Titolo Rivista STUDI JUNGHIANI
Autori/Curatori Paolo Ferliga
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/63
Lingua Italiano Numero pagine 18 P. 29-46 Dimensione file 0 KB
DOI 10.3280/jun63-2026oa22871
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Attraverso la presentazione del percorso di individuazione di due pazienti, l’autore mostra il ruolo che gli archetipi dell’inconscio collettivo possono svolgere nella pratica della clinica. Gli archetipi, infatti, portano nei sogni e nelle creazioni della Sandplay un’energia particolare che, se viene riconosciuta dal terapeuta, attiva il processo di trasformazione e guarigione della psiche. Questa energia favorisce, come dice Donald Kalsched, una terapia centrata sull’affettività che consente di riparare nella relazione analitica ciò che, in seguito a un trauma, è stato spezzato con la dissociazione. Fedele al metodo fenomenologico proposto da Carl Gustav Jung l’autore mostra come le immagini archetipiche abbiano contribuito a trasformare non solo il mondo interiore delle due donne, ma anche la relazione di tipo co-transferale con il terapeuta. Nel primo caso nei sogni compare l’archetipo del fanciullo che nel corso della terapia si modifica radicalmente: all’inizio si presenta come una minaccia, per mostrare poi tutta la sua fragilità e divenire quindi lo spirito guida della paziente. Nel secondo caso le immagini della Sandplay mostrano il corpo ferito alla ricerca di una nuova forma che ne favorisca la guarigione.
Parole chiave:archetipi;inconscio collettivo;processo di individuazione;trauma e dissociazione;co-transfert;tenerezza
Paolo Ferliga, L’archetipo della bambina nei sogni e nel processo di individuazione in "STUDI JUNGHIANI" 63/2026, pp 29-46, DOI: 10.3280/jun63-2026oa22871