RISULTATI RICERCA

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This paper presents a cellular automata (CA) model of urban growth, which simulates the process of urbanization in an hypothetical region. The model contains a set of rules that define the spatial interaction of cells and a set of parameters that can be appropriately fixed in order to explore different urban forms. What we further try to explore is how the different results of the model can be evaluated through fractal analysis and the estimation of the fractal dimension. We assume that the patterns generated are fractal in nature and that their analysis and evaluation should be based on this recognition. A relationship is identified between the parameters of the model and the value of the fractal dimension, corresponding to more compact or fragmented and discontinuous sprawl patterns. In a subsequent section some further issues are examined in order to make the model applicable in the examination of existing urban patterns.

Bruno Veneziani

Il lavoro tra l'ethos del diritto ed il pathos della dignità

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 126 / 2010

L’autore ricostruisce il significato della "dignità" secondo la valenza acquisita nell’ambito dei rapporti di lavoro. L’analisi si avvale del metodo storico-comparato alla ricerca della differente portata precettiva della dignità intesa ora come valore ora come diritto in ragione della realtà storico-sociale e dei contesti ordinamentali nei quali opera. Il saggio propone una chiave di lettura che tende ad attribuire alla dignità nell’ordinamento italiano il ruolo di criterio unificante che permea l’intera anagrafe lavorativa del lavoratore tutelandolo "nel", "sul", "durante" e "dopo" lo sviluppo della relazione contrattuale. Il saggio propone l’idea che la dignità vada letta, interpretata e garantita anche nel quadro del corpus di norme costituzionali che collegano la dimensione individuale del bene-valore (artt. 2, 3, 35, 36 e 41 Cost.) a quello collettivo della solidarietà (artt. 39 e 40).

Marzia Barbera

Trasformazioni della figura del datore di lavoro e flessibilizzazione delle regole del diritto

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 126 / 2010

Il saggio analizza le trasformazioni subite dalla figura del datore di lavoro a seguito dei grandi mutamenti economici e sociali che hanno interessato l’ultima parte del secolo scorso, nonché le risposte che il diritto del lavoro ha dato a questi mutamenti. Viene, dapprima, descritta la disarticolazione dello spazio interno dell’impresa, con i processi di frammentazione ed esternalizzazione del ciclo produttivo, che hanno dato nuova centralità alla questione di chi sia il datore di lavoro; e, successivamente, la disarticolazione spaziale esterna, dovuta all’allargarsi dei confini del mercato su scala transnazionale, che ha determinato un’accresciuta scelta da parte del datore del diritto che governa il rapporto di lavoro. Il saggio descrive poi come il diritto del lavoro ha affrontato le conseguenze di tali processi, ed in particolare la disarticolazione delle responsabilità datoriali e la creazione per il datore di nuovi ambiti di immunità nell’esercizio dei propri poteri. Le nuove tecniche di tutela impiegate sono prevalentemente di tipo relazionale, intervengono, cioè, in relazioni nelle quali diritti e doveri delle parti non sono interamente determinati a priori, e lo fanno attraverso strumenti quali l’adozione di criteri di attribuzione funzionale delle responsabilità datoriali fra diverse entità economiche e attraverso varie forme di bilanciamento di interessi, mediate dalle clausole generali e dai principi di eguaglianza e ragionevolezza. Ne risultano un’accentuata flessibilizzazione delle regole giuridiche e un tasso più elevato di incertezza e imprevedibilità del diritto, ma anche la scoperta di nuove funzioni dei principi e dei diritti fondamentali.

Abstracts

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Masayuki Murayama

Remembering Masaji Chiba

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Chiba - Sociology - Anthropology - Onati - International prize. Masaji Chiba, Professor Emeritus, Tokyo Metropolitan University, passed away at the age of 90 on the 17th of December, 2009. A leading figure in Japanese Sociology and Anthropology of Law, he devoted himself to the study of indigenous law in Japan and other Asian countries. He gave an inaugural lecture at International Institute of Sociology of Law in Onati in 1989, and received an International Prize from the Law & Society Association in 2003. He was a pure academic and a great mentor to many young scholars.

Vincenzo Ferrari

William M. Evan, studioso e militante per la pace

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Evan - Sociologia del diritto - Strutturalismo - Pacifismo - Sistema giuridico. Questa breve nota ricorda William M. Evan, morto il 25.12.2009. Studioso di teoria dell’organizzazione di ispirazione strutturalista e instancabile militante per la pace nel mondo anche con le sue opere, Evan ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della sociologia del diritto post-bellica. Fu co-fondatore del Research Committee on Sociology of Law, ISA, curatore di importanti lavori collettivi e autore di numerosi saggi e di riflessioni confluite in una coerente visione del sistema giuridico e delle sue relazioni "aperte" con gli altri sistemi di relazioni sociali.

