Tramite una convenzione-quadro tra il Ministero della Giustizia e la Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI), siglata nel 2016, gli atenei italiani possono divenire sedi di lavoro di pubblica utilità (LPU). L’articolo riporta i dati emersi da uno studio di caso condotto in un ateneo del nord Italia che, realizzando una best practice, ha dato attuazione alla convenzione suddetta. La ricerca, di tipo qualitativo, ha utilizzato lo strumento dell’intervista semi-strutturata con l’obiettivo di rilevare le opinioni e le aspettative dei lavoratori di pubblica utilità, quelle dei referenti accademici e quelle dei professionisti del servizio sociale di riferimento. Gli esiti della ricerca confermano l’esigenza di decostruire il ‘senso comune penale’ che grava sia sullo stereotipo del criminale sia sulla percezione dell’efficacia delle misure di probation facendo emergere viceversa il valore de-stigmatizzante e le potenzialità della messa alla prova in termini comunitari. Long abstract