RISULTATI RICERCA

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Matteo Moscatelli

Nuovi orizzonti del welfare di fronte alle vulnerabilità emergenti

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2022

Nelle società contemporanee caratterizzate da diversi processi di decomposizione sociale e disaffezione partecipativa, il progetto di rigenerare comunità "inclusi-ve, innovative e riflessive" ha dovuto confrontarsi con nuove forme di disuguaglianza sociale e povertà, alcune acuite durante la crisi Covid-19. Al welfare è pertanto chiesto di ripensarsi per rispondere a questa diffusa vulnerabilità da un’ottica preventiva e ri-generativa con interventi asimmetrici per fare fronte alle problematicità emergenti. L’articolo ripercorre alcune di queste recenti trasformazioni e propone tre direttrici di cambiamento sulla base di alcune ricerche em-piriche condotte in Italia su progetti di riforma delle politiche sociali. Le ricerche considerate mostrano che i beni relazionali sono alla base di un welfare sosteni-bile, che l’approccio di intervento più efficace è di tipo multidisciplina-re/multifocale e che nuove governance integrate, reticolari e circolari sono in grado di dare senso all’azione, attraverso innovative logiche di co-progettazione e co-produzione che considerano le eterogeneità territoriali.

Federica Corrado, Giuseppe Dematteis

Nuovi montanari

Abitare le Alpi nel XXI secolo

Partendo dai dati demografici rilevati attraverso fonti ufficiali a livello comunale per tutte le Alpi italiane, sono state selezionate 35 realtà locali significative, distribuite su tutto l’arco alpino e raggruppate poi in dieci aree di studio, oggetto di sopralluoghi rivolti a rilevare aspetti quantitativi e qualitativi del fenomeno del re-insediamento in montagna.

cod. 1810.2.31

Christian Albini

Nuovi modi di produrre e implicazioni di valore

L’IMPRESA AL PLURALE

Fascicolo: 9 / 2002

Christian Albini individua il tratto caratterizzante della new economy nella tendenza alla virtualizzazione delle attività economiche. Dopo aver ricostruito i processi che provocano questo fenomeno e gli effetti che genera, spiega in che modo esso può influire sui valori a cui le persone fanno ricorso nel decidere il proprio comportamento.

Bianca Gelli

Nuovi modi di pensare e agire la politica nei giovani universitari

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2005

La crisi delle ideologie e dei partiti, che si delinea a partire dagli anni novanta, segna l’inizio di una fase di disaffezione alla politica e di distacco dalle forme classiche della partecipazione. Le giovani generazioni aderiscono, infatti, a nuove forme di partecipazione che spingono, d’altro canto, a leggere questo fenomeno come un allargamento dei confini della politica. A partire da queste premesse la presente ricerca intende rilevare le rappresentazioni che i giovani universitari hanno oggi della politica, la presenza di un atteggiamento di distanza dalla stessa e di elementi di novità nella riflessione e nella partecipazione. I soggetti coinvolti nella ricerca sono 176 studenti delle sedi universitarie di Lecce, Palermo e Roma. In particolare, la scelta della comunità universitaria, della quale i giovani sono parte viva e pulsante, si fonda sull’idea che questa possa offrire la possibilità di innescare nuove forme di pensare/agire la politica. Si è scelto di utilizzare la tecnica del focus group i cui contenuti sono stati analizzati mediante il pacchetto statistico T-Lab. I risultati indicano in generale che, nei giovani presi in esame, vi è una dimensione politica variegata che tuttavia difficilmente si traduce in azione. Gli aspetti più rilevati riguardano: l’attenzione alla politica internazionale e alla globalizzazione; l’impor¬tan¬za riconosciuta alle ideologie; una rappresentazione della politica che spesso si identifica con gli uomini politici e che si connota negativamente; il bisogno, da parte degli studenti, di conoscenze sulla politica e il desiderio di attivare, in se stessi, competenze anche a partire dalla comunità universitaria di cui fanno parte.

