RISULTATI RICERCA

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Giancarlo Scarpari

Obiettivo. 1919-1923: il processo contro Benito Mussolini per costituzione di banda armata

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2012

I. I magistrati di Milano e il fascismo delle origini
II. Nitti, Albertini e i giudici di fronte all’arresto di Mussolini
III. Crescita dello squadrismo e derubricazione del reato
IV. Il diritto penale del nemico e quello per l’amico
V. Non tutte le bande armate sono eguali: la resa dello Stato
VI. La cultura giuridica del tempo: «Finalmente!»

Adriana Sgolastra

Obiettivo territorio

Contributo alla revisione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Firenze

Con la revisione del Piano Territoriale di Coordinamento, la Provincia di Firenze intende adeguare il proprio strumento di pianificazione ai mutamenti in corso, per consolidare gli aspetti statutari del territorio, verificare le dinamiche dello sviluppo e orientare le scelte strategiche alla sostenibilità. Il volume contribuisce a sviluppare un esteso processo di partecipazione e di confronto tra istituzioni e cittadini.

cod. 6.10

Simonetta Saracino, Alberto Negri

Obiettivo Media Relation.

Storie, tecniche e passioni di giovani comunicatori dall'Università all'Impresa

Un vademecum narrato di tecniche, idee e strategie sulle nuove tendenze della comunicazione d’impresa per aspiranti comunicatori. Un ampio ventaglio di tips, consigli e suggerimenti esperienziali, veicolati da protagonisti, senior e junior, fra esperienze maturate in ambito aziendale e la riflessione analitica del mondo accademico.

cod. 1060.277

Antonio Foglio

Obiettivo competitività

Come competere, vincere e crescere con la concorrenza

Una guida pratica, sistematica e completa che guida passa a passo il lettore attraverso tutte le fasi che caratterizzano il processo di marketing competitivo: dall’analisi competitiva al posizionamento, dalle strategie alle tattiche sul prezzo, dalla promozione al controllo della concorrenza. Con un ricco apparato di utilità disponibili on line.

cod. 100.616

Loredana Czerwinsky Domenis

Obiettivo bambino

Dalla ricerca pura alla ricerca applicata. Pubblicazione in onore di Giorgio Tampieri

cod. 1134.3

Obiettivo 2: Verso la Scuola della magistratura. Introduzione (Perché fare oggi il punto sulla formazione?) - La (verosimile) prossima istituzione della Scuola della magistratura non rende meno necessario un approfondimento della questione della formazione. Il recente intervento normativo, infatti, è frutto - come è accaduto per altri settori dell’ordinamento giudiziario - di una tecnica "di sottrazione" che, eliminando dal progetto Castelli alcune parti inaccettabili, non riformula l’impianto del sistema formativo, ma propone soltanto uno schema appena abbozzato, caratterizzato al tempo stesso da novità, reticenze, silenzi. Anche per questo un bilancio dell’esperienza maturata in questi anni è un passaggio obbligato per individuare il percorso futuro.

Giovanni Ichino

Obiettivo 2: Perché una scuola della magistratura

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2009

Obiettivo 2: Perché una scuola della magistratura - Dopo l’entrata in vigore, nel 2007, della riforma dell’ordinamento giudiziario il sistema dell’autogoverno è riuscito a dare rapida ed efficace attuazione alle nuove disposizioni in tema di temporaneità degli incarichi direttivi, nomina dei nuovi dirigenti e valutazioni di professionalità. Sul fronte dell’istituzione della Scuola della magistratura, invece, la situazione è ferma per il concorso di due posizioni pur tra loro diverse: quella di chi è critico nei confronti dell’impianto delineato dal decreto legislativo n. 26/2006 e quella di chi non vuole istituire una Scuola della magistratura unitaria, mirando invece a una separazione delle carriere e della formazione di giudici e pubblici ministeri. Scartata senza mezzi termini la seconda via, bisogna evitare che la Scuola abortisca prima di nascere e premere per una sua veloce istituzione, salvo poi impegnarsi a affrontarne gli aspetti problematici nel corso dei primi anni di vita.

Achille Orsenigo

Obiettivo 2: I nodi della formazione: questioni di metodo e scelte politiche

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2009

Obiettivo 2: I nodi della formazione: questioni di metodo e scelte politiche - La scelta della metodologia da adottare nella formazione non è solo un fatto tecnico, ma ha anche inevitabilmente un valore, un senso "politico". La formazione mette in scena, configura uno specifico sistema di relazioni, di rapporti con le autorità, di esercizio del potere, quindi un’idea di ambiente lavorativo e di società. Essa, più o meno consapevolmente, pratica, nel senso che li mette in atto, dei valori. L’optare per un approccio formativo o per un altro è un tassello nella costruzione dei nostri luoghi di lavoro, quindi, in una qualche misura, delle nostre polis.

Raffaele Marino

Obiettivo 2: Formazione e scuola della magistratura nel contesto europeo

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2009

Obiettivo 2: Formazione e scuola della magistratura nel contesto europeo - Una formazione moderna e culturalmente aperta è uno degli strumenti fondamentali per garantire alla magistratura un livello professionale adeguato e, conseguentemente, la credibilità di cui ha bisogno. Per questo, nel momento in cui sta per vedere la luce la Scuola della magistratura, è utile uno sguardo alle esperienze dei Paesi a noi vicini. Anzitutto a quella francese, che conosce una fra le più riuscite e originali strutture formative. Ma anche a quelle di altre realtà europee di recente analizzate in una interessante ricerca dell’Institut des Hautes Etudes sur la Justice. Comuni a tutte queste esperienze sono l’applicazione di metodi formativi partecipati e l’attenzione anche a discipline non giuridiche e al rapporto con soggetti esterni alla magistratura.

1. Legislazione sull’immigrazione e disposizioni sui minori

2. Il contrasto di giurisprudenza sui «gravi motivi» di cui all’art. 31, terzo comma, testo unico immigrazione

3. L’intervento delle sezioni unite e l’ulteriore evoluzione della giurisprudenza di legittimità fra aperture e resistenze

4. Una interpretazione "politica" e "riduttivista"

5. che mette al centro l’attività dello Stato e la tutela delle frontiere e non l’interesse del minore

6. L’analisi del contesto interpretativo: a) le norme costituzionali

7. b) la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo

8. c) il sistema del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286/1998

9. Una giurisprudenza che ignora la Costituzione

10. Una giurisprudenza che va contro lo spirito della giurisdizione minorile.

La recente introduzione nel sistema processuale civile del procedimento sommario di cognizione ha accentuato lo stato di disagio degli operatori di fronte a un metodo di legiferare per aggiustamenti progressivi scoordinati e contraddittori. Ancor più necessaria, in una situazione siffatta, appare una definizione ed elaborazione di prassi organizzative e interpretative capaci di restituire un minimo di coerenza e razionalità al sistema. A ciò mira il protocollo predisposto dall’Osservatorio "Valore Prassi" di Verona.