Rappresentazione degli immigrati e pregiudizio etnico tra gli studenti del Lazio
cod. 1315.4
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Rappresentazione degli immigrati e pregiudizio etnico tra gli studenti del Lazio
cod. 1315.4
L’esperienza psichica dell’estraneità viene messa a confronto con quella dell’alterità, ne vengono esaminate le differenti sorgenti e direttrici intrapsichiche e relazionali. In particolare viene esaminato cosa accade nell’incontro con "lo straniero" nell’esperienza migratoria - che oscilla tra alterità radicale e doppio deformato - in cui si rende evidente quella "funzione specchio" della migrazione di cui parlava Abdelmalek Sayad. Migranti e nativi rispecchiano gli uni negli altri le proprie "parti straniere", parti inappropriabili e non soggettivabili. Tali complesse dinamiche vengono poi analizzate, anche attraverso una tranche clinico-esperenziale, alla luce dell’esperienza psichica ed antropologica legata alla pandemia da coro-navirus, la quale comporta un brusco e angoscioso mutamento della percezione del confine tra ciò che è familiare/fidato e ciò che è estraneo/pericoloso con i suoi intensi effetti perturbanti.
L’autore inquadra il problema della tutela giurisdizionale dei diritti dello straniero rispetto alle decisioni amministrative relative all’ingresso e al soggiorno, evidenziando come le classiche garanzie costituzionali che operano in relazione ai diritti fondamentali (quali la riserva di legge, la riserva di giurisdizione ed il principio di eguaglianza) soffrano, in que-ti casi, di limiti strutturali che le rendono poco effettive. Lo scritto esamina quindi le questioni che si pongono avanti alle diverse giurisdizioni, analizzando le interferenze tra i giudizi con le connesse difficoltà di difesa, come accade nelle ipotesi di impugnazione di atti collegati ma ricorribili avanti a giudici diversi; le zone franche dalla tutela giurisdizio-nale, determinate o dalla mancata previsione di rimedi oppure dalla prevalenza insindacabile dell’interesse alla sicurezza dello Stato; le carenze sotto il profilo della qualificazione dei giudici chiamati ad esercitata competenze de libertate; la creazione di modelli proces-suali fortemente derogatori rispetto a quello comune.
Rosario Gregorio e l'arabica impostura (1782-1796)
Uno dei casi più clamorosi di falsificazione storica dell’Europa settecentesca, l’arabica impostura dell’abate Vella, che portò alla pubblicazione di due opere di grande risonanza: il Codice diplomatico di Sicilia (1789-1792) e il Libro del Consiglio di Egitto (1793). Tra i pochi a sospettare delle traduzioni di Vella, lo storico Rosario Gregorio si oppose con gli strumenti della critica e della filologia. Attraverso lo studio di fonti coeve e dei testi incriminati, il libro ricostruisce il dibattito sull’autenticità dei codici arabo-siculi, fino alla domanda-chiave dell’intera vicenda: perché un falso ha successo?
cod. 1792.249
A partire dal 2016 gli investimenti comunali sono in continua crescita e si prospetta nei prossimi anni una grande quantità di progetti infrastrutturali, finanziati dal PNRR, che le amministrazioni comunali dovranno gestire. Tuttavia, non tutti i Comuni partono dalla stessa dotazione di infrastrutture sul loro territorio, quindi per un adeguato riparto delle risorse occorre stimare il capitale fisso attualmente a disposizione degli enti locali. Utilizzando il metodo dell’inventario permanente e le spese per investimento dei comuni lombardi nel periodo 2000-2019, si è quindi ricostruito lo stock di capitale pubblico a livello comunale per la Lombardia. Attraverso un modello di regressione semplice, mostriamo come lo stock di infrastrutture sia fortemente determinato dalla popolazione e da alcune caratteristiche socio-economiche e territoriali dei comuni, quali il reddito pro capite, l’altitudine, i chilometri di strade comunali e la presenza di aree ad alta pericolosità idraulica o di frane. Infine, stimiamo lo stock di infrastrutture standard e mettiamo in evidenza come i comuni di piccolissime dimensioni (<1.000 abitanti) e di grandi dimensioni (>20.000 abitanti) presentino un deficit di infrastrutture rispetto allo standard.
Con l’obiettivo di fornire una fotografia circa lo stile di negoziazione adottato dai medici italiani staffati in posizioni manageriali e per tale ragione coinvolti, a partire dagli anni Novanta, in tavoli negoziali, il presente studio analizza attraverso l’impiego di questionari semistrutturati la presenza degli stili di negoziazione adattati dal modello proposto da Thomas- Kilmann (1974) quali Competizione, Angoscia, Arroganza, Evitamento, Fatalismo. Gli stili sono stati rilevati chiedendo agli intervistati di rispondere attraverso scale Likert a 5 punti indicanti il grado di accordo/disaccordo dei medici rispetto alle affermazioni proposte. Il campione composto da dodici medici con diverse specializzazioni e con in comune l’assegnazione di un ruolo di management, ha risposto alla rilevazione mostrando la coesistenza di piu stili negoziali che emergono in grado molto similare. Cio identifica una non matura consapevolezza circa il proprio stile di negoziazione che appare per tale ragione camaleontico. Tale approccio puo risultare utile nelle prime esperienze di negoziazione, diviene un ostacolo in presenza di controparti esperte. In linea con la letteratura le evidenze prodotte dalla presente ricerca confermano il ruolo importante che le variabili individuali e di contesto giocano sugli stili negoziali. Per esempio essere un medico di genere femminile e rilevante ai fini della diminuzione dello stile dell’Arroganza. L’elevato coinvolgimento in tavoli negoziali conduce a sviluppare sicurezza nelle proprie abilita, conducendo, talvolta, alla eccessiva concentrazione su se stessi a scapito della comprensione dell’interlocutore. Al contrario chi ha una bassa frequenza di negoziazione tende a evitare contrattazioni troppo lunghe, sentendosi non del tutto padrone degli eventi. I nostri risultati sono in controtendenza rispetto a quanto affermato dalla letteratura ovvero che, al progredire nella scala gerarchica con l’aumento di esperienza e di visione globale dei processi organizzativi, diminuiscono le sensazioni di stress e paura legate alla negoziazione. Il quadro che emerge offre interessanti spunti di riflessione circa il grado di maturita e consapevolezza nei confronti dello stile negoziale prevalente, lasciando spazio alla progettazione di percorsi formativi volti alla matura importanzione e alla stabilizzazione dei tratti negoziali. La conoscenza e la maturazione dello stile di negoziazione sono di strategica importanza non solo per l’individuo ma anche per l’organizzazione in cui esso e inserito, consentendo di ragionare sulle piu idonee metodologie di risoluzione dei conflitti. Pur non libero da limitazioni legate al campione ristretto e allo strumento impiegato che si concentra solo sugli stili individuati dal modello di Thomas-Killman e non su altri, il presente studio rappresenta un contributo innovativo sulla comprensione di come i medici collocati in posizioni manageriali approccino il problema della negoziazione.
