Questo articolo indaga il ruolo emergente e ancora poco istituzionalizzato del disability manager nel panorama organizzativo italiano. Nonostante la crescente attenzione verso le agende della diversità e dell’inclusione, l’effettiva integrazione delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro continua a incontrare persistenti barriere culturali, strutturali e organizzative. Adottando un approccio qualitativo ed esplorativo, lo studio si basa su interviste semi-strutturate con disability manager operanti in diversi contesti organizzativi, tra cui banche, società di consulenza e cooperative sociali, integrate da un’analisi di articoli della stampa nazionale. L’analisi tematica evidenzia l’ambivalenza che caratterizza questo ruolo: se da un lato il disability manager è percepito come un potenziale agente strategico di innovazione inclusiva, dall’altro, nella pratica, il ruolo appare spesso privo di mandati chiari, risorse adeguate e riconoscimento formale. Frequentemente attribuita a personale interno senza una formazione specialistica, questa posizione rimane fragile e non sufficientemente professionalizzata. I risultati suggeriscono che il disability manager funzioni oggi più come una figura aspirazionale o simbolica che come un attore organizzativo pienamente consolidato, riflettendo tensioni più profonde tra retorica inclusiva e pratiche frammentate nei luoghi di lavoro contemporanei. Lo studio contribuisce alla letteratura sul disability management offrendo evidenze empiriche sulle sfide e sulle potenzialità legate all’istituzionalizzazione di ruoli inclusivi all’interno delle organizzazioni.