RISULTATI RICERCA

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A partire da un corpus di oltre ottocentomila tweet, il contributo analizza la comunicazione degli esponenti politici italiani rispetto al dibattito sulle ONG indagandone la progressiva criminalizzazione. Attraverso un approccio quali-quantitativo che prevede l’integrazione dei digital methods con gli strumenti della Critical Discourse Analysis, lo studio intende trovare la convergenza tra la criminalizzazione delle ONG, l’articolazione della nozione di sovranismo e, più in generale, rimarcare le rappresentazioni mediali dei fenomeni migratori in relazione ai processi politici. L’analisi si è concentrata su metriche e strategie discorsive messe in gioco dai politici evidenziando il ruolo centrale di quelli di area sovranista nella criminalizzazione delle ONG. Quest’ultima emerge come “momento politicizzante” in grado di allineare il dibattito sui soccorsi in mare al campo e ai protagonisti della politica, contribuendo alla rimozione dal dibattito dei volti e delle voci di immigrati e richiedenti asilo.

Alessandra Corrado, Francesco Caruso, Camilla Macciani

Migrazioni, sindacalismo e autorganizzazione nelle campagne: i braccianti migranti in provincia di Foggia (Italia)

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

La partecipazione politica e sindacale e la mobilitazione nel caso del lavoro agricolo migrante hanno trovato poco spazio nelle analisi, ciò come conseguenza delle caratteristiche di questa specifica componente, per effetto sia delle politiche migratorie e di asilo sia per delle trasformazioni del settore, ma anche delle difficoltà dei sindacati tradizionali a intercettare e rappresentare questa componente. L’adozione della prospettiva della cittadinanza dal basso e del sindacalismo di movimento o comunitario può aiutare a riconoscere e interpretare le dinamiche di coinvolgimento attivo e le pratiche dei lavoratori migranti per il miglioramento delle condizioni di vita, all’interno delle proprie reti e in funzione di proprie logiche e progetti, ma anche in collaborazione con altri attori. L’articolo presenta i risultati di una ricerca condotta con una metodologia qualitativa in provincia di Foggia, in particolare negli insediamenti informali di Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone, tra il 2018 e il 2021. Il variegato panorama della Capitanata, caratterizzato da molteplici attori sindacali, para-sindacali e del terzo settore, e forme di auto-gestione degli insediamenti pone in luce diversi elementi da tenere in considerazione per una rielaborazione delle teorie relative alle forme di cittadinanza dal basso di soggetti formalmente esclusi dalla partecipazione politica diretta e che, tuttavia, reclamano uno spazio pubblico.

Gabriella D’Ambrosio, Pasquale di Padova

L’integrazione scolastica delle nuove generazioni tra background migratorio e disuguaglianza delle opportunità

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

Obiettivo del lavoro è lo studio dello svantaggio scolastico in Italia nella popolazione tra i 15 e i 24 anni alla luce del background migratorio e della differente struttura delle opportunità legata all’estrazione sociale. I giovani studenti di origine straniera solo recentemente hanno raggiunto numeri tali da permettere analisi sistematiche del fenomeno. A tal fine, si utilizzano i dati della Rilevazione sulle Forze di Lavoro dell’Istat per il periodo 2015-2019. I risultati confermano anche nel contesto italiano che il capitale socioeconomico e culturale della famiglia di origine giocano un ruolo decisivo nel contenere il rischio di dispersione scolastica e nel modellare le scelte verso la scuola superiore e l’università. Inoltre, anche a parità di estrazione sociale, l’origine straniera esercita un significativo effetto netto che se da un lato permette alle seconde generazioni di recuperare terreno, dall’altro fa registrare maggiori difficoltà di integrazione per le prime.

