RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104906 titoli

Enzo Scannella

Profili teorici ed evidenze empiriche del rapporto banca-impresa.

Un'indagine sul territorio

Un contributo conoscitivo alla comprensione dei rapporti creditizi banca-impresa, in un contesto istituzionale e competitivo caratterizzato da una crescente complessità tecnica ed operativa dell’attività creditizia, da un’incessante innovazione finanziaria, da una continua evoluzione della tecnologia informatica e telematica, e dalla complessa armonizzazione e unificazione della regolamentazione dell’industria bancaria europea.

cod. 365.1137

Giovanni Schininà

Profilo della popolazione studentesca in età liberale (1875-1922)

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 1 / 2019

Basandosi su fonti dell'Ateneo nonché su statistiche nazionali l'articolo traccia un profilo statistico della popolazione studentesca in età liberale, mettendo in evidenza la crescita d'importanza dell'università catanese nel panorama siciliano e nazionale anche nelle dimensioni degli iscritti. I tassi più elevati di crescita risultano negli ultimi anni dell'Ottocento e poi tra il 1917 e il 1920. Essi riguardano soprattutto le iscrizioni nelle Facoltà di Scienze e Lettere, grazie anche all'espansione dei corsi di diploma biennale.

Dario Stazzone

Profilo di un secentista catanese. Domenico Guglielmini, «fra gli Accademici Infecondi di Roma detto l’Etneo»

ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE

Fascicolo: 2 / 2021

Il saggio ricostruisce aspetti della biografia e dell’opera letteraria del secentista catanese Domenico Guglielmini, predicatore, scrittore, pittore, membro di diverse accademie in tutt’Italia. Percorrendo la sua opera poetica, se ne individua per la prima volta il dialogo sotterraneo con Giordano Bruno e una significativa citazione tratta da Gli eroici furori: non sembra un caso che proprio questo colto predicatore, dopo il terremoto del 1693, abbia identificato per primo Catania con la mitica Fenice. Quanto alla sua opera più celebre, La Catania destrutta, si mette in evidenza il valore letterario, il gusto per i mirabilia, la ricca intertestualità, il ricorso a motivi topici, l’intento morale e non solamente il valore cronachistico.

Guido Zucconi

Profilo di Venezia metropolitana, 1880-1970

STORIA URBANA

Fascicolo: 102 / 2003

Throughout its history of independent city, the limits of Venice were traditionally corresponding to the water fully surrounding the ancient insula. During the XIX century, such a notion of insularity would be radically transformed by a growing number of factors. First in 1846, during the Austrian domination of northeastern Italy, the new railway bridge was built up in the perspective of a long-distance connection to Milan. In the 1880s, a planning scheme was laid out, mostly suggested by the sanitary engineers as the basis of a radical process of modernization. The idea of the planners was also to lessen the urban density and to transfer a large quantity of population to the outskirts. Brought about in 1874, the first enquiry on slum areas had revealed about 35.000 inhabitants living in unbearable conditions. In order to enable the clearance of dilapidated and overcrowded areas, the plan contemplated to resettle a number of people roughly corresponding to one fourth of the total community of the insular Venice. The municipality was looking about new peripheral settlements, such as the Lido, the old island of Giudecca and the new area of Sant’Elena as possible places of destination. Such a concern implied an enlarged notion of city. In the next decades, another problem affected new possible overviews of the city and its limits, that was the proposal of enlarging the port and the area at its backs – the so-called Marittima. New room had to be found elsewhere in order to exploit the opportunities given by new networks of communications. Starting from 1917, a fully equipped industrial port was realized in the area of Marghera, the other side of the lagoon. Together, they created a new residential suburb suitable to the needs of an increasing number of working men. The entire settlement was considered as a new pole within a system of larger connections which has not existed before 1933, when a vehicular link to the mainland was built-up. That was the so-called Littorio bridge, named after one of the masterpieces of Mussolini’s propaganda. Just at the beginning of the Fascist regime, in 1926, a new local body was officially created (the so-called Grande Venezia) including the new settlement of Marghera and the old one of Mestre. The new dimension of Greater Venice was also intended to encircle the insular and maritime sections –the proper Venice and the Lido. The vast industrial area around the new port emerged as the major propeller of the new regional area. Second, some strategic knots were shaped, such as new terminals for cars, ships, airplanes and railroad. Finally, the process started dealing with community facilities such a framework of new poles and networks, the notion of insularity was doomed to an inexorable decline. Venice and its sacred stones had to be theoretically absorbed into the major body of a greater metropolis. In the lagoon, like elsewhere, the traditional urban center is called to give name and significance to the entire conurbation. What makes the difference is the weight of an unchanged idea of Venice strictly connected to the notion of “diversity”. After 1970, the crisis first and the collapse of traditional industry later put aside the role of production in the process of metropolitan configuration. Particularly over the last two decades, the Greater Venice has lost its grounds the commercial port and the industry were moved to the backside area whereas what is centered on the urban core what could be called an Erlebnisstadt has gained a larger room. Due to the change of economic and social perspectives, the whole question of city limits has been once again placed under discussion. Such a story is common to most of the western European countries, but in Venice a particular role has been played by local factors. Both water and outstanding features of the old center have increased and sharpened the divisions among different areas.

