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L'autore intende analizzare la posizione del pubere e dell’adolescente di fronte ai cambiamenti corporei. Si cerca di comprendere la duplice dimensione, personale e relazionale, che tocca il corpo dell’adolescente, un corpo irreversibilmente sessuato. Si affronta anche la lotta che vive nel combattere i sentimenti che gli derivano dall’abbandono della dipendenza infantile, da un lato, e, dall’altro, lo splendore del mondo adolescenziale che inizia a intravedere.

Richard Graham

L’adolescenza oggi

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2010

Nella storia dell’umanità, la pubertà e la sua risposta psicologica, ovvero l’adolescenza, possono entrambi variare nel tempo di insorgenza e nella durata. L’adolescenza, come noi la intendiamo attualmente, sembra essere una conseguenza della vita urbana a seguito dei cambiamenti indotti dalla rivoluzione industriale. Nel corso degli ultimi cinquant’anni i rapidi sviluppi della tecnologia hanno ulteriormente infuenzato il corso dell’adolescenza, e i problemi che possono insorgere durante questo periodo. La facilitazione dell’accesso ai mezzi di comunicazione visiva ed il conseguente coinvolgimento dell’adolescente ha fatto crescere i livelli di disturbo dell’immagine corporea e l’uso problematico ed eccessivo della tecnologia. La crescita dell’accesso alle informazioni modella l’identità e crea una pluralità di identificazioni, aumentando in questo modo la lotta dell’adolescente per trovare un sé autentico.

Juan Manzano

Lo stato attuale della psichiatria dell’adolescente: un punto di vista

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2010

Le classificazioni internazionali si sono rivelate particolarmente inoperanti e la ricerca neurobiologica non ha fatto veri progressi sull’eziologia dei disturbi mentali; nella genetica si è attualmente imposto il concetto di interazione geni-ambiente. In compenso, i progressi generali in neuro_ siologia (la plasticità cerebrale, i circuiti della memoria, i neuroni specchio) e gli studi empirici sulle competenze precoci del neonato hanno confermato concetti patogenetici derivati dalla clinica psicodinamica. Si tratta del campo della salute mentale ad indirizzo relazionale, nel cui ambito l’autore propone qui un modello relazionale dello sviluppo normale e patologico, che permetta un approccio preventivo e terapie - basate sulla relazione personale - la cui efficacia è stata dimostrata. I disturbi di personalità dell’adolescente sono considerati come i disturbi più frequenti e con una ricaduta più importante per i servizi. Vengono in fine analizzati alcuni fattori sociali attuali e fatte alcune considerazioni principali e urgenti sull’organizzazione dei servizi.

Giancarlo Rigon, Stefano Costa

Normalità e patologia in adolescenza

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2010

Il concetto di normalità è cambiato nel tempo in rapporto ai mutamenti sociali e culturali. Nel campo della psichiatria del bambino e dell’adolescente la definizione di normalità e di patologia deve tener conto della evolutività che caratterizza questo periodo della vita. Il limite che separa la normalità dalla patologia è fortemente messo in discussione dal cambiamento delle regole di comportamento sociale in atto in questi anni. Di fronte a questi segnali di cambiamento della "normalità", ci si chiede quali saranno le conseguenti modi_ che relative allo sviluppo psicologico e sociale dei bambini e degli adolescenti. Per dare risposta a questa domanda sono stai presi in esame i risultati di due studi che gli Autori hanno dedicato all’analisi del rapporto fra uso di sostanze e autolesionismo e psicopatologia in adolescenza. Pur nella diversità della casistica considerata, il fattore fragilità rappresenta l’elemento in comune che risulta significativo nel passaggio da una condizione di normalità alla patologia franca. A partire da questo dato, vengono svolte alcune rifl essioni che investono la definizione del concetto di fragilità, il valore dell’approccio diagnostico strutturale, la perdita della centralità dell’Io e del conflitto nel guidare lo sviluppo del bambino e dell’adolescente a favore delle esigenze di sostegno narcisistico, le conseguenze che un tale viraggio ha sulla pratica terapeutica orientandone il passaggio dalla interpretazione al setting.

Jonathan Ahovi, Marie Rose Moro

Riti di passaggio e adolescenza: una riflessione su normalità e patologia a partire dall’esperienza transculturale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2010

L'adolescenza è in genere considerata una fase di transizione. Ogni cultura produce dei modi differenti per regolare e controllare le difficoltà di transizione dati dal passaggio da uno status all’altro - come succede durante l’adolescenza - con lo scopo di contenere le ansie sia dei novizi, sia degli adulti iniziati. Nelle nostre società cosiddette moderne, complesse e meticcie, il rischio per gli adolescenti di perdersi, o di restare ai margini della società, sembra in aumento. L’Autore, riprendendo i contributi dell’etnografo francese Arnold van Gennep (1873 - 1957), presenta le nozioni di riti di passaggio, le loro definizioni e funzioni. Secondo Van Gennep, una cerimonia di passaggio comprende tre fasi: separazione, margine, aggregazione. I riti di passaggio degli esseri umani hanno l’obiettivo primario, in particolare nei momenti di separazione, di garantire i processi di unione e di aggregazione e di contrastare i meccanismi di esclusione. I riti di passaggio hanno tre diverse funzioni: sociologica, psicologica e religiosa. Hanno inoltre valenze sia intrapsichici, sia collettivi. Essi sono presenti nei riti di iniziazione dell’ adolescenza; riti tuttora attivi nel mondo che consentono alla donna e all’uomo di accedere al mondo dei significati.

A. Braconnier

La comprensione psicopatologica dell’adolescenza, ieri e oggi

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2010

Il passaggio dall’infanzia all’età adulta si è evoluto nel tempo, presentandosi diversamente nei diversi periodi storici. L’adolescenza si costituisce oggi in tre tempi articolati fra loro: il tempo dei cambiamenti, quello delle scelte e quello degli investimenti sull’identità. Esaminando il rapporto fra costruzione dell’identità e identificazioni, l’autore riconosce come problematica centrale dell’adolescenza la costruzione delle proprie identifi cazioni, processo complesso che, poggiando sulle immagini interiorizzate delle figure genitoriali, consente una rappresentazione sufficientemente coerente di Sé, della propria identità e personalità. Da un punto di vista psicopatologico la minaccia più importante in adolescenza è quella depressiva, di cui sono analizzate le possibili manifestazioni (da un attacco alle capacità di pensiero fino alle forme più gravi di attacco al proprio corpo, come accade nei tentativi di suicidio). Il testo si conclude con una riflessione sul tema del segreto, inteso come necessità umana, garante dell’autonomia psichica, e ricerca di complicità.

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2010