa come luogo dello sfruttamento e della gestione unilaterale del lavoro. L’analisi, che fa riferimento alla letteratura internazionale ed in particolare ad uno schema interpretativo elaborato da Guest e Conway, mostra come la realtà delle piccole imprese italiane sia più complessa ed articolata di quanto suggerito dai due opposti stereotipi, con una significativa diffusione di relazioni industriali e di forme di gestione delle risorse umane, sia pure con significative differenze fra le due dimensioni.

Lorenzo Bordogna, Stefano Neri

La regolazione del lavoro pubblico in Italia e in Francia: convergenze e divergenze

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 127 / 2010

L’articolo analizza le trasformazioni nella regolazione del lavoro pubblico in Italia e in Francia negli ultimi decenni, nel quadro della più generale riforma della pubblica amministrazione e alla luce dell’approccio del New Public Management. Esso mostra che, nonostante l’appartenenza ad una comune tradizione amministrativa, le traiettorie di riforma nei due paesi hanno cominciato a divergere dai primi anni ottanta, e in misura ancora maggiore dagli anni novanta. L’Italia si è avvicinata maggiormente, pur con qualche incoerenza, ai canoni del NPM, e probabilmente anche alla debolezza teorica di questi canoni deve alcune delle presenti difficoltà di regolazione del lavoro pubblico. La Francia si è invece mostrata assai più cauta nell’abbracciare il NPM, conservando diversi tratti tipici della propria tradizione amministrativa, a cominciare dallo status pubblicistico del rapporto di lavoro degli oltre 5 milioni di dipendenti pubblici; un modello talvolta definito come neo-weberiano. In prospettiva comparata, si conferma l’opportunità di analizzare differenti traiettorie nazionali di riforma, radicate nelle tradizioni legali e istituzionali di ciascun paese, piuttosto che ipotizzare universali convergenze verso l’unico modello regolativo del NPM.

Lorenzo Bordogna

What kind of Europeanization? How EMU is changing National Industrial relations in Europe

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 146 / 2015

L’articolo tratta le relazioni fra la creazione e il funzionamento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) e i sistemi di relazioni industriali ai livelli nazionale e sovranazionale. Esso illustra le caratteristiche principali del regime macroeconomico introdotto dall’UEM e identifica le pressioni per il cambiamento delle relazioni industriali derivanti da questo nuovo assetto economico, istituzionale e di politica economica e sociale. Sono individuate tre fasi nel percorso di adattamento delle relazioni industriali all’UEM, con una diversa caratterizzazione rispetto alle tre linee potenziali di evoluzione identificate dalla letteratura (Americanizzazione, Europeizzazione, Rinazionalizzazione). In particolare, mentre le prime due fasi negli anni novanta e primi duemila potevano giustificare un moderato ottimismo per la ripresa dei patti sociali e l’emergere di elementi di Europeizzazione, la crisi e il rafforzamento della governance economica europea, specialmente dal 2011, hanno portato in modo più chiaro verso l’indebolimento delle relazioni industriali e uno scenario di integrazione negativa/Americanizzazione. Tuttavia, le nuove iniziative della Commissione Juncker segnalano aperture nell’interpretazione delle regole fiscali esistenti. Insieme alle politiche monetarie espansive della BCE, queste novità possono consentire aggiustamenti e rettifiche delle politiche, e sviluppi nelle relazioni industriali potenzialmente diversi dall’Americanizzazione. Resta da vedere se tale opportunità sarà sfruttata ai livelli Europeo e nazionale.

