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Fabiana Monacciani

Dall’analisi dell’incertezza alla valutazione del rischio di investimento

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 46 / 2010

Valutare correttamente l’incertezza associata alle variabili "critiche" da cui dipende l’esito finale di un investimento pubblico è un problema cruciale in tutti quei casi in cui l’operatore pubblico non sia in grado di controllare, attraverso i consueti strumenti di governo dell’economia, le dinamiche di dette variabili, dinamiche che, invece, dipendono fortemente da comportamenti e scelte di altri operatori. Tale circostanza si presenta comunemente nel caso di valutazione degli investimenti "di sviluppo", per i quali si ha un livello di incertezza molto elevato e con impatti determinanti sull’esito della valutazione, ma una scarsa disponibilità di informazioni relative al comportamento delle variabili aleatorie da cui dipende l’esito finale dell’investimento. In una situazione di questo tipo, il ricorso diretto al metodo di Monte Carlo a supporto dell’analisi di rischio potrebbe portare, a nostro avviso, a conclusioni errate. Piuttosto che rinunciare completamente a tale valutazione, a nostro avviso è necessario svolgere una preventiva analisi dell’incertezza, grazie alla quale sia possibile generare tutte le informazioni necessarie alla successiva analisi del rischio. A tal scopo, il lavoro presenta un possibile percorso valutativo da utilizzare con particolare riferimento per gli investimenti pubblici di sviluppo che, attraverso una serie di passaggi, consenta dapprima di comprendere i margini di incertezza entro cui deve essere presa la decisione di investimento e, successivamente, permetta di pervenire ad una stima del grado di rischio associato, nel suo complesso, alla realizzazione dell’opera, generando inoltre indicazioni utili per definire ulteriori interventi di mitigazione del rischio stesso. Il percorso valutativo si articola in quattro passi disposti a cascata, basati sul ricorso a tecniche differenziate ed articolate in modo tale che, a ciascun passo, si generino nuove informazioni utili per lo svolgimento di quello successivo. Un percorso così delineato, consente di ampliare le informazioni generate dal processo valutativo e garantire maggiore trasparenza nel processo decisionale.

Con la fine degli imperi coloniali europei, l’afflusso di studenti universitari provenienti dai paesi di nuova indipendenza crebbe da entrambe le parti della Cortina di ferro. Questi si resero protagonisti di attività e mobilitazioni politiche tanto nei paesi del blocco orientale, quanto in Germania occidentale, Francia, Gran Bretagna. Gli studi su questi aspetti sono invece assenti per il caso italiano. Questo articolo intende proporre una prima ricostruzione della geografia dell’attivismo studentesco africano in Italia negli anni Sessanta, ricostruendone le modalità associazionistiche e proponendo una prima mappatura dei legami di tale attivismo con varie organizzazioni italiane, in particolare con alcuni gruppi studenteschi anticoloniali e con l’Ufficio centrale studenti esteri in Italia, di matrice cattolica. L’articolo mostra come, nel corso del decennio, negli interessi dei gruppi africani l’anticolonialismo venga sostituito dall’antimperialismo, e come l’associazionismo africano subisca un processo di radicalizzazione in parte connesso alla similare trasformazione del movimento studentesco italiano, e in parte connesso agli sviluppi della politica africana

From Individual Harmony to Social Ecology ABSTRACT: Recently, Western society has increased its interest towards the so-called oriental disciplines. This essay analyzes reasons for this change from a historical and sociological prospective. As oriental sports are linked to the concept of holistic health they could help to build a lasting form of social ecology.

Gli Stati membri dell’Unione Europea condividono la politica monetaria e sono indirettamente responsabili del debito complessivo dell’eurozona. Da ciò l’importanza di bilanci omogenei e trasparenti nonché l’adozione di politiche di finanza pubblica condivise che, da ultimo, hanno portato all’ipotesi di emanare principi contabili pubblici comuni (EPSAS - European Public Sector Accounting Standard). Attraverso l’analisi del caso italiano, questo contributo propone alcune riflessioni critiche sull’opportunità di una regolamentazione contabile unitaria di rango eu-ropeo alla luce, da una parte, degli specifici obiettivi della ventilata riforma (il coordinamento e il controllo) e, dall’altra, degli inevitabili costi che essa produr-rebbe, anche in termini di incoerenza o ridondanza delle soluzioni individuate. Le implicazioni di ricerca e di policy sono rilevanti. Il rischio che sotto l’etichetta dell’armonizzazione passino soluzioni tecniche tanto complesse quanto inutili, che ne snaturino il senso e la portata, è concreto e va allontanato dall’agenda politica europea. Al tempo stesso va recuperato un chiaro rapporto tra gli stru-menti contabili delle riforme e risultati attesi dalle stesse, distinguendo, anche sul piano concettuale degli studi, il piano delle contabilità nazionali da quello delle contabilità per il governo.

