RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 104906 titoli

Massimilano Paniga

Prima del Ministero della Sanità

L’Alto commissariato tra la ricostruzione e gli anni Cinquanta

Il volume ricostruisce le vicende dell’Alto commissariato per l’igiene e la sanità pubblica. Nato nel 1945 in sostituzione della vecchia Direzione generale della sanità pubblica del Ministero dell’Interno, rimase attivo sino al 1958, quando venne creato il Ministero della Sanità. La ricerca analizza il ruolo occupato dall’Acis all’interno dell’apparato burocratico e amministrativo, evidenziandone i limiti e i difetti, nonché il più generale grado di provvisorietà e di incertezza legislativa che lo poneva su un piano differente rispetto a un vero Ministero.

cod. 1501.170

Stefano Benzoni, Grazia Ofelia Cesaro

Prima dei 18 anni.

L'autonomia decisionale del minore in ambito sanitario

Il volume si interroga sull’autonomia decisionale dei minori in campo sanitario, e presenta alcune esperienze cliniche e istituzionali particolarmente significative, tra cui quella del Tribunale per i Minorenni di Milano e della Carta dei diritti del bambino in ospedale. Il testo riporta poi i risultati di un’indagine, condotta su un campione di adolescenti, che analizza il loro punto di vista sull’argomento, formulando proposte per la definizione e la determinazione della competenza decisionale in campo sanitario.

cod. 1405.10

Tullia Saccheri

Prima che.

Promozione della salute e responsabilità istituzionali

cod. 1341.6

Jeremy D. Safran

Prima che l’asino se ne sia andato, il cavallo è già arrivato

SETTING

Fascicolo: 26 / 2008

Prima che l’asino se ne sia andato, il cavallo è già arrivato - In this article I explore some of the implications of the Buddhist perspective on nonduality and acceptance for psychoanalytic practice. Nonduality is a mode of experiencing that breaks down the distinction between categories that are conventionally regarded as opposites8e. g., good versus bad, pure versus impure, sacred versus profane, heaven and hell). The Buddhist perspective on nonduality is that the natural human tendency to think about things in dualistic terms is at the heart of the problem and that wisdom is the ability to experience things nondualistically. As long as we distinguish between things as they should be in some idealized state versus things as they are, we are unable to be fully open to, and appreciate the present situation for what it has to offer. I attempt to convey a sense of way in which the cultivation of a nondual perspective can lead to a radical and paradoxical perspective on the role of acceptance in the analytic process.

Rodolfo Fiorilla

Prigionieri di guerra: una tragedia ignorata e una realtà storica trascurata

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Prigionieri di guerra: soldati spesso dimenticati e sulla cui esperienza è calato il silenzio. Solo attraverso le memorie e i diari di prigionia, ignorati dal grande pubblico, è possibile ricostruire le condizioni, a volte drammatiche, in cui sono vissuti molti militari durante e dopo i grandi conflitti mondiali. Nel corso del 900 sono state firmate numerose convenzioni internazionali per definire ed aggiornare lo status dei prigionieri di guerra (Convenzioni di Ginevra del 1929, del ’49 e del ’74). In ogni convenzione si è tenuto conto, e non poteva essere altrimenti, delle realtà passate e non di quelle che avrebbero potuto determinarsi nel futuro.

La guerra al fronte è dura, ma molto più dura è la vita quotidiana dei prigionieri che si ritrovano a vivere talvolta in condizioni di estrema precarietà esistenziale. Molti si consegnano spontaneamente al nemico nell’aspettativa di un trattamento migliore e si ritrovano così a vivere in campi di lavoro o a essere utilizzati per lavori vari. La sorte di molti prigionieri austro-ungarici e con loro di slavi, russi e altre nazionalità rima ste coinvolte nel primo conflitto mondiale è segnata da lunghi spostamenti a ridosso del fronte lungo il quale si combatte un guerra logorante di posizionamento con avanzamenti di poche decine di metri alla volta e ripiegamenti della stessa distanza. Lungo un tratto di confine che diventa a un tratto terra redenta oppure terra contesa all’odiato nemico. Le testimonianze, sempre più rare, e lo scavo di materiale d’archivio specialistico, pur nella sua esiguità, offrono tuttavia spunti interessanti per ricostruire storie mai narrate e aggiungono piccoli, significativi dettagli di una storia non del tutto chiarita in sede storiografica. Mancano all’appello dati statistici sull’impiego di molti militari prigionieri in Italia della cui fine ancora oggi non si sa nulla. Il loro utilizzo nei territori italiani del nord, e soprattutto dell’area veneto-friulana, è stato per lo più di tipo agricolo e logistico nella costruzione di ponti e strade. È possibile che in futuro altri studi possano svelarci nuovi dettagli sulle loro attività e offrire agli studiosi ulteriori elementi per ricostruire la mappa dei loro spostamenti e del loro utilizzo nei territori italiani.

