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Luca Conte

Aristide Marchetti: un democristiano eretico

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 3 / 2012

L'8 luglio 1955 la direzione centrale della Democrazia cristiana invitava la rivista del Partito «Prospettive» a cessare la pubblicazione e comminava l'espulsione al suo direttore Aristide Marchetti. Già partigiano e sindaco di Laveno Mombello, egli era stato tra i fondatori della Base, la corrente nata nell’ottobre del 1953 sulle ceneri del dossettismo, allo scopo di preservare e rivitalizzare la sinistra democristiana. Al basista varesino era stata affidata la direzione del primo periodico del gruppo, «La Base», e, successivamente, del quindicinale «Prospettive». Entrambi in pochi mesi divennero sedi prioritarie di elaborazione ideologica all’interno del mondo politico democristiano, anche in virtù di posizioni spesso eterodosse, che guardavano più a sinistra di quanto la maggioranza e i vertici della Dc non desiderassero, aprendo per esempio a una collaborazione organica con i socialisti. Sospese le pubblicazioni, i basisti non si diedero tuttavia per vinti, stringendosi in difesa delle proprie idee e di Marchetti, per la cui riammissione si mosse lo stesso Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Lo studio si propone di approfondire la vicenda sia sulla base dell'archivio privato e inedito della famiglia Marchetti, sia sulla scorta dell'ampia eco che i provvedimenti disciplinari e il dibattito che ne seguì ebbero sulla stampa nazionale, sino alla riammissione, che condusse la Democrazia cristiana a quella svolta verso l'apertura a sinistra dai basisti tanto auspicata.

L’attività di sgombero delle macerie che vide impegnato in prima linea il Comune di Brescia, a partire dal termine del secondo conflitto mondiale, rappresentò il primo e necessario passo per affrontare la ricostruzione in una città devastata dalle incursioni aeree. La municipalità di Brescia coordinò direttamente lo «sgombro-macerie» come una grande operazione di protezione civile e allo stesso tempo come testimonianza di vigorosa fiducia nel futuro. La fase della rimozione dei detriti venne gestita con determinazione, utilizzando tutte le risorse disponibili, sia in termini di uomini che di mezzi dalle strutture comunali «ordinarie» che in questa fase seppero produrre uno sforzo «straordinario». In municipio non venne, infatti, creata un apposita struttura come in altre città (Milano, ad esempio), ma il coordinamento delle diverse iniziative in tema di rimozione dei materiali e messa in sicurezza dei vari edifici fu affidato direttamente all’ufficio tecnico comunale che coordinò le attività in collaborazione con il genio civile, le autorità alleate e la popolazione. Anche grazie a questo slancio post-bellico nel risolvere il problema delle macerie, la ricostruzione poté essere avviata con rapidità e efficacia. Nel giro di tre anni il tessuto edilizio della città risultò profondamente rinnovato.

Filippo Gorla

La mistica fascista nell’ideologia e nella politica religiosa del regime

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 3 / 2012

L’articolo esplora le relazioni tra la "mistica fascista" e la politica religiosa del regime dalla Conciliazione al primo e unico convegno nazionale di mistica fascista (1940). L’autore riconduce la mistica alla presunta valenza spirituale del fascismo (che, grazie all’attenzione per i "problemi dello spirito", poteva interloquire con i fenomeni religiosi) e adotta quale fonte primaria alcune riviste politiche del Ventennio, con l’obiettivo di evidenziarne il ruolo nella vicenda della mistica fascista, iniziata nel 1930 con la fondazione - da parte di Niccolò Giani - della Scuola di mistica fascista di Milano. Dopo aver rilevato gli intrecci tra la mistica e la dottrina fascista, l’autore individua il convegno del 1940 come l’apice dell’elaborazione mistica, il momento di emersione delle sue varie correnti, tra cui può essere annoverato anche l’antidealismo, nella cui prospettiva l’autore inquadra il rapporto tra la mistica fascista e la politica religiosa del regime. L’autore riflette inoltre sulla volontà della mistica fascista di chiarire la propria posizione verso la religione cattolica e di differenziarsi dalla mistica religiosa, mettendo in luce il contributo delle riviste del regime. La mistica si qualifica come un fenomeno la cui incidenza nell’ideologia fascista è difficilmente determinabile, perciò si prospetta la possibilità di ampliare la riflessione ad ambiti di ricerca attigui, come le "massonerie di frangia" e i gruppi esoterici tradizionalisti.

Antonio De Lauri

Scienza e scientismo negli scritti editi e inediti di Tito Vignoli (1863-1899)

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 3 / 2012

Tito Vignoli fu uno psicologo, filosofo e antropologo italiano del secondo Ottocento la cui opera testimonia dei percorsi di ricerca spesso inquieti e travagliati di un nuovo statuto scientifico delle scienze dell’uomo nel quadro del naturalismo positivistico e della rivoluzione darwiniana. Al centro della sua riflessione si colloca già l’uomo post-darwiniano, l’ "uomo materia" frutto dell’evoluzione e appartenente al regno animale, e non più l’ente spirituale e astratto, dotato di un’anima e di un intelletto sovrasensibili delle tradizionali visioni religiose e delle filosofie idealistiche e metafisiche. Secondo l’autore, il notevole contributo di Tito Vignoli alla costruzione di una rinnovata conoscenza dell’uomo, della società e della storia, fondata sulle scienze della natura e sul modello dell’epistemologia sperimentale fornisce tuttavia anche un chiaro esempio delle tendenze scientistiche che operarono nel contesto del materialismo positivistico, italiano ed europeo: non solo della fiducia smodata nelle possibilità conoscitive della scienza, la sua pretesa capacità di penetrare il segreto della vita, le profondità del cuore umano o il senso della storia, ma anche della confusione di piani tra materia e spirito, natura e storia, evoluzione e progresso.