Salvatore Martini

Dall’arresto psicomotorio al processo terapeutico. Note sul caso di A.

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2012

In questo lavoro viene proposta una rilettura del caso clinico di A. dal punto di vista della psicologia analitica junghiana. La grave sintomatologia del paziente sembrerebbe aver rappresentato un cortocircuito psichico di fronte alla difficoltà individuale e familiare di accedere ad una necessaria dimensione di cambiamento e sviluppo. La relazione terapeutica appare costituire per A. una prima e preziosa opportunità di ripensare e sperimentare se stesso all’interno di una relazione di fiducia, in un fluire di eventi che lo porterà progressivamente ad una preziosa ridefinizione di sé.

Francesca Calioni Bembo

Dall’assenza della scrittura allo scrivere appunti. Il caso di Lisa

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2018

Nel lavoro l’autrice si pone domande sull’uso della ritrascrizione dei propri appunti nella psicoterapia con una paziente, e cerca di rintracciarne il senso a partire dall’iniziale assenza di scrittura, sulla quale s’interroga come bisogno trasmessole da un’area del Sé della paziente tenuta segreta e in clandestinità. L’autrice individua nel percorso di psicoterapia i tempi di una sintonizzazione della coppia fra l’inizio del disegnare non più imitativo della paziente, e l’inizio dello stendere appunti delle sedute della terapeuta, esperienza che si traduce per entrambe nella ricerca di una modalità espressiva non imitativa di stesura grafica personale.

Cristina Calvi

Dall’aula al reparto pediatrico: la scuola in ospedale (SiO) come spazio di agency e continuità educativa

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2025

La Scuola in Ospedale (SiO) rappresenta un servizio essenziale per la tutela congiunta dei diritti all’istruzione e alla salute dei minori, così come sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dalle disposizioni costituzionali italiane. L’articolo ricostruisce, innanzitutto, l’evoluzione normativa che, dalle prime circolari ministeriali del 1986 alle Linee di indirizzo nazionali del 2019, ha progressivamente definito la SiO come struttura scolastica autonoma, flessibile e inserita a pieno titolo nel percorso terapeutico del giovane paziente. Adottando la prospettiva della New Childhood Sociology, il contributo analizza la tensione tra i principi di protection/provision e quello di participation che permea i contesti di cura pediatrici. In tale cornice, la SiO emerge come spazio privilegiato in cui l’agency dei bambini e degli adolescenti viene riconosciuta e rafforzata: il rapporto quasi sempre uno a uno con l’insegnante consente agli studenti-pazienti di negoziare tempi, contenuti e modalità di apprendimento, attenuando l’asimmetria di potere tipica della scuola ordinaria e contrastando l’isolamento prodotto dalla malattia. Parallelamente, l’insegnamento in ospedale impone ai docenti un’alta capacità di adattamento ai ritmi clinici, competenze relazionali avanzate e la gestione di relazioni multiple con équipe sanitarie, famiglie e scuole di provenienza. Tale complessità trasforma gli insegnanti in figure chiave di una comunità di cura multidisciplinare, in grado di ricomporre frammenti di normalità nella quotidianità ospedaliera e di fungere da ponte simbolico con la vita esterna. Infine, il lavoro evidenzia criticità strutturali - numero limitato di sezioni, mancanza di un protocollo nazionale uniforme per la presentazione del servizio ai piccoli pazienti e alle loro famiglie, carenza di ricerche che coinvolgano direttamente gli studenti-pazienti - e avanza l’esigenza di potenziare investimenti, formazione e studi partecipati per consolidare la funzione terapeutica ed educativa della SiO. Il quadro che ne risulta configura la scuola ospedaliera come istituzione “straordinaria” e imprescindibile nella riduzione delle disuguaglianze educative e di salute in età evolutiva.

The article discusses the relationship between the crisis of self-management, decentralization and the growth of nationalism in socialist Yugoslavia. In particular, we analyze two articles published in 1971 in Yugoslav philosophical journal «Praxis» (one of R. Supek and one of M. Kangrga), in which the authors, through the Marxist analysis, have pointed those abovementioned two elements as the main causes of the growth of nationalism. Key words: nationalism, socialism, Yugoslavia, self-management, ideology, Marxism, «Praxis» journal.

