Le feste rivoluzionarie, una serie di celebrazioni che hanno segnato il corso dell’ultimo decennio del Settecento, traducono gli ideali della Rivoluzione francese in qualcosa di concreto, tangibile e accessibile a tutti, tanto da materializzare nella città di Parigi una vera e propria utopia. Questo contributo intende mettere in luce come la trasformazione fisica delle vie cittadine, nonostante abbia prodotto un allestimento temporaneo ed effimero, senza alcun effetto duraturo sulle condizioni di vita delle persone, si sia in realtà rivelata uno strumento indispensabile per la creazione di consenso e di conseguenza per la legittimazione del potere. Si intende dunque evidenziare il ruolo della costruzione ‘virtuale’ dello spazio urbano nel plasmare l’immaginazione sociale, rivelando al contempo gli strumenti impiegati dall’élite intellettuale incaricata di progettare le cerimonie.