Viviana Premazzi, Ilenia Bua, Artem Filenko

Managing Cultural Diversity: Challenges and Strategies for the Italian Context

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

Diversity Management has evolved in recent years trying to include different categories of diversities. Despite the good intention, in the Italian scenario policies and practices are still focused mainly on gender and disability and little has been done to include and develop strategies to promote and value cultural diversity, especially due to the increase of foreign workers. Through the discussion of the preliminary results of a questionnaire submitted to HR managers working in Italy, the authors’ aim is to show the challenges faced by different organisations and the strategies that have been put in place to address cultural diversity and inclusion at the workplace.

La proposta si inserisce nell’interesse della ricerca sociologica ai molteplici processi che descrivono la complessità sociale della contemporaneità, attraversata da mutamenti demografici e investita dalle conseguenti trasformazioni in ambito socio-culturale nei sistemi organizzativi complessi, che vedono esponenzialmente accresciuto il grado di diversità al loro interno. Nasce così – come esigenza organizzativa quanto democratica in senso più ampio – la necessità di gestire tali mutamenti, comprendendo dal profondo gli elementi d’ostacolo alla promozione delle diversità nelle culture organizzative, attraverso lo strumento del Diversity Management (DM), che si prefigge di riconoscere e valorizzare il capitale umano di cui ogni singola persona che abita l'organizzazione è depositaria. L'articolo fornisce, infine, riflessioni teoriche applicate all’age diversity management, come esempio di incontro intergenerazionale e proficuo scambio di conoscenza al di là degli stereotipi e dei pregiudizi.

A fronte di un esponenziale aumento della diversità nei contesti attuali, Italia compresa, i mercati del lavoro sono oggi sempre più complessi ed eterogenei. Eppure persistono forti diseguaglianze nell’accesso a percorsi professionali altamente qualificati, con livelli di segregazione occupazionale che non accennano a diminuire, soprattutto per le popolazioni di origine straniera. Diviene allora cruciale riflettere su quegli elementi in grado di incidere sulla costruzione di capitale umano e culturale, aprendo a processi di valorizzazione delle competenze così acquisite. A partire da una ricerca qualitativa che indaga la presenza di percorsi di mobilità sociale tra persone di origine straniera, l’articolo analizza criticamente gli elementi che influenzano l’accesso a percorsi di elevata formazione. Concentrandosi sulle dimensioni che più appaiono cruciali - la famiglia di origine, i docenti e il capitale sociale - il contributo propone uno sguardo interdisciplinare, interrogando la prospettiva del servizio sociale. Sulla base delle evidenze empiriche, si riflette sulle funzioni chiave che l’assistente sociale potrebbe assolvere per sostenere percorsi di inclusione, evidenziandone il ruolo in azioni improntate al cambiamento strutturale e alla policy practice.

Giulia Maria Cavaletto

Rewind. "Ci vorranno 51 anni in più". Pandemia, assetti organizzativi e lavoro femminile

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

A seguito della pandemia e delle misure di smart working la condizione occupazionale femminile è peggiorata, soprattutto per effetto del surplus di carico domestico, di cura, di conciliazione all’interno delle mura domestiche. Tutte le azioni tradizionalmente messe in campo dalle organizzazioni sensibili al Diversity Management come risorsa e opportunità per l’impresa, per tutti i lavoratori e per i profitti, sono state accantonate e depotenziate, facendo scivolare l’obiettivo della parità di genere a data da destinarsi. Non solo ricadute quindi differenziate tra lavoratori e lavoratrici, ma anche tra lavoratrici, italiane e straniere, più o meno tutelate dai contratti, più o meno esposte in ragione del settore occupazionale.

