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Renzo Salvi

Il caso di Arianna

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 34 / 2014

Il caso clinico è quello di Arianna, una ragazza di 13 anni che frequenta la III media. Arianna vive sola con la madre dopo la separazione dei genitori. A seguito dell’allontanamento da casa del padre, inizia ad avere problemi con il peso, ingrassa 11 kg e lamenta un calo del tono dell’umore. In questo lavoro descriviamo gli step della psicoterapia in una ragazza che soddisfa i criteri per un disturbo dell’alimentazione non altrimenti specificato in comorbidità con un disturbo depressivo maggiore. L’obiettivo fondamentale del trattamento è stato quello di aiutare la paziente a modificare la relazione con il suo disturbo alimentare, aiutandola, quindi, a sviluppare una sorta di autoconsapevolezza meta cognitiva e, conseguentemente, ridurre la sintomatologia depressiva. Il fine ultimo di questo percorso è stato, dunque, quello di aiuta-re la paziente ad acquisire una modalità di pensiero che la aiutasse ad influenzare in maniera globale il suo modo di definire se stessa e di come sperimenta il mondo.

Alessandro De Iacobis, Chiara Pazzagli

Il caso di antonio. Un contributo dalla prospettiva cognitivo evoluzionista

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2013

Nell’articolo viene descritta una sequenza clinica verificatasi durante l’analisi di un bambino di nove anni d’età, che soffriva di ansia di separazione, ritiro, inibizione e una marcata immaginazione. Viene sottolineata la particolare qualità della relazione analitica attraverso la quale alcune immagini, apparse nel corso dello scambio clinico che ha contemplato anche il Gioco della Sabbia, si sono rivelate dotate di tratti della psiche inconscia sia del paziente che dell’analista. Il riconoscimento da parte dell’analista di tali "soggetti transizionali" nella stanza d’analisi ha inaugurato una fase di creatività psicologica, intesa come capacità di conferire significati nuovi ai vissuti remoti ed attuali.

Tiziano Carbone

Il caso di Alice

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 3 / 2012

Il caso di Alice riguarda una donna ancora giovane che soffre di attacchi di panico quando il marito la lascia sola. Emerge il quadro di una personalità fragile, rafforzata da una particolare strategia relazionale: rendersi indispensabile agli altri per avere in cambio il senso di esistere, non sostenuto dalla percezione di una propria agency indipendente. Il terapeuta ha scrupolosamente annotato i propri vissuti interiori, intercalandoli alle battute del dialogo terapeutico in corso. In questo modo ha potuto presentare alla supervisione dei colleghi un materiale molto completo. Al centro della discussione si pone un sogno con chiari risvolti transferali, l’unico prodotto nel corso di tre anni di terapia.

The International Court of Justice has traditionally adopted a very restrictive approach with respect to intervention of third States in contentious proceedings. In 2011 Greece was permitted to intervene in the case concerning Jurisdictional Immunities of the State between Germany and Italy. However, the Court did not define the legal interest justifying the permission to intervene accorded to Greece. The decision on the merits adopted on 3 February 2012 confirms that the notion of legal interest under article 62 of the Statute has potentially a broad scope and can include, among others, interests ‘by implication’ of third States.

George France

Il caso della sanità

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 4 / 1995

Giuseppe Perfetto

Il caso della bambina peruviana. "Papà, perché non porti lo spazzolino?"

COSTRUZIONI PSICOANALITICHE

Fascicolo: 28 / 2014

Lo scritto tratta il caso clinico di una bambina di cinque anni che manifesta masturbazione compulsiva. La famiglia è peruviana e risiede in Italia da quattro anni. La figlia è oggetto del godimento della madre. La masturbazione della bambina è originata dal legame erotizzato dalla madre. Si prospetta per la bambina una psicoterapia finalizzata a consentire un’elaborazione della pulsione sessuale attraverso il gioco simbolico.

Giovanni Di Cesare, Claudia Bartalucci, Allegra Celli

Il caso dell’uomo invisibile. Giulio e Maria

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2017

In Italia, la stima dei giocatori d’azzardo "problematici" (coloro che non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza patologica) varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale (da 767.000 a 2.296.000 italiani adulti) mentre la stima dei giocatori d’azzardo "patologici" (dipendenza patologica incontrollabile) varia dallo 0,5% al 2,2% (da 302.000 a 1.329.00 italiani adulti). Viene presentato il caso di una psicoterapia di coppia, condotta in coterapia, in cui il marito è giocatore d’azzardo. Gli autori, distaccandosi dal protocollo classico che prevede il controllo dei sintomi e l’astinenza dal gioco, hanno lavorato su più livelli: la coppia, la famiglia attuale e le famiglie d’origine dei pazienti. Questo ha permesso l’esplorazione delle dinamiche familiari (passate e presenti) e della problematica che tutti avevano sostenuto, tollerato e sopportato. Dunque, è stata esplorata l’ipotesi che la famiglia sia la risorsa principale di una persona, che in questo caso ha permesso di uscire dal dolore, dalla solitudine e non utilizzare più il gioco come reazione paradossale ad un destino vissuto come drammaticamente immodificabile.

