RISULTATI RICERCA

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Viviana Calzati

Nuove pratiche turistiche e slow tourism.

Il caso della Valnerina in Umbria

Il testo analizza il tema del turista lento, con particolare riferimento all’Umbria, attraverso un’indagine di campo orientata a studiare le caratteristiche e i comportamenti del turista lento per giungere a un suo profilo, guardando alla dimensione motivazionale del turismo e alle caratteristiche dell’offerta territoriale.

cod. 1562.36

Il lavoro qui presentato analizza le pratiche di comunicazione tra pari mediate dalle nuove tecnologie. In particolare, è stato approfondito l’utilizzo di tali modalità comunicative in un gruppo di adolescenti di origine straniera residenti a Milano.
Gli obiettivi della ricerca consistevano in:
1. individuare pratiche di comunicazione e socializzazione tecnologicamente mediate, specifiche dei giovani adolescenti di origine straniera;
2. evidenziare il ruolo di tali pratiche comunicative innovative nell’orientare le relazioni tra il gruppo migrante e quello degli autoctoni, in termini di processi di acculturazione;
3. definire se e in che modo tali comportamenti consentono spazi di azione creativa e mediazione culturale tra le molteplici culture di appartenenza;
4. identificare possibili strategie di costruzione identitaria in termini transnazionali. L’indagine di tipo qualitativo prevedeva l’analisi di casi singoli in profondità. Il campione è stato individuato all’interno di due istituti tecnici della città di Milano ed è costituito da un gruppo di 20 tra ragazzi e ragazze di origine straniera di età compresa tra i 15 e i 19 anni, che avessero iniziato un percorso di scolarizzazione in Italia non oltre la classe prima media. Esso è stato selezionato secondo un criterio di conoscenza avanzata delle tecnologie informatiche. I dati sono stati raccolti attraverso interviste individuali, focus group e un periodo di virtual shadowing. In questa occasione è stato possibile raccogliere materiali multimediali prodotti dai ragazzi stessi. I risultati dell’analisi dei dati, analizzati secondo una metodologia qualitativa, vengono presentati e discussi dal punto di vista della teoria del flow e dei processi di acculturazione e transnazionalismo. I risultati delineano l’emergere di pratiche comunicative specifiche di questa popolazione, in cui i processi di socializzazione messi in atto sembrano rinnovare la tradizionale dicotomia culturale italiano/straniero per aprire nuovi spazi simbolici di rappresentazione e costruzione di sé.

Marco Caselli, Federica de Cordova, Eleonora Riva, Nicoletta Vittadini

Nuove pratiche comunicative e adolescenti figli di immigrati: premesse e strumenti di ricerca

IKON

Fascicolo: 58-59 / 2009

Il lavoro qui presentato analizza le pratiche di comunicazione tra pari mediate dalle nuove tecnologie. In particolare, è stato approfondito l’utilizzo di tali modalità comunicative in un gruppo di adolescenti di origine straniera residenti a Milano.
Gli obiettivi della ricerca consistevano in:
1. individuare pratiche di comunicazione e socializzazione tecnologicamente mediate, specifiche dei giovani adolescenti di origine straniera;
2. evidenziare il ruolo di tali pratiche comunicative innovative nell’orientare le relazioni tra il gruppo migrante e quello degli autoctoni, in termini di processi di acculturazione;
3. definire se e in che modo tali comportamenti consentono spazi di azione creativa e mediazione culturale tra le molteplici culture di appartenenza;
4. identificare possibili strategie di costruzione identitaria in termini transnazionali. L’indagine di tipo qualitativo prevedeva l’analisi di casi singoli in profondità. Il campione è stato individuato all’interno di due istituti tecnici della città di Milano ed è costituito da un gruppo di 20 tra ragazzi e ragazze di origine straniera di età compresa tra i 15 e i 19 anni, che avessero iniziato un percorso di scolarizzazione in Italia non oltre la classe prima media. Esso è stato selezionato secondo un criterio di conoscenza avanzata delle tecnologie informatiche. I dati sono stati raccolti attraverso interviste individuali, focus group e un periodo di virtual shadowing. In questa occasione è stato possibile raccogliere materiali multimediali prodotti dai ragazzi stessi. I risultati dell’analisi dei dati, analizzati secondo una metodologia qualitativa, vengono presentati e discussi dal punto di vista della teoria del flow e dei processi di acculturazione e transnazionalismo. I risultati delineano l’emergere di pratiche comunicative specifiche di questa popolazione, in cui i processi di socializzazione messi in atto sembrano rinnovare la tradizionale dicotomia culturale italiano/straniero per aprire nuovi spazi simbolici di rappresentazione e costruzione di sé.

Saskia Sassen

Nuove politiche di appartenenza

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2008

Sassen Membership and its Politics - The two foundational subjects for membership in the modern nation-state, the citizen and the alien, are undergoing significant changes in the current period. The effect is a partial blurring of each the citizen subject and of the alien subject. I first outline these changes vis-à-vis nationality and citizenship. Second, I dissect notions of membership in order to create a set of tools for incorporating the undocumented immigrant as well as the minoritized citizenship. In the third section, I examine some key features of Europe and its immigrations in order to extract these ambiguities in the politics of membership. Fourth, I situate these repositionings within contemporary immigration facts and politics.

Keywords Citizenship, membership, minorities politics.

L’autrice, nella sua attività clinica si è trovata negli ultimi anni a lavorare, sempre più frequentemente, con giovani adulti che presentano sintomatologie comuni: chiudersi in casa, passare la giornata a navigare in internet, crearsi una vita virtuale parallela o vivere nella stanza/tana in cui si consuma l’intera quotidianità del vivere... Si pone l’interrogativo: siamo in presenza di nuove patologie o di nuove emergenze sociali? Confronta le precedenti ricerche fatte sugli adolescenti con l’attuale ricerca, il fenomeno giapponese dell’hikikomori con il nuovo fenomeno dei giovani italiani e, attraverso tre casi clinici, presenta nuove modalità di intervento: le "terapie fluttuanti", il lavoro sul sé. Per rispondere al quesito racconta come nel tempo si siano modificate le sue metodologie di trattamento della patologia, come legge il sintomo, come utilizza ora le ipotesi, come tratta l’ingaggio dell’adolescente, del giovane adulto e della sua famiglia, come mantiene la relazione terapeutica ora rispetto al passato e come utilizza i sintomi all’interno del percorso terapeutico.

La città di Prato (Italia) costituisce un contesto urbano multiculturale che ha spinto il Servizio pubblico di salute mentale ad attuare una serie di cambiamenti organizzativi e operativi per rispondere ai bisogni provenienti da richiedenti asilo e rifugiati, da migranti economici, dai loro familiari ricongiunti e dalle loro discendenze. Nell’ambito di questo scenario istituzionale, l’autore analizza le conseguenze della presa in considerazioni delle dimensioni culturali e storico-politiche nel lavoro clinico, psicoterapeutico e comunitario con questa tipologia di utenza e in particolare con richiedenti asilo e rifugiati. Emerge in questo modo la necessità di valutare l’impatto che sempre di più hanno i regimi di frontiera nella gestione dei movimenti umani transnazionali e nell’esperienza di chi li attraversa. I diversi dispositivi frontalieri sono sempre più a chiamati a un duplice e ambiguo compito: alcuni di essi sempre più respingono i popoli in fuga, altri cercano a fatica di proteg-gerli e di promuoverne le speranze.