Processo - Fatti - Narrazioni - Verità - Cultura. Verità, accertamento del fatto, prova, narrazioni, sono alcuni dei significatichiave a partire dai quali è strutturato il volume La semplice verità di Michele Taruffo. L’a., nel rispetto della migliore tradizione degli studi sul processo, si interroga sulla possibilità di pervenire alla verità come finalità ultima all’interno di un sistema che costituzionalizza garanzie come quella del "giusto processo", operando un’identificazione tra decisione "giusta" e verità "provata". Il modello logico cui Taruffo àncora la dimostrazione della tesi che "la verità è possibile" - all’esito di un percorso di verificazione fattuale che vede il giudice come garante - fa principalmente riferimento all’epistemologia di Susan Haack. Lo studioso, sia pur critico nei confronti di orientamenti relativisti- ci di matrice post-moderna, non manca tuttavia di considerare e di integrare significativi spunti provenienti dal costruzionismo sociale ad orientamento culturale, che non poca influenza ha esercitato ed esercita nel panorama degli studi contemporanei di teoria del diritto. Il volume è di grande utilità anche per gli interessanti profili di comparazione che esso offre tra sistemi giuridici differenti.

Luigi Ferrajoli

Diritti e democrazia. Risposta ad Anna Pintore

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Diritti soggettivi - Diritti fondamentali - Lacune - Antinomie - Democrazia. Luigi Ferrajoli risponde in questo articolo alle critiche mosse da Anna Pintore, nel fascicolo n.2/2009 di questa Rivista, ai Principia iuris di Luigi Ferrajoli (2007), osservando che tali critiche sono assai penetranti, ma non convincenti. Seguendo l’ordine di Pintore, Ferrajoli affronta dapprima tre questioni di teoria del diritto - la nozione di ‘diritto soggettivo’, il rapporto tra i ‘diritti primari’ e i ‘diritti secondari’ e il problema delle lacune - e successivamente tre questioni di teoria della democrazia: la critica alla concezione puramente formale di democrazia, l’accusa di aver teorizzato una "democrazia per il popolo" oltre che "del popolo" e il rapporto tra teoria del diritto e teoria della democrazia.

Claudio Luzzati

L'analogia come procedimento di scoperta

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Analogia - Scoperta - Giustificazione - Modello. Lo scritto è una breve rivisitazione di un tema classico della filosofia analitica: quello della distinzione fra procedimenti di scoperta e il c.d. contesto di giustificazione. Le analogie possono essere un utile strumento per giungere a nuove scoperte, ma non costituiscono di per sé dimostrazioni convincenti. Ecco perché bisogna diffidare delle somiglianze e andare sempre alla ricerca di prove indipendenti dalle analogie che ci hanno guidato ad abbracciare determinate ipotesi. Questo, però, non è facile. Un radicato pensiero magico è sedotto dalle somiglianze ed è convinto che non ci sia miglior dimostrazione della bontà di una teoria del fatto che "tutto si tiene".

Guido Maggioni, M. Paola Mittica

La sociologia del diritto nell'Università italiana

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 1 / 2010

Sociologia - Diritto - Università - Italia. L’Università italiana sta vivendo nel corso degli ultimi dieci anni un periodo di forte transizione. In questo contesto di per sé problematico, la sociologia del diritto presente in due settori differenti, sin dall’originaria istituzionalizzazione accademica, rischia di perdere in visibilità e di compromettere la propria identità scientifica, tanto complessa quanto liminare tra la sociologia generale e le scienze giuridiche. Questo articolo è volto a misurare lo spazio accademico attribuito alla disciplina, per come si è configurato nella storia delle riforme del sistema universitario degli ultimi anni e pare prefigurarsi, sia in ordine alle regole del reclutamento che rispetto alla definizione della didattica. Si occupa, inoltre, di operare una ricognizione della presenza dei sociologi del diritto nel sistema universitario relativamente alla loro visibilità nei settori e alla produzione scientifica rintracciabile nelle fonti più immediatamente riconoscibili sotto l’etichetta "sociologia del diritto". L’obiettivo non è tanto di fornire una ricostruzione del campo attuale della sociologia del diritto italiana, ma di comprendere in che termini e secondo quali limiti il sistema accademico osservi la materia e i suoi cultori, per evidenziare alcuni problemi intorno all’identificazione della materia dall’esterno che possano contribuire a fare il punto sullo stato dell’arte della disciplina.

Deontologia - Professione forense - Sistema disciplinare - Ricerca empirica. Le statistiche relative al numero dei procedimenti a carico degli avvocati e ai tipi di sanzioni inflitte dagli organi forensi sono stati oggetto di aspre critiche negli ultimi anni e molto si è discusso sulle carenze del sistema disciplinare nel suo complesso, al punto che si è indotti a chiedersi quali possano essere le conseguenze per il futuro dell’avvocatura, soprattutto in termini di autonomia degli ordini professionali, di autoregolamentazione dei consigli e di conservazione del monopolio professionale. Il presente scritto, dopo aver illustrato brevemente le fonti normative e la struttura del procedimento disciplinare forense nel nostro paese, esamina l’attività disciplinare svolta dal Consiglio dell’Ordine di Milano nei confronti di avvocati tra il 1990 e il 2009 ed infine tenta di trarre qualche conclusione sia sull’efficienza del controllo formale sull’operato degli iscritti all’Albo professionale, sia sul contributo delle misure sanzionatorie al mantenimento degli standard professionali richiesti agli avvocati. L’indagine non ha alcuna pretesa di generalità, ma la situazione dell’Ordine milanese può certo ben rappresentare uno spaccato della realtà del controllo disciplinare e dunque fornire elementi per comprendere i problemi patologici che caratterizzerebbero il giudizio disciplinare a carico degli avvocati.