Il trattamento sanitario obbligatorio psichiatrico sui pazienti minori di età tra criticità applicative e possibili garanzie

Titolo Rivista: MINORIGIUSTIZIA
Autori/Curatori: Cristina Pardini
Anno di pubblicazione: 2019 Fascicolo: 4 Lingua: Italiano
Numero pagine: 9 P. 103-111 Dimensione file: 84 KB
DOI: 10.3280/MG2019-004012
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Il trattamento sanitario obbligatorio rappresenta, al di là dei casi di necessità e urgenza, l’unica modalità per superare le prerogative del paziente capace di esprimersi sulle cure a cui deve essere sottoposto. Se per l’adulto il percorso verso il riconoscimento del diritto di autodeterminazione in ambito sanitario è tracciato con certezza sia a livello di principi generali sia dalla disciplina legislativa - basti pensare alla l. 833 del 1978 di istituzione del servizio sanitario nazionale e, da ultimo, alla l. 219/2017 in tema di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento - per il minore le distinzioni si fanno più sfumate e complesse. Non solo non vi è un chiaro riferimento ai minori di età nella disciplina del trattamento sanitario obbligatorio, ma l’intreccio con la responsabilità genitoriale, la valorizzazione della capacità di espressione e la necessità di tutelare un soggetto per sua natura fragile rendono necessario uno sforzo interpretativo che si tenterà di sintetizzare nel presente contributo, con specifico riferimento all’ambito della malattia mentale.

Cristina Pardini, Il trattamento sanitario obbligatorio psichiatrico sui pazienti minori di età tra criticità applicative e possibili garanzie in "MINORIGIUSTIZIA" 4/2019, pp 103-111, DOI: 10.3280/MG2019-004012