Il Diversity Management (DM) come strumento di valorizzazione delle diversità all’interno dei sistemi organizzativi complessi ha oramai conquistato la scena all’interno delle grandi aziende nel mondo e in Italia. Infatti, tale questione sta caratterizzando anche il contesto italiano, pur con un certo ritardo (come in altri paesi europei), rispetto al Nord-America e al Regno Unito. Si pone come obiettivo quello di valorizzare le diversità all’interno dei sistemi organizzativi complessi: l’età, il genere, la provenienza etnico/culturale, le abilità ed altre diversità rappresentano certamente una ricchezza per le aziende, non solo dal punto di vista economico ma anche, e soprattutto, culturale. In questa sede si presentano alcune risultanze dell’indagine empirica realizzata, avendo come obiettivo quello di comprendere, nel senso weberiano del termine, come viene considerata e affrontata la diversità - in particolare quella di genere - all’interno di alcune organizzazioni, nel tentativo di individuare specifici elementi in grado di favorire l’inclusione femminile nei sistemi organizzativi complessi.

Stella Pinna Pintor, Roberta Ricucci

Valorizzare il capitale umano per la gestione della diversità culturale

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

Il riconoscimento dei benefici dei processi migratori comporta necessariamente una adeguata valorizzazione del capitale umano tramite pratiche e politiche di gestione della diversità culturale, in primo luogo a livello locale. Le pratiche di diversity management, sviluppate principalmente nei contesti imprenditoriali, si pongono questo obiettivo. Tuttavia in Italia ci sono alcuni ostacoli al loro sviluppo, legati in particolare alle piccole dimensioni delle imprese e alle resistenze culturali diffuse. Risulta quindi necessario sviluppare delle pratiche che tengano conto della specificità del contesto italiano e del quadro culturale, insieme ad un aggiornamento delle normative per rimuovere gli impedimenti ad una buona integrazione della popolazione immigrata. Questi interventi non vanno declinati solamente nelle imprese in riferimento alla presenza straniera, si tratta piuttosto di tenere in considerazione l’intersezione delle diverse dimensioni dell’identità e, allo stesso tempo, dei diversi luoghi in cui queste si incontrano (oltre che nelle imprese, nelle scuole, nelle strutture sanitarie, nelle realtà associative, nelle università, nei contesti sportivi etc.). Infine, il presente contributo assume una funzione introduttiva dei diversi articoli che presentano, tramite lenti differenti, l’intreccio delle pratiche di gestione della diversità culturale e la valorizzazione del capitale umano.

Carlo G. Lacaita, Antonio Maria Orecchia, Raffaella Bianchi Riva, Simone Campanozzi, Elisa Signori

Note e recensioni

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2023

Anche Cattaneo tra i fondatori del pensiero di destra?

Jacopo Perazzoli, Angelo Filippetti, l’ultimo sindaco di Milano prima del fascismo, refazione di Ezio Mauro, Postfazione di Andrea Jacchia, con una nota di Andrea Torre, Milano, Biblion Edizioni, 2022, 284 pp.

Rosaria Marchesi e Fabio Cani, Lo specchio rotto. Giornalismo, narrazioni e documenti durante la Repubblica Sociale Italiana e la Resistenza nel Comasco 1943-1945, Como, NodoLibri, 2022, 500 pp..

Marco Cuzzi, Seicento giorni di terrore a Milano. Vita quotidiana ai tempi di Salò, Vicenza, Neri Pozza Editore, 2022, 464 pp.

Sergio Onger, a cura di, L’Università degli Studi di Brescia 1982-2022, Brescia, Brixia University Press, 2022, 475 pp.

L’attenzione posta verso gli aspetti sociali del mondo di banca ha individuato in Carlo Lo- vioz, direttore presso la filiale della Banca commerciale italiana (Comit) di Londra tra il 1935 e il 1940, una figura in grado di mostrare l’importanza assunta dai network di conoscenze personali nel panorama finanziario. Sono stati selezionati una serie di incontri che offrono un primo sguardo sulla rete relazionale di Lovioz, mostrandone la composizione e i meccanismi. Il supporto fornito dalla teoria del capitale sociale ha consentito di mettere in luce alcuni tratti peculiari del gruppo sociale delle élite di banca, tra cui spirito di cooperazione (e di solidarie- tà), fiducia e stima. Essenziale ai fini della ricerca è stato il preliminare inquadramento storico avente come estremi la fondazione della Comit, nel 1894, e la legge bancaria – che sancì la fine della banca universale – emanata dal governo fascista nel 1936, affinché si potesse forni- re una dovuta contestualizzazione del periodo antecedente l’esperienza dirigenziale del banchiere preso in esame. Ripercorrendo i passaggi di un istituto che contribuì allo sviluppo eco- nomico dell’Italia di inizio Novecento, sono state descritte le cause che portarono all’intervento statale per il suo salvataggio, tra il 1931 e il 1933, e al suo nuovo assetto organizzativo.