Maria Antonella Costantino, Stefano Benzoni, Anna Didoni, Antonella Di Troia, Anna Parascenzo, Francoise Peronace, Alessandro Chinello

Nuovi modelli per la valutazione di esito nelle situazioni psicosociali complesse

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2019

Gli autori approfondiscono il tema della valutazione di esito in situazioni psicosociali complesse. Evidenziano innanzitutto la necessità che essa avvenga tenendo conto delle diverse dimensioni coinvolte, dei diversi punti di vista di utente, contesto e operatori e dei punti di forza dell’utente e del contesto, con modalità partecipative. Descrivono poi un nuovo modello multidimensionale e multiassiale per la valutazione di esito, parte di un network collaborativo internazionale ed in corso di sperimentazione in Italia in particolare in minorenni con situazioni psicosociali che implicano elevato rischio di allontanamento dalla famiglia e istituzionalizzazione o ricovero ospedaliero, ovvero che sono già collocati in residenzialità educativa o terapeutica. Il modello Tcom (Transformational Collaborative Outcomes Management) è orientato alla individuazione delle priorità per gli interventi e alla costruzione di concordanza e partecipazione, consentendo così di diminuire la frammentazione e potenziare il buon funzionamento della rete territoriale, ed è maggiormente sostenibile rispetto ad altri strumenti, con una maggiore probabilità di poter essere progressivamente introdotto come strumento di routine per la valutazione degli esiti nella pratica quotidiana.

Donato Iacobucci

Nuovi modelli imprenditoriali, tendenze e politiche di sostegno

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2014

La crisi internazionale del 2009 e la fase recessiva che ha interessato l’Italia nell’ultimo triennio hanno colpito il sistema manifatturiero regionale in modo maggiore di quanto avvenuto nella media nazionale. Le ragioni di ciò vanno ricercate nel peculiare modello di specializzazione della regione e nel conseguente modello di innovazione, scarsamente fondato sulle attività di ricerca. A partire dall’analisi di questi aspetti il lavoro sottolinea l’importanza di favorire l’avvio di nuove imprese in settori a più alto contenuto di conoscenza; tali imprese possono contribuire a diversificare il sistema produttivo e a fornire maggiore contenuto di innovazione alle attività esistenti. Ciò comporta lo sviluppo di nuovi modelli di attivazione imprenditoriale rispetto a quelli prevalenti nel passato. Si tratta di iniziative promosse da giovani con scarsa esperienza lavorativa ma con elevati livelli di istruzione ed un più stretto collegamento con le attività di ricerca. Il principale problema cui si trovano di fronte tali iniziative è costituito dal reperimento di adeguate risorse finanziarie. Dato il maggiore contenuto immateriale delle nuove attività d’impresa e gli elevati rischi, le risorse finanziare non possono essere fornite dalle banche ma debbono essere acquisite come capitale di rischio. Il lavoro si conclude con alcune indicazioni sugli interventi di policy che potrebbero favorire l’avvio e lo sviluppo delle nuove iniziative ad alto contenuto di conoscenza.