Lorenzo Bordogna

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PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2014

L’articolo studia l’epidemia di colera che colpì Ancona nel 1836 focalizzandosi sul punto di vista della guarnigione francese insediata in città, nell’intento di analizzare l’impatto del «morbo asiatico» sulle relazioni tra i militari occupanti, le autorità e la popolazione civile. I generali francesi non lesinarono critiche al governo pontificio per la pessima gestione dell’emergenza sanitaria, influenzata dal «préjugé de la contagion» e orientata a pratiche medievali che, a loro avviso, esprimevano l’arretratezza dello Stato della Chiesa. Per tutta risposta, la pubblicistica reazionaria annoverava il colera tra i mali del XIX secolo, associandolo al ricordo degli sconvolgimenti portati dalla rivoluzione e da Napoleone. Questa lettura politico-culturale imperniata sullo scontro tra modernità e reazione non trova però corrispondenza nella realtà dei rapporti sociali e diplomatici: l’epidemia rafforzò i legami di solidarietà tra militari e civili, finendo per consolidare le buone relazioni tra Roma e Parigi.

Lorenzo Boi, Diego Reforgiato Recupero

Towards seamless human-robot dialogue

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 2 / 2024

Large Language Models (LLMs) have revolutionized technology, significantly advancing fields such as artificial intelligence and robotics. These models, leveraging architectures like Transformers, excel at linguistic tasks including translation, summarization, and question answering. In robotics, LLMs enhance human-machine interaction by enabling robots to process natural language, execute complex commands, and adapt to user needs. This has led to democratized access to robots in various domains, such as healthcare, education, and industry. LLM integration facilitates autonomous decision-making and collaborative robotics, broadening the scope of robotic applications. This work proposes an innovative system where humanoid robots, powered by LLMs, communicate naturally with users, handling both specific movement requests and general inquiries. The goal is to create seamless, intuitive interactions without requiring technical expertise, ultimately enhancing robot usability and accessibility across contexts.

Lorenzo Bianchi

Voltaire e l’Italia: Voltaire cattolico?

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 154 / 2016

Malgrado l’opera pioneristica di Eugène Bouvy (Voltaire et l’Italie, 1898) la presenza di Voltaire nella cultura italiana, sia nel XVIII secolo, sia nei secoli successivi, è ancora in gran parte da ripercorrere. Una recente antologia – che raccoglie per la prima volta tutti gli scritti in italiano di Voltaire, e in particolare le sue lettere – intitolata Voltaire cattolico, permette di tornare a considerare le relazioni tra Voltaire e il nostro paese. Se l’ipotesi di un Voltaire cattolico appare insostenibile, l’analisi delle relazioni tra Voltaire, l’Italia e alcuni esponenti della gerarchia cattolica – tra cui il papa Benedetto XIV – permette di affrontare taluni problemi quali la definizione del deismo voltairiano, le diverse forme della scrittura di Voltaire e alcune questioni di ordine storiografico.

Lorenzo Bianchi

Voltaire o la morte di un patriarca

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2012

The article examines Voltaire’s hypochondriac obsession with death and illness, as can be seen in his Correspondence throughout his entire life. His death is described by his secretary Wagnière in Mémoires sur Voltaire and by Condorcet in Vie de Voltaire. Both of them talk of his belief in reason and deism. As regards Voltaire’s attitude toward death in the last years of his life, he at times seems to play with the idea of death, as in his Épître à Horace. More often, he is questioning the philosophical meaning of death where the individual disappears and only the species survives. Voltaire values “philosophical death” and believes that philosophy can help us to accept life and death.

Lorenzo Bertucelli

Public History. Verso la maturità? Scelte e sfide di una “via italiana”

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 / 2025

Dopo alcuni anni di crescita impetuosa, la Public History italiana dovrebbe affrontare una serie di questioni fondamentali. In primo luogo, dovrebbe procedere verso una definizione concordata del suo campo di ricerca. Inoltre, dovrebbe affrontare due questioni rilevanti: cosa significa esattamente che la Public History intende lavorare con il pubblico? E quale impatto ha ciò sul ruolo degli storici? Si pone così la questione della shared authority. Ne consegue la discussione sul perché sia opportuno lavorare con un pubblico più ampio. Infine, si dovrebbe identificare un terreno comune tra le pratiche di Public History e la formazione/ricerca accademica. Questa è la strada verso la maturità.