Gli ultimi sviluppi nella teoria dei sistemi secondo Gunther Teubner affrontano le contraddizioni aperte dal costituzionalismo contemporaneo, tematizzando le criticità del tradizionale rapporto tra costituzione ed autonomie sociali. Il focus della riflessione teubneriana si incentra sul concetto di costituzione sociale, che fissa i principi basilari di diritto e, al contempo, organizza i modi della produzione giuridica in ogni settore funzionale (politica, economia, religione... ). Il diritto attuale, in mancanza di un’istanza terza, si presenta frammentato in una miriade di ordinamenti parziali che riflettono la differenziazione della società. I processi di autocostituzionalizzazione che riguardano i diritti settoriali mirano a garantire la pluralità e a tutelare l’autonomia giuridica, per scongiurare tentazioni riduzionistiche totalitarie.

This paper argues a critical reflection about the dynamics of the Sicilian Health System. The analysis of its internal reforms shows the effort to achieve a gradual decentralization of management and control bodies. It was conceptualized as a de-generalization process, described starting from the von Bertalanffy’s General Systems Theory. This latter allows to fit the concept of complexity to the social systems dynamic’s, characterized by specific rules and standards aimed to an ever new fitting to the environment.

Jan Fabre, Luk Van den Dries

Dall’azione alla recitazione

Linee guida di Jan Fabre per il performer del XXI secolo

Con Dall’azione alla recitazione. Linee guida di Jan Fabre per il performer del XXI secolo il mondo del teatro si arricchisce di un notevolissimo e imperdibile manuale, ricco di stimoli per chiunque voglia immergersi nella preparazione del performer contemporaneo. Jan Fabre – performer, disegnatore, scultore, autore e creatore teatrale – è una delle figure più affascinanti, complete e complesse della ricerca artistica contemporanea.

cod. 358.5

Roberta Giommi

Dall’educazione sessuale alla salute sessuale

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2011

La velocità con cui oggi si modificano i modelli di riferimento adolescenziali, in relazione alla trasformazione cui è soggetta la comunicazione, fa da sfondo alla scoperta della sessualità. La salute sessuale richiede, da parte degli esperti, un’attenzione costante a tali cambiamenti. Dunque, l’educazione sessuale rappresenta lo strumento d’elezione per favorire il benessere individuale e di coppia, fornendo gli strumenti per elaborare le contraddizioni esistenti tra accesso alla sessualità e conoscenza.

Caterina Selvaggi

Dall’enigma dell’infinito al postmoderno: Leopardi e Martone

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2015

L’uscita del film di Martone "Il giovane favoloso" sulla biografia di Giacomo Leopardi e insieme la traduzione inglese (2014) a cura di M. Ceasar dello Zibaldone di Leopardi, sono occasione per l’A. di un approfondimento del capolavoro L’Infinito del poeta-filosofo. Poesia e filosofia, logica, psi cologia e epistemologia sono rintracciati nel 15 vv. tra i più noti al mondo. Le varie letture dell’Infinito confermano l’enigma della pluralità di questo concetto, dal calcolo infinitesimale di Newton e Leibniz alla teoria degli insiemi di Cantor, dal platonismo all’inconscio, dal classicismo al romanticismo, dalla circolarità sistemica alla successione senza limiti dell’ipertrofica serialità postmoderna.

Margherita Spagnuolo Lobb, Vittorio Gallese

Dall’enteroception al sostegno dell’intenzionalità di contatto. Simulata di una seduta dal vivo

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2011

L’articolo consiste nella trascrizione di una seduta dal vivo condotta, durante un convegno, da Margherita Spagnuolo Lobb, e nel commento da parte del neuroscienziato Vittorio Gallese, che ha assistito alla seduta. Il risultato è un originalissimo confronto su temi che riguardano l’interfaccia tra psicoterapia e neuroscienze. La partecipazione del terapeuta, il suo sentire in maniera "incarnata", diventa possibilità per il paziente di consapevolezza di sé e strumento terapeutico per coglierne e sostenerne l’intenzionalità di contatto. In una prospettiva estetica e processuale, la seduta è stata incentrata sull’esperienza percettiva e propriocettiva in cui la dimensione corporea e le risonanze sensori-motorie e affettive del quied- ora hanno giocato un ruolo fondamentale. Il neuroscienziato ha inoltre collegato l’enterocezione usata dalla terapeuta (la consapevolezza del battito cardiaco) ai recenti studi sul sistema nervoso autonomo e sistema nervoso centrale, e ha ricordato gli studi sul fenomeno della "mano di gomma", che rilevano come una maggiore capacità di sentirsi dentro correli con un confine del sé corporeo più stabile, meno facilmente violabile da illusioni.