Grandi motori.

Liliana Lanzardo

Grandi motori.

Da Torino a Trieste culture industriali a confronto (1966-1999)

Edizione a stampa

33,50

Pagine: 224

ISBN: 9788846422316

Edizione: 1a edizione 2001

Codice editore: 1573.272

Disponibilità: Esaurito

L'autrice ha diviso la vita di lavoro e di studio tra Torino e Trieste, le due città da cui si origina la vicenda della Grandi Motori qui narrata, provando l'ambivalenza dei sentimenti - dicotomia e simbiosi - di chi subisce l'attrazione che esse esercitano come poli opposti nella cultura lavorativa e quotidiana. Ciò le ha consentito di comprendere il conflitto che nasce quando la Fiat, in seguito a un accordo di Joint venture con l'Iri del 1966, costruisce nel capoluogo giuliano il moderno stabilimento che ingloba l'attività dieselistica e il personale delle due fabbriche di motori di Torino e Trieste. Con l'uscita della Fiat nel 1977, il conflitto si sposta all'interno dell'ambito Iri, fra triestini della Gmt e direzione Fincantieri.

Queste contrapposizioni vengono descritte dal management Fiat e Iri, dai dirigenti, tecnici, impiegati, operai e sindacalisti, con contrastanti interpretazioni del mancato decollo e sviluppo della fabbrica, del mito e declino della cultura industriale locale. Ne emerge - in un contesto su cui incombe la memoria del complesso e travagliato passato triestino - una vicenda emblematica della parabola compiuta da aziende a partecipazione statale che con il centro sinistra avevano avviato un intervento diretto dello Stato nell'economia con accordi col capitale privato; allo stesso tempo risulta l'importanza, nelle vicende produttive, delle culture degli uomini che compongono, insieme alle macchine, il capitale da valorizzare.

Liliana Lanzardo ha scritto numerosi saggi sulla classe operaia sin dalla sua partecipazione ai "Quaderni rossi" negli anni Sessanta ed ha ampliato, come docente di Metodologia della ricerca storica nell'Università di Trieste, l'ambito e le tecniche di analisi con l'uso di fonti scritte, orali e fotografiche. Tra i suoi libri sui lavoratori dell'industria: Classe operaia e partito comunista alla Fiat (Einaudi), Personalità operaia e coscienza di classe (Angeli), I Consigli di gestione (Regione Piemonte), Dalla bottega artigiana alla fabbrica (Editori riuniti).


Parte I. La joint venture Fiat Iri 1966-1976
Aspettative deluse
(I torinesi a Trieste; Il risentimento dei triestini) - Una supremazia contestata - (Lo scontro immediato; I privilegi dei torinesi; Le macchine utensili; La progettazione Fiat; La "colonizzazione tecnologica")
Un sistema non integrato
(La mancata interazione; Il problema dell'indotto; La manodopera locale; Una mentalità artigianale; Vecchia e nuova generazione in Gmt; La scelta della localizzazione della fabbrica)
I protagonisti del conflitto
(Unità sindacale e lotte operaie; La cultura Fiat e i "nati per la Gmt"; Il partner Iri in fabbrica)
Scioglimento della joint venture
(Obiettivo 500mila cv annui; La Fiat riduce la sua quota azionaria; Sui motivi del ritiro della Fiat; Il costante disimpegno)
Parte II. La gestione Iri-Fincantieri 1977-1990
Il dopo Fiat
(Il nuovo padrone; Andare a Canossa; Le aspettative del sindacato)
La gestione Fincantieri
(Il convegno del diesel; La ristrutturazione; La fabbrica sotto la Fincantieri; Una predominante sfiducia; La cessione della Gmt alla holding Metra)
Conclusioni
Appendice - (La Gmt nel periodo joint venture 1971-1976; Il Piano Cipe e le lotte operaie; Il peso del passato sulla mentalità dei triestini; Il sindacato a Trieste; I giornali di fabbrica; Stipendi 1974 dell'ufficio progetti) - Interviste utilizzate per il testo.

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