Geografia delle minoranze tra Baltico e Mar Nero
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 230,      1a edizione  2016   (Codice editore 1111.4)

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Codice ISBN: 9788891740434
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In breve
Nonostante l’eterogeneità di una regione così ampia come quella dell’Europa centro-orientale, esistono importanti tratti comuni che rendono quanto mai attuale un approfondimento sulle popolazioni e sui mutevoli rapporti di forza che ne ridefiniscono continuamente gli equilibri.
Presentazione del volume

L'Europa centro-orientale costituisce storicamente un ambito di ricerca di grande interesse per la geografia, in virtù della complessità e mutevolezza del suo mosaico etnico, linguistico e religioso e delle sue molteplici implicazioni spaziali e territoriali. Nonostante l'eterogeneità di una regione così ampia, con le sue continue e discordanti oscillazioni politiche e ideologiche, esistono importanti tratti comuni che rendono quanto mai attuale un approfondimento sulle popolazioni e sui mutevoli rapporti di forza che ne ridefiniscono continuamente gli equilibri.
Le vicende geopolitiche, che ne condizionano il divenire politico ed economico, sono profondamente influenzate dai complessi legami fra i diversi gruppi etnici, linguistici e religiosi e gli stessi concetti di spazio e territorio vi assumono una declinazione peculiare. L'analisi geografica aiuta a comprendere meglio le vicende che ne hanno plasmato il volto in passato e che continuano a trasformarlo anche oggi, spesso in modo palese e drammatico, in altri casi in maniera più sottile e nascosta.
Nel panorama umano dell'Europa centro-orientale, vengono approfondite, in particolare, le vicende di tre popolazioni che furono protagoniste, in passato, della formazione di questo mosaico etnico: gli Ungheresi, i Polacchi e i Tedeschi. Le alterne fortune politiche dei loro Stati, la loro diversa interazione con gli spazi fisici e i mutevoli rapporti con le altre popolazioni racchiudono vicende che richiamano quelle di altri popoli che coabitano la stessa regione, ma anche dinamiche che si ricollegano a quelle di luoghi più lontani. In una regione che porta ovunque le tracce, i segni e le memorie di periodi di felice convivenza e di funesta intolleranza, e nella quale gran parte delle minoranze storiche sono in declino, i nuovi flussi migratori creano nuove occasioni di incontro con l'alterità. Nonostante la periodica riemersione della xenofobia e la ricostruzione di muri e recinzioni lungo i confini, dalla comprensione del passato possono nascere nuove forme di multiculturalismo.

Andrea Corsale è ricercatore di Geografia presso il Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell'Università di Cagliari. I suoi interessi di ricerca includono la geografia della popolazione, il turismo culturale e rurale e lo sviluppo locale. È autore di Rose nel deserto. Le oasi del Maghreb tra sete d'acqua e nuove occasioni di sviluppo (2009) e ha pubblicato su diverse riviste nazionali e internazionali.

Indice
Raffaele Cattedra, Prefazione
Premessa
Introduzione. Nazioni, confini, identità
Gli Ungheresi nel Bacino Pannonico. Da maggioranza dominante a minoranza irrequieta
(Geografia e storia del popolo ungherese; Transilvania. Una terra contesa; Slovacchia. In cerca di una nuova centralità; Transcarpazia. L'eredità del passato sovietico; Voivodina. Identità di frontiera; Croazia, Slovenia e Burgenland. Geografie mutevoli)
I Polacchi nella Grande Pianura Europea. Fra confini variabili
(Lineamenti geostorici della nazione polacca; Polacchi e Ucraini. L'attaccamento alla stessa terra)
I Tedeschi nell'Europa centro-orientale. Una colonizzazione perduta
(La storica spinta verso Est; Polonia. Le maree della storia; Boemia, Moravia e Slovacchia. Protagonisti esiliati; Estonia, Lettonia e Lituania. Minoranze dominanti; Russia, Ucraina e Bielorussia. Tragedie del Novecento; Ungheria. Una nuova fioritura; Romania e Moldavia. Una perenne diaspora; Slovenia, Croazia e Serbia. Vittime della "colpa collettiva")
Conclusioni. Tra passato e futuro
Bibliografia
Indice delle figure
Indice delle tabelle.