Titolo Rivista RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA
Autori/Curatori Giada Peterle
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/3
Lingua Italiano Numero pagine 24 P. 174-197 Dimensione file 0 KB
DOI 10.3280/rgioa3-2026oa23552
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È possibile prendersi cura dello spazio urbano attraverso pratiche geo-artistiche? Il contributo indaga le contaminazioni possibili tra geografie della cura, creative turn e mobility humanities, attraverso l’esperienza di curatela di una residenza d’artista nel contesto dell’area Stazione di Padova. Le riflessioni emerse sul campo si intrecciano con il dibattito geografico sull’urban caring, permettendo di tenere insieme la dimensione estetica ed etica delle pratiche di caring by curating. Attraverso un approccio processuale che osserva la realizzazione di due opere d’arte permanenti nello spazio pubblico, emerge una riflessione sul ruolo ‘pubblico’ della geografia, che interpreta le azioni geo-artistiche come forme di “politics in action” (Hawkins, 2011). La ‘curatela’ si configura come pratica capace di ‘prendersi cura’ di città e abitanti, attraverso interventi artistici context-specific.
Parole chiave:arte pubblica, metodologie art-based, cura, città, camminare, mobilità, patrimonio museale
Giada Peterle, Geografie creative della cura: percorsi geo-artistici di urban caring by curating in "RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA" 3/2026, pp 174-197, DOI: 10.3280/rgioa3-2026oa23552