Nel corso della seconda guerra mondiale il fenomeno della prigionia raggiunse dimensioni di massa: furono almeno 35 milioni i prigionieri e 5 milioni i morti durante la detenzione, secondo stime certamente imprecise per difetto. Le condizioni detentive furono determinate da una pluralità di fattori che l’autrice esamina sinteticamente sulla base della letteratura internazionale e italiana, nel cui contesto inquadra due studi, di recentissima pubblicazione, relativi ai prigionieri di guerra italiani: negli Usa di Flavio Giovanni Conti; in Gran Bretagna di Isabella Insolvibile. Questi lavori vanno a completare il corpus storiografico sulle ‘prigionie’ degli italiani, mentre ancora manca uno studio complessivo e di ampio respiro sui prigionieri di guerra in mano italiana.

Angela Cattaneo

Prigionieri del traffico

Mobilità e sicurezza ambientale

Partendo dai racconti di mobilità di cittadini romani, il volume cerca di ricostruire l’importanza che hanno nella vita quotidiana il tempo, la fatica, il costo del muoversi oggi. Il confronto tra le modalità di trasporto degli anni passati e la situazione attuale mette in evidenza i cambiamenti sociali dovuti a un uso massiccio dei mezzi privati, che grava pesantemente su inquinamento e sicurezza ambientale.

cod. 262.17

Giorgio Falgares, Franco Di Maria

Prigionieri del sesso. La sexual addiction tra impulso, compulsione e dipendenza

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2006

La dipendenza sessuale rientra tra le cosiddette nuove dipendenze, l’insieme dei disturbi della sfera affettivo-comportamentale caratterizzati dal bisogno di ripetere azioni coatte di natura sessuale al di là della propria volontà. Si tratta di un disturbo in forte crescita, la cui diagnosi ed il relativo trattamento appaiono molto complessi. Ciò spinge gli studiosi a ri-definire con sempre maggiore chiarezza non tanto il quadro sintomatologico, quanto il significato profondo dietro il disturbo, il tipo di esperienza profonda vissuta da questi soggetti (che sembrano oscillare tra la dimensione ossessiva e quella compulsiva), tenendo sempre presenti le ricadute che le trasformazioni culturali dei costumi e degli stili di vita hanno sui comportamenti degli individui.

Eugénie Joltreau

Pricing products’ negative externalities at end-of-life using eco-modulation: Discussion from case studies

ECONOMICS AND POLICY OF ENERGY AND THE ENVIRONMENT

Fascicolo: 1 / 2018

Does an efficient and flexible mechanism exist to address negative externalities of products, or are we doomed to grow the list of product standards? In this paper, I open the discussion whether eco-modulation in the framework of collective extended producer responsibility (EPR) could be able to spur the design of more environmentally sound products at end of life. In Europe, EPR for final products has mainly been implemented in the form of collective systems, where producers pay a fee per quantity of items placed on the market to a central organisation. This compliance fee represents the average cost of treating waste for a given product stream. Since waste management costs are averaged across producers, such collective EPR schemes have been criticised for hindering individual internalisation of products’ end-of-life externalities. To deal with these critiques, French public authorities have imposed eco-modulation to EPR collective systems. Eco-modulation consists in penalising or rewarding individual design choices of producers, using financial incentives. The European Commission is now planning to revise its directive Dir. 1994/62/EC to provide guiding principles on eco-modulation for packaging for all EPR organisations across Europe. In general, eco-modulation is becoming increasingly relevant on the European scene. Therefore, I aim at reflecting on the efficiency of eco-modulation in addressing products’ negative externalities at end-of-life, by analysing early feedbacks and data from French EPR systems.