Achille Basile

Introduzione

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: Suppl. 108 / 2012

Massimo Marrelli

Presentazione

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: Suppl. 108 / 2012

A cura della Redazione

Gli autori

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

Nicola Matteucci, Paolo Seri

Crisi e declino nella manifattura italiana: note per l’agenda di ricerca e la politica industriale

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

La durezza della crisi economica e la velocità di sfaldamento della base manifatturiera del paese, così come emergono dai dati sul reddito pro-capite e la produttività, travalicano ormai il portato euristico acquisito da categorie analitiche quali "crisi strutturale", "ristrutturazione industriale" o "delocalizzazione produttiva". Allo stesso tempo, il termine di "declino" richiede una disambiguazione. Per la prima volta dal secondo dopoguerra, i fattori di globalizzazione economica e le dinamiche geopolitiche, impattando sugli irrisolti elementi di fragilità del sistema produttivo nazionale, possono innescare esiti di declino industriali auto-cumulativi e non reversibili. Inoltre, l’esame di alcuni dei caratteri del modello di specializzazione italiano e delle dinamiche di generazione e diffusione tecnologica (R&S e ICT) non evidenziano gli auspicabili segnali di cambiamento; questa pericolosa stasi è poi rafforzata dal protratto impasse del quadro socio-politico e dall’assenza di politiche industriali coraggiose. Il presente contributo, nel riflettere su questi fenomeni "epocali", ripercorre alcune questioni irrisolte sul modello di sviluppo italiano, con l’ambizione di rimettere il tema del declino socio-economico e culturale del paese al centro dell’agenda di ricerca e della politica industriale.

Luca Salvati

Ambiente, sviluppo, crisi: il mediterraneo urbano a un bivio

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

Through a critical review of the recent literature, the present study discusses on the essential nature of the phenomenon, on its dynamics and effects on socioeconomic and ecological systems with a focus on Northern Mediterranean cities. The analysis has mainly focused on the comprehension of the "Mediterranean urban ideal" and how the cities of the region are shaped by certain behaviours and practices of the population. Urban diffusion appears as a dynamic outcome of synergic geo-economic and socio-cultural characteristics. Adopting a comparative approach based on paradigmatic case studies is essential for debating on a multifaceted phenomenon like urban expansion in southern Europe.

Almerino Mezzolani, Antonio Benedetti, Marco Marzioni, Fulvio Moirano, Roberto Ghiselli

Commenti

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

Franco Pesaresi, Fabio Ragaini

L'integrazione socio-sanitaria nelle marche: modello e stato di attuazione

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

The article describes the organizational model of the social and health services chosen by Marche Region both at regional and local level. At regional level the planning function prevails, while locally the prevailing function is based on management. The article also gives an analysis of the implementation state of the social-health integration’s regional system.

Giuseppe Zuccatelli, Claudio Maria Maffei

Come cambia l’assistenza agli anziani non autosufficienti nelle marche: alcuni spunti di riflessione

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

The aim of the paper is to describe the Long-term Care system of the Marche Region and to identify main challenges to ensure its sustainability in times of economic recession. Using administrative routine data of hospital discharges, the paper analyses possible reforms of the hospital networks in the Marche Region by identifying those "potentially inappropriate" hospital stays which could be shifted to alternative institutions, such as the so-called "intermediate care institutions". Before concluding with some final remarks, the role and the support of the informal caregivers are discussed. It is presented the care model of "Up-Tech", an intervention research project recently funded by the Ministry of Welfare aiming at supporting the family caregivers of Alzheimer Patient through a multi-component intervention, entailing the use of case manager social workers, preventive nurse visit and new Information and Communication Technologies.

Usually the analysis of European health systems is based on health supply, rather than demand. And even when data regarding health demand are available, the focus is on health consumption rather than real needs. For the first time the EU-SILC survey provides a set of data concerning the "self-perception of health" of the European citizens. The article analyses these data, showing the main features of this issue in Europe and Italy

Walter Ricciardi, Antonio Giulio de Belvis, Tiziana Sabetta, Andrea Silenzi

Effetti della crisi sulla salute e sull’accesso ai servizi nelle regioni italiane

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2012

The Italian Observatory Healthcare Report (IOHR - 9th edition) collects comparable data on health status and quality of healthcare services throughout Italy and supply policy makers with a set of indicators validated at international level in order to help them in the decision making process. The present IOHR aims to describe quality of healthcare and the effects of the economic crisis on health. The report realizes a benchmarking activity and indicators selected are analyzed according to: meaning, feasibility and quality, comparability and reliability. Each indicator is validated by a panel of public health experts in terms of meaning, pattern, validity and limits; graphic representations and recommendations for decision makers are included and a peer reviewing is performed for quality assessment. Indicators on population dynamics, survival, cardiovascular diseases, cancer, infectious diseases show that the overall health status of Italians is good, nevertheless, changes in lifestyles, diet and healthcare supply are evident and out of pocket expenses are growing as well as anti-depressant drugs consumption and suicides. Regional differences are constant and economic crisis might increase inequalities. The IOHR describes the overall health status in Italy as good, nevertheless, the effects of economic crisis on health are already visible: it is necessary to stimulate the provision of preventive services and ad hoc social and health policies in order to prevent citizens to become ill and reduce differences between geographical macro-areas, regions and gender that are widening