Raul Caruso, Filomena Asgresta, Emiliano Sironi

Profilo economico delle donne nel disagio post-partum. Un’indagine empirica presso l’Ospedale Niguarda di Milano

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2015

The purpose of this work is to identify the personal characteristics of mothers who requested the child-care benefits of the project called "Fiocchi in Ospedale" in the days immediately following childbirth. The work is based on the results of a survey led at Niguarda Hospital of Milan and involving a sample of about 120 women, some of them enrolled in the project "Fiocchi in Ospedale". Results of a probit analysis show that (i) the unemployment condition of the mother is one of the main predictors for the need for assistance; (ii) there is an inverted "U-shaped" relationship between the age of the mother and the need for assistance; (iii) the education of the mother does not affect the likelihood of receiving benefits; (iv) foreign mothers are more likely to need assistance.

Giovanni Rota

Profilo filosofico di Giuseppe Gangale

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2001

Lo studio presenta la vicenda filosofica del giornalista calabrese Giuseppe Gangale (1898-1978), un protestante che operò in Italia tra il 1922 e il 1934 dirigendo dapprima il settimanale «Conscientia», edito dalla Scuola Teologica Battista di Roma, e in un secondo tempo la casa editrice Doxa, alla quale collaborarono personaggi come Adriano Tilgher, Antonio Banfi, Giovanni Miegge e Carlo Antoni. Gangale sostenne dapprima un’interpretazione teologica del sistema hegeliano (l’Idea come riproposizione in chiave speculativa del Dio di Calvino) in polemica con le coeve interpretazioni di Croce e Gentile; in seguito, aperto agli stimoli provenienti da Barth, Troeltsch, Spengler, ecc., Gangale tentò la formulazione di una teologia sostanzialmente irrazionalistica che ebbe la sua espressione più rilevante in Il Dio straniero (1932). Le altre sue più importanti opere furono: Rivoluzione protestante (edito da Piero Gobetti nel 1925), Apocalissi della cultura (1928) e Revival (1929). Nel 1934, Gangale lasciò l’Italia e il lavoro filosofico per dedicarsi a studi di carattere linguistico.

Il presente studio è parte di un progetto di ricerca longitudinale multicentrico, denominato NEO-ACQUA (NEONATAL ADEQUATE CARE for QUALITY of LIFE), il cui principale obiettivo è la valutazione della qualità della vita di bambini nati pretermine, ma considerati "sani" alla dimissione per l’assenza di patologie conclamate. In quest’articolo sono riportati i risultati relativi alla valutazione neurocomportamentale. Lo scopo primario è indagare possibili differenze nel profilo neurologico e comportamentale rispetto a bambini nati a termine. Hanno preso parte allo studio 69 bambini nati molto pretermine (età gestazionale < 30a settimana e/o peso alla nascita < 1500 gr) e 33 bambini nati a termine. I pretermine sono stati valutati al raggiungimento dell’età postmestruale a termine (_ 37 settimane), i nati a termine tra la seconda e la terza giornata di vita. La valutazione neurocomportamentale è stata eseguita tramite la Neonatal Intensive Care Unit Network Neurobehavioral Scale (NNNS). In confronto ai nati a termine, i pretermine presentavano un maggior numero di riflessi non ottimali e una scarsa qualità del movimento. Sul piano comportamentale manifestavano una minore capacità di attenzione e di partecipazione allo scambio con l’ambiente. Inoltre risultavano meno abili nella regolazione del distress. Infine, presentavano marcati livelli di stress. I risultati rilevano che, anche in assenza di documentate complicazioni cliniche, bambini fortemente pretermine presentano un’alterazione del profilo neurocomportamentale. Queste evidenze sono discusse alla luce del possibile utilizzo della NNNS in programmi di intervento precoce a favore dei bambini pretermine e di sostegno ai loro genitori.