Il ritorno degli austriaci, dopo la capitolazione di Milano il 5 agosto 1848, si è accompagnato all’adozione di una politica assai repressiva. A Monza il ripristino dell’assoluto e le misure gravose imposte alla popolazione provocano, almeno nelle settimane immedia- tamente successive alla chiusura della breve parentesi rivoluzionaria, manifestazioni di malcontento e di sfida verso l’autorità straniera. È in questo contesto di forte tensione dove la comunicazione fra occupanti e occupati procede tra l’emissione di divieti e dove- ri da un lato, relativi, almeno in questa prima fase, al controllo dell’ordine pubblico, e la violazione dall’altro, che ha luogo la fucilazione di Carlo e Pietro Rivolta, padre e figlio condannati a morte per il possesso di armi e munizioni. Questo saggio, nel ricostruire il clima cittadino antecedente e successivo all’eccidio, intende inoltre mostrare come la morte dei Rivolta, nell’Italia unitaria quanto in quella fascista e repubblicana, venga per certi aspetti snaturata rispetto al suo movente originario e resa assonante alle esigenze narrative delle epoche citate.

Il saggio analizza le persone che sono coinvolte nel settore creditizio nella località di Chiu- ro, in Valtellina, nell’ultimo quarto del XIV secolo. Attraverso l’utilizzo della documentazione notarile, l’autore esamina i prestatori, le loro attività, le modalità del loro coinvolgimento nel mercato del credito e come essi si inseriscono nella dinamica piazza chiurese. Il saggio evidenzia l’affermazione del modello economico e sociale rappresentato dall’élite rurale. Il successo delle scelte economiche di questi notabili, anche attraverso gli atti di mutuo e i prestiti dietro ipoteca fondiaria, li rende il punto di riferimento per gli altri ceti sociali che cercano di arricchirsi. I mercanti, gli artigiani, i proprietari immobiliari e i con- tadini benestanti tentano di ripercorrere le medesime strategie economiche dell’élite locale, seppur con modalità differenti, dimostrando la proficuità dei prestiti e la loro utilità anche come mezzo di mobilità e di affermazione sociale.

A cura della Redazione

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PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Annaluce Caputo, Luca Mancusi

Lo psicologo di base: uno sguardo allo scenario europeo

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

La necessità di comunicazione tra cure primarie e cure specialisti- che nell’ambito della salute mentale ha fatto sì che negli ultimi anni venisse rivol- ta particolare attenzione alla figura dello psicologo di base, figura che, collocata accanto al medico di base e ai pediatri di prima scelta, potrebbe offrire assistenza psicologica primaria. Ciò garantirebbe una presa in carico di quelle situazioni di disagio e di malessere che richiedono un ascolto tempestivo e un’azione di pre- venzione, indispensabile per impedire che le difficoltà psicologiche si trasformino in malattia. L’Italia sta muovendo i primi passi in tale materia, ma cosa è successo e succede nel resto d’Europa? Tale articolo ha lo scopo di gettar luce su ciò che hanno fatto gli altri Paesi europei in materia di psicologia delle cure primarie e in particolare, attraverso tre pubblicazioni scientifiche, si rivolge lo sguardo all’e- sperienza trentennale dei Paesi Bassi (Derksen, 2009); all’esperienza pionieristica realizzata presso il Servizio Sanitario di Lanzarote (Gomez et al., 2019) e a una recente esperienza in Belgio ( Jansen et al., 2022).