I contratti d’impresa sono distinti in due categorie: quelli unilateralmente commerciali, nei quali solo una parte è qualificata come imprenditore (o, nel linguaggio comunitario, professionista) e quelli bilateralmente commerciali, in cui entrambe le parti sono imprenditori, o professionisti. Non è utile e neppure corretto soffermarsi soltanto ad analizzare la prima categoria senza prendere in esame la seconda; anzi, attesa la loro intima connessione (economica, aziendale, finanziaria) le due categorie meritano piuttosto di essere analizzate in parallelo, per verificare se vi siano regole, principi, prassi che le rendano progressivamente più vicine ed uniformi, o addirittura finiscano per intrecciare le une alle altre, rendendole perciò inscindibili anche concettualmente, oltre che normativamente. Ed è opportuno allora cogliere proprio l’occasione per fare il punto della situazione. E chiedersi se al tornante del nuovo millennio, rispetto alla globalizzazione dei rapporti economici, alla pervasività delle innovazioni tecnologiche, alla progressiva europeizzazione dei rapporti, questa e altre formule abbiano ancora ragion d’essere. E ancora, se terminologia, classificazioni, criteri ordinanti debbano adeguarsi a quelli provenienti dal diritto comunitario, oppure debbano mantenere la propria ragion d’essere, quasi a presidiare una identità del modello normativo di cui sono espressione; se la concorrenza tra ordinamenti debba svolgersi anche a questo livello; oppure se si debba procedere attendendo che si compia quella convergenza naturale dei sistemi che condurrebbe di per sé, senza necessità di interventi ab externo (tanto meno di natura codificatoria a livello europeo) alla circolazione di modelli, di soluzioni e di rimedi e quindi alla graduale armonizzazione delle regole. Di qui allora l’ulteriore questione se sia opportuno seguire nel suo farsi questo movimento di convergenza, oppure se sia preferibile accelerare la formazione di principi comuni all’interno dello spazio giuridico europeo, oppure ancora se sia auspicabile predisporre autentici codici modello. Sono gli interrogativi posti dalla Commissione e dal Parlamento europei ai Governi, alle istituzioni, agli studiosi e ai professionisti nelle diverse raccomandazioni, risoluzioni, comunicazioni che si sono susseguite nell’ultimo ventennio

Maren Brodersen, Jurgen Danyel, Jan-Holger Kirsch

Nuovi modelli di pubblicazione per la storia contemporanea in Germania. Il progetto Zeitgeschichte

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2005

Zeitgeschichte on line is a publicly available forum for contemporary history research, established by the Zentrum für Zeithistorische Forschung Potsdam and the Staa¬t¬s¬¬¬bibliothek zu Berlin/Preußischer Kulturbesitz. It consists of a portal (www.zeitgeschichte-online.de) and the journal «Zeithistorische Forschungen/Studies in Contemporary History» (www.zeithistorische-forschungen.de), which is published online and also in print. The portal provides a subject gateway with edited and structured internet resources as well as a news service and so called focal points of historical important events. The thematic focus lies on German and European history after 1945. The thrice annually published journal reverts to the resources of the portal and also offers the possibility to extend the articles of the printed edition with (audio) visual sources as well as supplemented comments.

Laura Trovò

Nuovi modelli di mobilità: sharing mobility e il sistema MaaS

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 45 / 2025

Nel corso del tempo le esigenze di mobilità sono mutate, così come è cambiato il concetto stesso di mobilità, intesa oggi come «servizio» che integra i principi di sostenibilità ambientale e di efficienza del sistema dei trasporti. Al contempo, invece che di semplice libertà di movimento, oggi si preferisce parlare di un vero e proprio «diritto alla mobilità». Nei tempi più recenti, inoltre, sulla mobilità urbana hanno fortemente inciso l’evoluzione tecnologica e i processi di digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi, che possono costituire un importante strumento per fronteggiare una domanda di mobilità sempre più plurimodale e per rispondere alle criticità ambientali. In risposta alle, suddette, mutate esigenze si è sviluppata la sharing mobility e si sta sviluppando il nuovo sistema MaaS (Mobility as a Service), in grado di fornire un’alternativa all’uso dell’automobile privata e dei tradizionali sistemi di trasporto pubblico non integrati, tramite l’utilizzo di vetture più sostenibili e la creazione di una rete di mobilità più innovativa, efficiente e funzionante, oltre che inclusiva. Questi nuovi sistemi, e in particolare il MaaS, sono, dunque, in grado di facilitare e semplificare la mobilità delle persone, promuovendo così l’esercizio del diritto alla mobilità.

La rivisitazione della governance locale, oltre che fattore propulsivo importante e primo indicatore dell’espandersi, da territorio a territorio, del Welfare di comunità, rappresenta un crogiuolo basilare di importanti forme di integrazione: istituzionale, professionale e sociale. Analizzando i vari modelli regionali, con uno sguardo all’Europa e al contesto nazionale, il testo descrive i punti di forza e di debolezza di ogni realtà esaminata.

cod. 1341.47