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Arundhati Virmani

La Madre India nuda, un affare di Stato nazionale

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 76 / 2009

La Madre India nuda, un affare di Stato nazionale - In February 2006, a painting, representing a map of India in the form of a naked woman, entitled "Nude Bharatmata" (Nude Mother India) by Maqbool Fida Husain, appeared in an Indian magazine in English «India Today». A national affair: Nude Bharatmata 2006 analyses reactions in India and abroad, examines the Husain affair in the light of the longue durée of national iconography and highlights the coexistence of different, even conflictual expectations from national representations as India goes "global". Keywords: India, National identity, Iconography, History. Parole chiave: India, Identità nazionale, Iconografia, Storia.

In questo saggio è affrontato come caso di studio il processo decisionale che, tra l’aprile e il luglio del 1575, portò Filippo II ad autorizzare i nobili vecchi genovesi a prendere le armi contro la repubblica per risolvere la contesa con i nobili nuovi, saliti al potere a seguito di una rivolta popolare avvenuta alla metà di marzo. La documentazione pervenutaci consente di ricostruire nel dettaglio sia la fase informativa, sia quella consultiva, demandata al Consiglio di stato, sia quella decisionale, che venne gestita nel massimo segreto da Filippo II e dal suo segretario Antonio Pérez. La possibilità di illuminare, almeno in parte, quello che Arndt Brendecke ha definito il «black box of decision-­making» permette di confrontare i risultati del caso di studio con alcune tendenze della storiografia sulla monarchia spagnola del cinque-­seicento, che negli ultimi quarant’anni ha cambiato a più riprese punti di osservazione, concetti chiave e visioni d’insieme.

Kulluna lagi’un (Siamo tutti rifugiati) è una serie radiofonica in sei episodi, prodotta dalla web radio SouriaLi e da Refuge Drama Productions e co-finanziata dall’Unhcr (United Nations High Commissioner for Refugees). Al centro della soap opera c’è la storia di Rim, una ragazza siriana di quindici anni che vive con la famiglia nel campo profughi giordano di al-Za‘tari. Contro la sua volontà, il fratello maggiore Fadi cerca di darla in moglie a un cittadino giordano. Firas, un altro fratello, staccatosi dalla famiglia e trasferitosi ad Amman, decide di tornare ad al-Za‘tari per salvare la sorella. Accanto a loro, si intrecciano le vicende quotidiane della comunità di rifugiati siriani in Giordania. Dopo una breve presentazione del panorama letterario arabo riguardante la migrazione, il contributo prende in esame prima la genesi di questa serie radiofonica (sviluppo dell’idea, modelli, cast, trasmissione), poi la serie di problematiche centrali nella soap, che riflettono la difficile realtà vissuta in uno dei più grandi campi profughi del mondo: il matrimonio precoce, la violenza domestica, la crisi idrica, la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro nero, le tensioni tra le due comunità siriana e giordana. D’altra parte, si coglierà il profondo messaggio di speranza che la serie intende trasmettere agli ascoltatori.

Arturo Marzano

L’Asia occidentale: una storiografia in evoluzione

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 187 / 2025

Il saggio ricostruisce l’evoluzione della storiografia italiana sull’Asia occidentale negli ultimi venti anni, sottolineando come si sia registrato un cambiamento di prospettiva: rispetto alla storiografia precedente, che poneva attenzione soprattutto sugli attori esterni, in particolare europei, ricostruendo le loro vicende tramite fonti archivistiche “occidentali”, quella più recente dà maggiore importanza all’agency degli attori interni, grazie al ricorso a fonti locali.

L'articolo analizza la rilevanza che il "mito" della Palestina ebbe nell'immaginario collettivo della sinistra extraparlamentare nell'Italia degli anni settanta. Fu allora che nacque e si sviluppò quella lettura del conflitto israelopalestinese secondo il prisma dell'antimperialismo, per cui la "Resistenza palestinese" venne ritenuta la prosecuzione della Resistenza italiana al nazifascismo e i fedayn diventarono i nuovi partigiani. Al contempo, l'articolo vuole dimostrare come nella storia di quel decennio si possa rintracciare uno spartiacque: mentre nei primi anni settanta, la Palestina fu uno dei temi al centro dell'attenzione della sinistra extraparlamentare, a partire dal 1974 l'interesse per la causa palestinese fu inferiore o, almeno, molto meno visibile, a conferma di un progressivo rifiuto della politica in generale e di un riflusso nel privato.

Arturo Marzano

Alle origini del conflitto israelo-palestinese (1880-1920)

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 73 / 2008

Arturo Marzano reviews the historiography on the origins of the Israel-Palestine conflict. In particular, he analyzes the debates on the one hand on the birth of Palestine identity and nationalism and, on the other hand, whether Zionism can be defined as a colonial movement.

Arturo Maresca

Licenziamento ingiustificato e rimedi: spazi e limiti alla discrezionalità dell’interprete

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 165 / 2020

Il tema trattato è quello del sistema dei rimedi predisposti dal legislatore per sanzionare il licen-ziamento ingiustificato (cioè quello privo di giusta causa o di giustificato motivo). In questo sistema la reintegrazione costituisce l’eccezione, mentre l’indennità rappresenta la regola. Di qui alcune indicazioni per l’interpretazione dei criteri posti dal legislatore per individuare di volta in volta la sanzione applicabile. Questi criteri sono stati elaborati dal legislatore isolando all’interno della fattispecie della giusta causa o del giustificato motivo il nucleo essenziale co-stituito dal “fatto” contestato nel licenziamento disciplinare e dal fatto costituente il giustificato motivo oggettivo per applicare la reintegrazione solo nel caso di insussistenza (o manifesta insussistenza) di tale fatto. Un’indagine che, diversamente da quella finalizzata ad accertare la sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo, presenta margini di discrezionalità mol-to limitati ed esclude la valutazione della proporzionalità tra infrazione e sanzione applicata (art. 2106 c.c.).

Arturo Maresca

Il rinnov(ament)o del contratto collettivo dei meccanici: c’è ancora un futuro per il contratto collettivo nazionale di categoria

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 156 / 2017

Prendendo le mosse dalla tornata dei rinnovi contrattuali di categoria successivi al Jobs Act ed al T.U. 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza sindacale e dopo una valutazione dei contenuti di tali rinnovi segnalandone la scarsa portata innovativa, si passa a considerare l’accordo di rinnovo del ccnl dei metalmeccanici mettendo in luce il forte e convinto impegno delle parti a dar vita ad una profonda trasformazione delle regole preesistenti, attingendo ai recenti interventi legislativi in materia di welfare ed ai relativi vantaggi fiscali e contributivi. In questa prospettiva il cambiamento di maggior interesse viene individuato nell’articolazione della remunerazione dei lavoratori su due piani quello monetario e quella riservato ai piani di welfare.