Nancy McWilliams

Il caso dell’angelo della misericordia autodistruttivo

RICERCA PSICOANALITICA

Fascicolo: 2 / 2012

L’articolo descrive alcuni scambi avvenuti durante il trattamento analitico con una paziente borderline, dai pattern spiccatamente auto frustranti. Scopo principale del presente lavoro è quello di suscitare un dibattito su un argomento che poco teorizzato negli ultimi anni, su cui i terapeuti hanno comunque bisogno di confrontare le proprie esperienze cliniche. In particolare, si vuole mettere in luce quanto le persone con funzionamento borderline abbiano bisogno che il terapeuta comprenda e insieme affronti sia i significati cocostruiti all’interno del rapporto terapeutico, sia la visione idiosincratica del mondo esterno del paziente. L’autrice propone le sue riflessioni con lo spirito di iniziare un dialogo su un problema clinico particolarmente difficile che non può essere sviluppato appieno attraverso il normale utilizzo di studi a controllo randomizzato su particolari tecniche e nemmeno attraverso scambi clinici che riguardo le problematiche più generali del processo terapeutico.

Costanza Jesurum

Il caso del signor S. tra disturbo dell’umore e disturbo di personalità

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2017

L’autrice sostiene che nel caso clinico del signor S. potrebbe essere utile considerare il funzionamento del paziente anche sotto il profilo dell’organizzazione di personalità, perché dai dati forniti si potrebbe non escludere una diagnosi di disturbo di asse due, nell’area dei disturbi borderline di personalità. Dai dati raccolti sembrerebbe infatti che il paziente faccia un uso massivo di meccanismi di difesa arcaici tipici dei pazienti con diagnosi di asse 2 (scissione, proiezione, identificazione proiettiva) e metta in atto agiti che denotano una grande difficoltà a contenere degli stati interni, pur rivelandosi capace di avere un esame di realtà integro. Una diagnosi in questa direzione offrirebbe un utile suggerimento per un eventuale lavoro terapeutico: centrato sulla capacità del paziente di mentalizzare i propri stati d’animo e di contenerli.

Alessio Cavicchi, Pamela Lattanzi, Lorenza Paoloni

Il caso del Farmer Market fermano

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 3 / 2011

L’indagine proposta è indirizzata ad approfondire le dinamiche del Farmer Market (FM) ovvero di un modello preciso di compravendita di prodotti in un mercato gestito direttamente dagli agricoltori. Di detto schema, comunemente riferibile al genere della "filiera corta", vengono descritti gli elementi strutturali nonché gli aspetti critici e quelli virtuosi. L’indagine, che muove lungo un sentiero interdisciplinare di taglio giuridico-economico, è così articolata: introduzione storica al problema, rassegna selettiva della letteratura sul comportamento del consumatore, regolazione giuridica dei FM, descrizione dell’esperienza del primo FM aperto nella Regione Marche, a Fermo, analisi delle dinamiche gestionali e logistiche e delle motivazioni del consumatore, considerazioni conclusive

Massimo Annicchiarico, Silvia Baldan, Michela Bobini, Mario Del Vecchio, Luigi Preti

Il caso del 116117 in Regione Veneto: ridisegnare l’accesso ai servizi per trasformare la sanità territoriale nei contesti aziendali

MECOSAN

Fascicolo: 132 / 2024

Il progetto 116117 della Regione Veneto rappresenta un’esperienza avanzata, nel contesto italiano, nella ridefinizione dei meccanismi di accesso e presa in carico nell’assistenza territoriale. Il 116117 è stato implementato come infrastruttura organizzativa e digitale capace di integrare i servizi sanitari, socio-sanitari e informativi, garantendo un accesso equo, tracciato e uniforme ai percorsi di cura. Il modello veneto si fonda su due centrali operative regionali, supportate da sistemi di intelligenza artificiale e interoperabilità informatica, che consentono una gestione intelligente e proporzionata dei bisogni, con una presa in carico certa e documentata.L’approccio combina la centralizzazione tecnologica con la centralizzazione e l’esplicitazione della conoscenza, assicurando al cittadino una risposta coordinata, tempestiva, coerente con il contesto locale – e soprattutto certa. I risultati della sperimentazione evidenziano un elevato livello di soddisfazione degli utenti e una crescente efficienza operativa. Il progetto pone tuttavia importanti sfide per le Aziende ULSS, chiamate a riallineare processi, flussi informativi e modelli organizzativi in coerenza con gli standard regionali. Il 116117 emerge così come leva strategica di change management e innovazione di processo, capace di promuovere una nuova cultura organizzativa orientata all’integrazione, alla responsabilità condivisa e alla continuità della cura.