This article explores the way in which Italian fashion has been presented and employed in the public sphere in Britain and the United States. Special attention is paid to the construction of the media image of Italian brands and the influence of the specific dynamics of the retail sector in these markets. It demonstrates that while Italian fashion is able to rely on an array of appeals to foreign audiences, it is unable to control the perceptions and uses which derive from cultural contexts that are significantly different from the Italian one.
The essay deals with the Fascist style which is considered as the aesthetic political expression of Fascism and also as the impenetrable wrapping of its shrewdness and of its despise for the opponents condemned to defeat. The Fascist style was the means to build the new man, Mussolini’s Italian. Although promoting different styles F.T. Marinetti and Gabriele D’Annunzio are both seen as precursors of the Fascist style, particularly for the dandyish mixture of violence and elegance which were typical of the Futurist behaviour and of D’Annunzio way of life. In Mussolini’s totalitarian project and in the works of the Fascist writers who dealt with the matter, the new Fascist man had an hated and despised enemy: the bourgeois. The bourgeois is figured as a pipsqueak, an ostrich, a hyena, a parasite, as a physically inferior subject, nearer to an animal than to a human being. Achille Starace, Secretary of the Fascist Party for nine years, was the one the Duce chose to shape the new Italian. By 1939 all Italians wore the large variety of Fascist uniforms: the Fascist style was then what Fascists thought military style was. The defeat in the Second World War ended the totalitarian experiment in Italy, and the Fascist style, which consisted largely in warlike education failed in the war. So that it appeared to be an aesthetics of survival for Italians in the Fascist regime.
Il presente articolo si propone di approfondire il fenomeno dello stigma nel contesto della salute mentale. In particolare, dopo una introduzione dedicata alle radici storiche del termine "stigma", vengono analizzate le sue diverse tipologie alla luce della più recente letteratura: public stigma, structural stigma, selfstigma, felt or perceived stigma, experienced stigma, label avoidance, courtesy stigma e spiritual stigma. Fra le diverse declinazioni che il fenomeno discriminante può assumere, viene fornita una ampia descrizione di quella iatrogena: la discriminazione perpetrata dai professionisti sanitari nei confronti delle persone con disagio psichico. Proprio su questa tipologia di stigma viene proposta una revisione narrativa e non sistematica della letteratura al fine di permettere al lettore di avere una panoramica esaustiva per l’inquadramento di questa particolare forma di stigma. L’ultima parte dell’articolo è dedicata alle principali strategie, sostenute da evidenze scientifiche, utilizzate per la lotta allo stigma. Oltre alle ormai consolidate metodiche come la formazione, la protesta e il contatto, viene anche presentata la traduzione italiana del manuale "Coming Out Proud" del prof. Corrigan (Illinois Institute of Technology) che si propone come utile strumento per la lotta al selfstigma. Esso è pensato per utenti e promotori della salute pubblica per affrontare il processo di coming out e il tema dell’identità. È articolato in tre parti che affrontano le questioni chiave della rivelazione: soppesare costi e benefici del coming out; considerare i diversi approcci strategici (gradi) per la rivelazione; apprendere un metodo efficace per formulare le storie personali relative all’esperienza di malattia mentale.
I Governi italiani hanno spesso proposto misure di politica energetica per il Paese, sebbene raramente si siano avuti effetti significativi. Recentemente il Governo italiano ha auspicato un passaggio dal concetto di politica e quello di "strategia energetica nazionale", i cui contenuti e metodi evidenziano gli stessi limiti che hanno portato all’insufficienza delle precedenti politiche. L’articolo pertanto mette in evidenza criticamente le ragioni del fallimento dei precedenti tentativi di definizione di una politica energetica nazionale e dello sterile dibattito sulla nuova strategia. Evidenzia, al contrario, la necessità di rispettare alcuni aspetti metodologici che possono favorirne il successo: la necessità di una maggiore specificità delle misure, il ricorso all’analisi costi-benefici per identificare i trade-off tra le alternative, l’identificazione degli obiettivi prioritari e delle responsabilità delle diverse istituzioni. Le sfide poste dai cambiamenti del contesto geopolitico, economico ed ambientale odierni rendono tale metodologia ancora più urgente. Focalizzandosi successivamente sul tema degli obiettivi di una politica energetica, l’articolo ne identifica quattro (ambiente, competitività, sicurezza e crescita) e suggerisce l’apporto che alcune misure possono portare al raggiungimento degli stessi.