Cristina Mariani, Alessandro Silva

Pricing

come gestire l'aumento dei prezzi

Una guida preziosa, oggi più che mai, per tutti i piccoli e medi imprenditori: per fronteggiare la crisi e le tensioni sui prezzi; per imparare a guadagnare di più senza perdere il consenso dei clienti e della forza vendite; per scoprire idee e metodi da applicare, da subito, nella realtà della propria azienda.

cod. 210.1.2

Alessandro Banterle, Daniela Vandone

Price volatility and risk management: The case of rice in the EU

ECONOMIA AGRO-ALIMENTARE

Fascicolo: 2 / 2019

The paper aims at analysing rice-price volatility over the last ten years, and at identifying strengths and weaknesses of financial-risk management tools other than derivatives. In particular, it focuses on innovative insurance products, like revenue insurance products, and on their potential use in agriculture. Focus will be on EU Mediterranean countries, specifically on Italy, that is the main rice producer in this area. In Europe, the Common Agricultural Policy (cap) provides risk management tools. For example, the income stabilization tool is a measure to manage income risks. Despite this, it is still not adopted. Our analysis is a first endeavour to emphasize the most relevant issues in creating revenue insurance products for rice farmers in the EU, with focus on the Italian market.

Hermann Simon, Danilo Zatta

Price management

II. Strumenti operativi e applicazioni settoriali

Scritto dai tre dei massimi esperti mondiali di pricing, un manuale completo fondamentale per dirigenti aziendali, pricing, revenue e category manager, ma anche per gli studenti dei vari corsi magistrali e master.

cod. 1059.30

Hermann Simon, Danilo Zatta

Price management

I: Strategia, analisi e determinazione del prezzo

“Il miglior libro sul pricing che combina teoria e prassi per decisori che operano in contesti e settori industriali diversi” (Philip Kotler). Un manuale fondamentale per il professionista e per gli studenti dei vari corsi magistrali e master.

cod. 1059.29

Gianni Di Marzio

Prezzo del petrolio ed economia: un dibattito aperto

ECONOMIA DELLE FONTI DI ENERGIA E DELL’AMBIENTE

Fascicolo: 3 / 2006

Oil price shocks and economy: an open question, by Gianni Di Marzio During the 1970s and 1980s advanced oil importing economies faced the adverse effects of oil supply disruptions with abrupt energy price rise, followed by sensible business cycle inversions and stagflation. The negative effects of the sharp energy price increase were amplified by factors such the induced costly resources reallocation between labour and capital, and between sectors of activity; rising uncertainty discouraging investments, and income redistribution consequences on aggregate demand. After a shock the economic system generally adjusts in favour of less energy intensive industries; this leads pauses in production as part of the existing capital stock become obsolete, and causes resources underutilization. Since the 1970s a number of economists have been sceptical about why even large price shocks in a resource that accounts for less than 3-4 pct. of global GDP could cause losses of magnitude as those experienced in most advanced economies. They believe that monetary policy has played a role in generating the observed negative correlation between oil prices and economic activity, and question whether the post-oil-shock recessions were attributable to the oil price shocks themselves or to the monetary policy responding to these shocks. Empirical research largely shows a primary responsibility of large price shocks and major oil-supply disruptions on recessionary movements of GDP. Energy prices have risen sharply since 2003, driven by strengthening global demand; market fundamentals suggest that a considerable fraction of recent hikes will be permanent and current price levels remain credible. With limited spare capacity, the medium term oil supply-demand balance is expected to remain tight, and the price probably near current levels. Today’s high oil prices reflect the effects of sustained energy demand trends and, jointly, oil industry underinvestment during and after the low price era of the 1990s. The apparent moderate macroeconomic effects of the rise almost certainly reflects the strong global economic environment in which it occurs; the main factor mitigating adverse effects has been the sustained and autonomous expansion of the global economy. Large oil price fluctuations produce now smaller effects than in the previous decades; although oil price shocks have continued to occur, there have been no major episodes of stagflation since the 1970s. Estimates confirm smaller effects of the current price shock after taking into account the global decline in oil intensity of GDP and a better monetary policy management. Advanced consuming economies have become better adapted to deal with oil price increases and volatility; institutional characteristics of economic systems show simply less rigidities and regulations; the extent of inflation pass through from terms-of-trade shocks has declined in recent years as labour markets have become more flexible; energy-intensive manufacturing industries contribute less than before to real GDP formation. All these elements allow for faster adjustment processes. Since 2002 global macroeconomic conditions have been more favourable than in any previous period, with a primary role developed by monetary policy, whose moderate stance has been allowing for international real interest rates historically low, so sustaining global output growth and demand pressure on oil prices. But the experience subsequent the 1990s does not provide reasons for dismissing the risk that persistent oil price increases will pass through into core inflation, so pushing monetary conditions to change.