Dina Guglielmi, Monica Martoni, Maria Luisa Pombeni

Profilo Orientativo individuale: uno strumento di assessment delle competenze orientative

RISORSA UOMO

Fascicolo: 1-2 / 2005

Una gestione positiva delle esperienze e la maturazione di scelte e progetti formativi e lavorativi nelle diverse fasi evolutive richiedono al soggetto lo sviluppo di competenze orientative ampie e diversificate. Questo contributo presenta uno strumento (P.O.I. Profilo Orientativo Individuale) finalizzato a ricostruire alcuni ambiti di risorse personali, funzionali alla gestione del processo di auto-orientamento in diverse esperienze di transizione. La ricerca focalizza l’insieme di competenze possedute da giovani in transizione dalla formazione al lavoro. Lo strumento è stato somministrato a 1825 diplomandi della provincia di Forlì-Cesena nel quadro di un intervento di consulenza specialistica. Accanto ad una verifica delle proprietà psicometriche del questionario, un modello di equazioni strutturali ha permesso di verificare il modello ipotizzato.

Serena De Gennaro

Profilo storico del Gruppo Allargato Analitico a Bari

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2016

Il presente lavoro, grazie al materiale raccolto attraverso i colloqui avuti dall’autrice Serena de Gennaro con le colleghe Annarosa Pagliarulo, Patrizia Tesauro e Vincenza Fiore, colleghe baresi facenti parte di diversi staff di conduzione, delinea un quadro storico della applicazione del Gruppo Allargato Analitico (GAA) a Bari. A partire dagli anni ’90, si costituisce intorno ad Alice von Platen e Leonardo Ancona un gruppo di professionisti di formazione gruppoanalitica, i quali cominciano a sperimentare il GAA soprattutto in ambito sanitario, all’interno di corsi di formazione per il personale dell’Ospedale Consorziale Policlinico di Bari. Dal 2004, con la fondazione a Bari della Scuola di specializzazione in psicoterapia COIRAG, il GAA viene promosso come momento formativo del training degli specializzandi. Gli autori si soffermano su alcuni aspetti del setting in relazione al contesto e ai partecipanti a cui si rivolge l’esperienza. In particolare, ci si interroga sulla utilità o meno di una sessione teorica introduttiva e di una sessione conclusiva di valutazione dell’esperienza. Inoltre, altri importanti temi affrontati riguardano la gestione del potere e del conflitto nelle istituzioni e il ruolo del GAA nel contesto contemporaneo.

Vittorio Molinari

Profit Management alberghiero

Filosofia, tecniche e strategie per l'ottimizzazione dei ricavi dell'albergo

Un libro che, per la sua facilità di lettura, ma anche completezza di indicazioni pratiche, si rivolge come strumento di conoscenza per chi gestisce alberghi, bed & breakfast e agriturismi, e contiene anche nozioni utili al mondo dei campeggi e della ristorazione.

cod. 1365.4.5

Michael Gootzeit

Profit vs Interest in Classical Writings: Turgot’s vs. Mill’s Contribution

STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO

Fascicolo: 2 / 2010

The mainstream classical theory of interest was part of the theory of profit as I have shown (Gootzeit 2006). The clearer separation of interest from profit took place gradually during the 19th century and even into the 20th. Turgot’s early role in this process has not been recognized. His ideas were ahead of physiocratic and even classical thought. I will illustrate his theory of interest and contrast it with John Stuart Mill’s. Interest was not only a part of 3-tier profits; it was also an opportunity cost for the "lender-entrepreneur" nonowner- of-land in agriculture. Interest was not only a direct function of profit, including rent; it was also a direct function of technology during industrialization and the excess demand for credit supplied by outside lenders. This was a "loanable funds" model, taken up later by Mill, but it was longer run because technology was so important. Interest was separated from profit because Turgot recognized that these loans would be outside-financed by lenders/risk-takers who earned interest, not owners who earned profit.

Federica Bandini, Giuseppe Ambrosio

Profit-non profit una partnership di valore.

Storia, evoluzione e prospettive in Italia

Le partnership tra aziende non profit e for profit in Italia sono una realtà in espansione, ma risultano ancora frenate da una scarsa conoscenza e fiducia reciproca. Il libro si propone di indagare i punti di forza e di debolezza della collaborazione e le modalità per renderla proficua e duratura.

cod. 366.73